“Ebreo chi? Una, nessuna, centomila identità”: il 15 luglio apre l'arena estiva del Meis di Ferrara

Mercoledì 8 Luglio 2020
Cinque pellicole che raccontano le infinite variazioni dell’identità ebraica, smontando gli stereotipi e facendo vacillare preconcetti e luoghi comuni. Il Meis di Ferrara, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah inaugura nel suo giardino l’arena estiva “Ebreo chi? Una, nessuna, centomila identità” con cinque proiezioni sotto le stelle. Il biglietto avrà il costo simbolico di 2 euro, il film inizierà alle 21.30. Prima di ogni proiezione, alle 21.15, il direttore e lo staff del museo faranno una breve introduzione sui temi trattati suggerendo letture di libri reperibili al Meishop che sarà aperto dalle 20.30 alle 21.30. Il film si potrà guardare seduti sulle sedie ma anche sdraiati sui plaid in omaggio che potranno essere portati a casa finita la proiezione.

Si inizia il 15 luglio con
La sposa promessa, l’opera prima della regista Rama Burshtein, grazie alla quale la protagonista Hadas Yaron ha conquistato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile alla Mostra di Venezia. Al centro della scena i dubbi di una ragazza ebrea ultraortodossa tra matrimoni, aspettative e delusioni. Il 22 luglio Il concerto diretto da Radu Mihăileanu e girato tra Mosca e Parigi, vincitore di un David di Donatello come Miglior film della Ue. Lacrime e risate si mescolano seguendo le tracce del grande direttore d’orchestra Andrei Filippov licenziato per essersi rifiutato di cacciare dalla sua orchestra i musicisti ebrei. Prenotate un viaggio nel passato il 5 agosto con l’indimenticabile Dirty Dancing, iconico film degli anni ’80, girato da Emile Ardolino che ha per protagonisti Patrick Swayze e Jennifer Grey. Qual è la storia ebraica che si nasconde dietro la love story che ha fatto sognare milioni di adolescenti e non?

Il 26 agosto Barbra Streisand prende la scena con
Yentl, il film da lei diretto e interpretato, premio Oscar alla migliore colonna sonora. Figlia di un libraio e rabbino nella Polonia di inizio ‘900 Yentl non si sente tagliata per il ruolo precostituito di moglie e madre e combatte per il diritto a studiare e trovare la propria voce. Si può essere liberi di odiare? Se lo chiede il giovanissimo Leonardo Zuliani protagonista di Pecore in erba, esordio del regista romano Alberto Caviglia, che affronta con ironia il tema dell’antisemitismo e che verrà proiettato il 6 settembre. Sorprendenti i tanti cammei che arricchiscono il film con apparizioni di Margherita Buy, Carolina Crescentini, Vinicio Marchioni e Francesco Pannofino. In caso di pioggia le proiezioni verranno riprogrammate. Per tutte le info www.meisweb.it/arena. © RIPRODUZIONE RISERVATA