Luca Guadagnino sulle orme di Bob Dylan: curerà la regia del film tratto da Blood on the Tracks

Giovedì 18 Ottobre 2018 di Giacomo Perra
Un giovane Bob Dylan

Non solo Suspiria. Archiviata la direzione del remake del mitico horror di Dario Argento, prossimamente, il regista Luca Guadagnino potrebbe dedicarsi a riportare in vita un altro capolavoro della cultura anni Settanta: Blood on the Tracks. Dal mitico disco di Bob Dylan, datato 1975 e considerato uno degli album più riusciti del menestrello di Duluth, infatti, il moviemaker palermitano starebbe progettando di trarre una pellicola. A sostenerlo è il New Yorker, secondo cui uno dei produttori di Chiamami col tuo nome, film del 2017 con cui Guadagnino ha ottenuto ben quattro nominations agli ultimi Oscar, dopo aver acquisito i diritti della trasposizione cinematografica del long playing di Dylan, avrebbe chiesto all’artista siciliano la disponibilità a curarne la regia ottenendo in cambio un sì.
 

 

Sempre stando a quanto riferito dal periodico statunitense, il regista avrebbe vincolato però la sua risposta affermativa alla possibilità di lavorare a stretto contatto con lo sceneggiatore Richard LaGravenese. Autore degli script di pellicole di successo come La leggenda del re pescatore e I ponti di Madison County, LaGravenese, a quanto pare, avrebbe già scritto un adattamento di 188 pagine ambientato ovviamente negli anni Settanta e incentrato sulle storie dei vari personaggi del disco, storie in cui si narrerà di “repressione” e di quel che “accade quando la passione prende il sopravvento.
 
Ritenuto un lavoro estremamente autobiografico nonché la reazione in musica di Dylan al fallimento del suo primo matrimonio, interpretazione questa sempre negata dal cantautore americano, Blood on the Tracks, in realtà, sarebbe stato ispirato, per stessa ammissione del suo autore, dalla lettura dei racconti del drammaturgo russo Anton Cechov. Le sue dieci tracce, quasi tutte indimenticabili, in ogni caso, riflettono lo spirito tumultuoso degli anni Settanta e l’animo inquieto del menestrello di Duluth, che, quando la Columbia Records aveva già preparato gli acetati definitivi per la stampa dell'LP, cambiò idea sugli arrangiamenti dei brani decidendo di ri-registrarene addirittura cinque. Il risultato di tanta meticolosità fu certamente ottimo, visto che Blood on the Tracks è presente nella lista dei 500 migliori album della storia stilata da Rolling Stone addirittura al sedicesimo posto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

M5S e Lega, il diverso approccio al governo delle cose

Colloquio di Alvaro Moretti e Simone Canettieri