Irma Testa, stella del pugilato arriva al cinema con “Butterfly”

Irma Testa
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Venerdì 29 Marzo 2019, 21:27 - Ultimo aggiornamento: 10 Luglio, 10:10

«Ho capito che una persona se è bella lo è in tutti i suoi aspetti sia positivi che negativi». A parlare è Irma Testa, giovane stella del pugilato femminile italiano, che è diventata protagonista di un film sulla sua vita intitolato Butterfly diretto da Casey Kauffman e Alessandro Cassignoli. Questo doc, già presentato alla scorsa Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella città, è stato un successo, ora arriva nelle sale italiane il 4 aprile distribuito da Luce Cinecittà. Al centro della storia questa ragazza con i guantoni, nata e cresciuta a Torre Annunziata, che è riuscita a qualificarsi alle Olimpiadi di Rio nel 2016, sognando per un attimo l’oro, ma fermandosi ai quarti di finale. «Ho raccontato me stessa in un momento molto difficile: subito dopo essere stata sconfitta alle Olimpiadi - dice Irma Testa -. All’inizio questi due registi mi riprendevano e li sentivo invadenti. Non è stato facile aprirmi mostrando le mie fragilità. Loro però sono stati bravi perché sono entrati nella mia vita in punta dei piedi e hanno capito le mie esigenze, ora fanno parte della mia famiglia e possono venire a trovarmi quando vogliono». 

Kauffman e Cassignoli si sono avvicinati piano piano ad Irma, inizialmente osservando le dinamiche della sua famiglia e poi riprendendo le sue giornate: «Non siamo appassionati di sport né di pugilato - racconta Kauffman -. Volevamo semplicemente seguire un’atleta dopo un evento così importante come le Olimpiadi, sia nel caso di vittoria che di sconfitta». E Cassignoli: «Non abbiamo scritto alcun dialogo. Non c’è nessuna intervista o voice over che spieghi la situazione nel doc e non abbiamo avuto alcun film di riferimento. Certo, abbiamo visto i molti lungometraggi sull’argomento, ma non volevamo fare un “Million Dollar Baby”, un Rocky” o un “Toro scatenato”. Volevamo solo riprendere la storia di Irma liberamente. Lei non capiva neanche bene cosa stessimo facendo. Dopo la sconfitta si è aperta, si è messa in gioco e si è fatta vedere in tutto e per tutto». Ma cosa prova un’atleta quando perde? «La sconfitta è una delusione che ti porti dietro. O ti fa del bene, o ti fa del male. A me per esempio ha fatto bene - dice Irma -. Certo mi auguro in futuro di vincere sempre, anche se è una cosa impossibile. La vittoria è una cosa bellissima, è il prezzo che ti viene restituito tutto insieme dopo tanti sacrifici. Mentre quando perdi ti senti di aver perso tempo. Devi essere molto coraggioso per riprendere a fare rinunce dopo una sconfitta. Ma con lo sport devi mettere in conto che alla fine della strada puoi vincere o puoi perdere». 

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