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Ferrari e "Sapore di mare": «Vanzina, per me un padre»

Ferrari e "Sapore di mare": «Vanzina, per me un padre»
di Gloria Satta
3 Minuti di Lettura
Venerdì 19 Ottobre 2018, 12:26 - Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 08:33
La Festa di Roma rende omaggio a Carlo Vanzina, scomparso tre mesi fa. Domenica 21, nel pomeriggio, verrà inaugurata una mostra fotografica in via Condotti e la sera, all'Auditorium, sarà riproposto uno dei maggiori successi del regista romano: Sapore di mare, irresistibile commedia scritta da Enrico Vanzina e diretta da Carlo nel 1983. Ambientato a Forte dei Marmi in un'estate degli anni Sessanta, tra amori e falò notturni sulla spiaggia, amicizie e delusioni, il film è interpretato da Jerry Calà, Christian De Sica, Virna Lisi, Marina Suma.
E Isabella Ferrari, giovanissima e biondissima, al suo primo ruolo cinematografico nella parte della seducente e acerba Selvaggia. «Quel film», spiega l'attrice, 54, oggi punta di diamante del cinema d'autore, «cambiò la mia vita. Grazie a Vanzina ho intrapreso la mia carriera nel cinema».

PROVINO-INTERVISTA
Domenica sera, alla proiezione di Sapore di mare ci sarà anche Isabella che non ha mai dimenticato quell'esperienza. «Mi presentai al provino accompagnata da mia madre che teneva moltissimo che lavorassi nel cinema», racconta. «Ero una bella ragazza inconsapevole, sbarcata a Roma dalla natìa Piacenza. A 15 anni avevo vinto il titolo di Miss Teen ager, ma non avevo mai frequentato una scuola di recitazione, non sapevo nulla dello spettacolo né cosa aspettarmi. Ci installarono in un albergo in via Regina Margherita, nemmeno in pieno centro, e il primo incontro con Vanzina mi colpì moltissimo». Perché? «Carlo si dimostrò un signore dotato di una dolcezza infinita. Gentile, paziente, cercò subito di mettermi a mio agio chiedendomi dei miei studi, della mia famiglia, dei miei amori. Non si trattò di un vero provino, piuttosto di un'intervista condotta con delicatezza e rispetto. Non sempre, in seguito, avrei incontrato dei registi altrettanto squisiti».

RIBELLIONE
Negli anni, il «ruolo iconico» di Selvaggia ha contribuito a rendere un cult la commedia di Vanzina e a far decollare il percorso artistico di Isabella. «Quanto fosse importante quel film, l'ho messo a fuoco solo negli ultimi tempi», rivela l'attrice. «Per troppo tempo, travolta dal successo, ho cercato di prendere le distanze da Sapore di mare, ho fatto di tutto per tradire la mia immagine nel film perché avevo scoperto il cinema d'autore». Sorride: «E' stata una specie di ribellione adolescenziale ma poi ho capito quanto dovessi a Selvaggia e a Vanzina. E sono contenta di essere riuscita a dirlo al regista, scusandomi di averlo un po' maltrattato. Carlo è stato un buon padre che ha puntato sulla mia naturalezza e perdonato la mia esperienza». In Selvaggia, Isabella dice di rivedere la figlia maggiore Teresa, 23 anni. La ragazza, così come i fratelli Nina e Giovanni, non avrebbe ambizioni cinematografiche. «È stata mia madre a impormi di diventare attrice, forse per realizzare un suo sogno inespresso e oggi, con mio marito (il regista Renato De Maria, ndr) lasciamo ai ragazzi la libertà di scelta», spiega Ferrari.

CURIOSITÀ
Dice di avere ancora molta curiosità nei confronti del mestiere: interpreta una moglie abbandonata e frustrata in Euforia di Valeria Golino (esce il 25), alla Festa di Roma ha preso applausi a scena aperta nel ruolo della severissima agente di Alessandro Haber nel delizioso film In viaggio con Adele (in sala) dell'esordiente Alessandro Capitani, prossimamente sarà una madre pariola nella serie Netflix Baby e poi un personaggio molto trasgressivo in Cosa fai a Capodanno?, opera prima di Filippo Bologna. «Alla mia età», confessa, «con il mio vissuto, i miei successi e i miei sbagli, amo lavorare con i giovani. E rischiare insieme a loro».
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