Morta Pussy Galore, magnifica Bond girl in missione Goldfinger: si chiamava Honor Blackman

Lunedì 6 Aprile 2020

Addio a Pussy Galore, fra le Bond Girl più affascinanti. E' morta l'attrice britannica Honor Blackman,  Bond girl nel film di maggior successo della serie: «Agente 007 - Missione Goldfinger» (1964), nel quale interpreta appunto la parte di Pussy Galore, al fianco di Sean Connery. È uscita di scena all'età di 94 anni nella sua casa di Lewes, nel Sussex, nell'Inghilterra meridionale, circondata dalla sua famiglia, «pacificamente per cause naturali», come si legge in un comunicato diffuso dai figli Barnaby e Lotti Kaufmann.

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L'immagine dell'affascinante e conturbante Blackman sarà per sempre legata al film di 007, con scene memorabili per tutti gli appassionati della saga creata dallo scrittore Ian Fleming: la pilota di aerei di Goldfinger, Pussy Galore, pentita per il suo aiuto prestato al criminale, decide di andare in soccorso di James Bond, che riesce a fermare il suo nemico, disinnescando a 7 secondi dall'esplosione la bomba che avrebbe contaminato radioattivamente la riserva aurea americana. Nata a Londra il 22 agosto 1925, Honor Blackman debuttò nel 1947 recitando a fianco di Michael Redgrave nel film «Fame Is the Spur» e ha interpretato una serie di piccoli ruoli in importanti film accanto ad attori del calibro di Richard Burton in «La quinta offensiva», Elizabeth Taylor e Robert Taylor in «Alto tradimento».

Arrivò alla notorietà interpretando il personaggio di una esperta di lotta giapponese in una serie televisiva nel 1961: affiancò Patrick Macnee nella seconda stagione di «Agente speciale», dando una svolta decisiva al successo del telefilm. Malgrado il risultato, lasciò la serie per non legarsi troppo al personaggio. Nel 1964 divenne la Bond girl di «Agente 007 - Missione Goldfinger»: seguendo un copione comune a tante altre attrici, la partecipazione alla saga di James Bond le portò una fama mondiale a cui non seguirono tuttavia partecipazioni a film di notevole interesse. Due dei suoi ruoli più apprezzati sono stati successivamente in «Flagrante adulterio» (1965), un sequel di minor successo di «La strada dei quartieri alti», e in «La vergine e lo zingaro» (1970), una trasposizione dell'omonimo romanzo di David Herbert Lawrence. Negli anni '90 ottenne un altro successo personale con la sitcom inglese «The Upper Hand», inedita in Italia; molta attiva in tv, è apparsa nella serie «L'ispettore Barnaby».

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