Mia Martini, la sua storia diventa film: protagonista Serena Rossi. Nelle sale 14-15-16 gennaio poi su Rai 1

Giovedì 10 Gennaio 2019
Mia Martini
Il talento, il pregiudizio, la sofferenza ed il riscatto. La vicenda artistica ed umana di Mia Martini torna sugli schermi con 'Io sono Mià, un biopic prodotto da Eliseo Fiction in collaborazione con Rai Fiction, presentato oggi all'Anteo Spazio Cinema di Milano. Il film uscirà in oltre 200 sale cinematografiche il 14, 15 e 16 gennaio prossimi e verrà poi trasmesso in tv in una data ancora da definire, comunque dopo il festival di Sanremo.  

Protagonista una strepitosa Serena Rossi, che dopo aver dato vita al ricordo di Mimì a
Tale e quale Show”, torna a vestirne i panni con un'interpretazione sensibile ed emozionante: «Per me -assicura Loredana Bertè, sorella di Mia Martini, intervenuta all'evento milanese- è stato un colpo al cuore vedere Serena interpretare Mimì, specialmente perché ho rivisto cose esclusive che faceva mia sorella». L'attrice partenopea «ha fatto una ricerca molto approfondita su come si muoveva Mimi, certi suoi scatti, la sua malinconia, il dolore che provava». È «impressionante come in certe scene mi è sembrata proprio lei; ha tirato fuori la sua vera anima, dandomi un'emozione che mi è arrivata dritta al cuore».  Il film «non pretende e non vuole essere una classica biografia», spiega Tinny Andreatta, direttore di Rai Fiction, ma «vuole cogliere l'essenza, il talento e l'unicità di una grande artista». È «un tributo a una voce unica, emozionante e meravigliosa che è rimasta nel cuore di tutti quelli che hanno conosciuto Mia Martini e che vorremmo portare ai giovani che invece non conoscono la sua storia».  Soprattutto racconta una storia di «pregiudizi ed esclusione, oltre che della violenza che è stata fatta su una donna. E di come, a questa violenza, lei abbia risposto con eleganza e forza». 

Sono stati molti, ricorda Loredana Berté, i registi famosi che non volevano avere Mia Martini nei loro programmi, per via delle maldicenze che circolavano sul suo conto: «Ricordo con tristezza -dice- che in tanti, quando sentivano il suo nome, facevano gli scongiuri. Quando arrivava lei avevano il terrore. Immaginate come poteva sentirsi. La sua voglia di fare musica era immensa, ma glielo hanno impedito. Chissà quanta altra musica avremmo potuto avere in quei 15 anni di inattività». Oggi, continua la cantante, «alcuni di quei registi sono ancora vivi, ma quando mi vedono abbassano lo sguardo. E io, ancora oggi, rifiuto di partecipare alle loro trasmissioni». Non commenta invece la decisione di Ivano Fossati e Renato Zero di non comparire nel racconto: «Ci hanno chiesto espressamente di non essere citati -spiega- ma questa cosa non ha tolto nulla alla meraviglia di questo progetto».
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