Lei mi parla ancora, Renato Pozzetto torna protagonista nel suo film più commovente. "Ho ripensato alla storia con mia moglie"

Venerdì 5 Febbraio 2021 di Paolo Travisi
Lei mi parla ancora, Renato Pozzetto torna protagonista nel suo film più commovente. "Ho ripensato alla storia con mia moglie"

Un Renato Pozzetto mai visto, inedito. Il ruolo più commovente della sua carriera, dove l'attore comico nato sul Lago Maggiore, rinuncia ai suoi cavalli di battaglia, come il celebre taaac, per raccontare una lunga e tenera storia d'amore, accompagnato dalla regia sapiente di Pupi Avati.

Lei mi parla ancora, su Sky Cinema e Now Tv dall'8 febbraio, racconta un matrimonio lungo 65 anni, quello tra Nino (Renato Pozzetto e Lino Musella negli anni giovanili) e Caterina, interpretata da Stefania Sandrelli e nei flashback giovanili da Isabella Ragonese, che si amano profondamente dal primo momento che si sono visti. E fino all'ultimo secondo in cui si sono stretti le mani. Lei mi parla ancora è tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Sgarbi, padre di Elisabetta e Vittorio Sgarbi, che dopo la morte della moglie, ha messo nero su bianco, i ricordi di una vita intera. Per farlo, la figlia Elisabetta (Caterina Caselli), nella speranza di aiutare il padre a superare la perdita della donna, ha scelto un ghost writer romano, che nel film è interpretato da Fabrizio Gifuni.

 

"E' una storia esagerata, che arriva in un momento dell'occidente in cui c'è timore di parlare della nostra vita, dell'amore, della morte. L'amore, l'amicizia, gli oggetti, negli anni '50 che io ho vissuto pienamente, erano per sempre, una parola che oggi non si usa più. E almeno per un attimo ci si credeva, si pensava di essere immortali e questo film, raccontando tutto questo, vola molto alto" racconta Pupi Avati, nella conferenza stampa in streaming.

Renato Pozzetto, assente dal grande schermo dal 2015, ha interpretato il personaggio più commovente della sua lunga carriera, fatta di commedie tra le più memorabili del cinema italiano da Il cugino di campagna a La casa stregata. "Quando Pupi mi ha telefonato per la parte, ho chiesto di leggerla prima di dire la mia, e dopo 5 minuti mi sono commosso e con sensazioni forti. Il giorno dopo Pupi è venuto a Milano e gli ho detto che potevo interpretarlo onestamente, gli ho chiesto se c'era uno spazio per la stesura della sceneggiatura, come ho sempre fatto. Poi mi sono accorto che nel girare tutto andava bene così, allora solo in una scena a Pupi ho chiesto di girarla con un tono diverso" aggiunge Pozzetto "l'immortalità come si dice nel film è il ricordo. Elisabetta e Vittorio Sgarbi mi hanno telefonato dopo aver visto il film, hanno elogiato la mia prestazione e dalla storia si comprende il bene che hanno voluto ai loro genitori".

"Il ghost-writer lo è di malavoglia, perché lui vorrebbe essere uno scrittore, e va di controvoglia a trovare Nino, il personaggio di Pozzetto - dice Fabrizio Gifuni - un attore che ho amato moltissimo di cui conservo nella memoria intere sequenze dei suoi film. Questo incontro tra i due, lenisce i loro dolori e cambia le loro vite".

"E' stato il mio primo film con Pupi Avati, avrei voluto fare tanti suoi film, ma purtroppo non ci siamo mai incontrati. E dopo tanto tempo fare un film alla nostra età, non siamo due teenager, è stata un'esperienza di per sè magica ed emozionante" ha aggiunto Stefania Sandrelli.

"Lavorare su Renato Pozzetto da giovane era un lavoro delicato, sono cresciuto con i suoi film, quindi la tentazione dell'imitazione c'era, un giorno sono andato a trovarlo sul set, ho visto la dolcezza con cui affrontava questo personaggio ed il lavoro su Nino e Caterina da giovani è stato fatto d'intesa con Isabella Ragonese" questo il commento di Lino Musella.

"Una storia d'amore così totalizzante coinvolge tutti, poi so benissimo che è anacronistica, ma credo che chiunque incontri una ragazza o un ragazzo dica voglio stare insieme per tutta la vita. Credo che questo film vada bene dall'età di 8 anni fino ai 97 anni, quindi per un totale di 90 anni" dice Pupi Avati, rispondendo ad una domanda sul pubblico di riferimento di questo film.

 

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