Gina Lollobrigida, in custodia quadri, mobili e gioielli :«Così mi fanno morire»

Venerdì 15 Maggio 2020 di Giuseppe Scarpa

L'amministratore di sostegno di Gina Lollobrigida è stato autorizzato a prelevare dalla sua abitazione «gioielli, quadri, mobili, lampadari, affinché vengano riposti in un caveau». È un nuovo capitolo della battaglia giudiziaria che impegna il figlio della Lollobrigida contro il suo manager Andrea Piazzolla, quest'ultimo indagato per circonvenzione di incapace. «Hanno deciso di farmi morire in modo ignobile», ha affermato l'attrice.

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In realtà il giudice tutelare si è mosso perché, nei giorni scorsi, alcuni dei preziosi arredi della casa dell'ex attrice erano finiti misteriosamente all'asta. Insomma qualcuno, ad insaputa della Lollobrigida, li avrebbe sottratti e avrebbe cercato di piazzarli. «Il giudice ha agito per tutelare il patrimonio della Lollobrigida», ha spiegato l'avvocato Alessandro Gentiloni, legale dei familiari dell'ex stella del cinema.
La notizia è stata diffusa ieri dall' ufficio stampa della Lollo: «La signora Gina Lollobrigida ha appreso che su richiesta dell'amministratore di sostegno ed a sua insaputa, è stato emesso tale provvedimento dal giudice. Si tratta di una iniziativa assurda che la priva della possibilità di godere dei beni che da sempre arredano la casa, costringendola a vivere nella sua abitazione, in una inevitabile condizione di precarietà e disagio. La priva dei suoi ricordi, degli oggetti che l'hanno accompagnata nel corso della sua vita».
 

 

LA VICENDA GIUDIZIARIA
Il Tribunale aveva ufficialmente definito Gina Lollobrigida, nel dicembre scorso, «non più autonoma» e per questo il giudice aveva nominato un amministratore di sostegno che si occupasse della gestione societaria e del patrimonio immobiliare della diva immortale di Pane amore e fantasia.
La lunga storia giudiziaria dell'attrice 92enne parte da lontano, dal mistero del matrimonio per procura (poi annullato dalla Sacra Rota, ndr) con Javier Rigau e dalla vicinanza del giovane 32enne assistente Andrea Piazzolla che la Lollo continua a volere al suo fianco anche dopo la decisione del tribunale di rinviarlo a giudizio per circonvenzione di incapace. Secondo la psichiatra intervenuta presso la Procura nel valutare il caso, «Gina Lollobrigida attraverserebbe momenti di autentico disorientamento spazio temporale per lo più innestati da tematiche persecutorie».

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