Mary Poppins ritorna e ha il volto di Emily Blunt

Mercoledì 14 Marzo 2018 di Gloria Satta
Una scena del film

Cinquantaquattro anni dopo, l’inconfondibile sagoma della tata volante, con cappellino e ombrello, si staglia nel cielo autunnale di Londra: è tornata, mantiene il suo aspetto senza tempo e i suoi poteri magici e appare decisa a sbancare i botteghini del mondo intero. Lascia poco spazio ai dubbi il trailer di Il ritorno di Mary Poppins, sequel del film-cult del 1964 (13 nomination all’Oscar, cinque statuette vinte), atteso nei cinema a Natale. Lanciato alla cerimonia degli Oscar, l’”assaggio” della nuova produzione Walt Disney è appena sbarcato sul web.

BRACCIO DI FERRO. Per dimostrare che cambia il vento, si avvicendano le mode, si rinnova lo star system ma lei, la mitica bambinaia creata dalla scrittrice australiana P. L. Travers nel lontano 1934 e ceduta alla Disney al termine di un lungo braccio di ferro con il vecchio Walt (come ha raccontato il film Saving Mr. Banks, con Tom Hanks e Emma Thompson) è ancora viva e lotta insieme a noi, sempre intenzionata a portare la felicità nella famiglia Banks, far ingoiare a forza di zucchero le pillole più amare e, soprattutto, a travolgere il pubblico di ogni età.
 

GRANDE DEPRESSIONE. Non è un remake ma un seguito ambientato negli anni Trenta, quelli della Grande Depressione, Il ritorno di Mary Poppins messo in cantiere nella Hollywood che, a corto di idee e in alternativa ai supereroi, è sempre spudoratamente pronta a replicare se stessa. Al posto di Julie Andrews, l’attrice britannica oggi 82enne che nel 1964 legò il proprio volto angelico e l’intera carriera al ruolo ”iconico” di Mary Poppins, vincendo il primo dei suoi tre Oscar, ora c’è Emily Blunt, 35, ragazza tosta del nuovo cinema anglosassone (Sicario, La ragazza del treno).

LA BENEDIZIONE. Ma Julie ha dato la sua benedizione: «Trovo Emily meravigliosa nel ruolo che io interpretai nel 1964», ha detto di recente l’anziana diva, «e non ho avuto bisogno di darle consigli: se oltre mezzo secolo fa incarnare Mary Poppins era affar mio, oggi è il suo momento». Blunt assicura di aver regalato un tocco personale al suo personaggio: «La mia Mary Poppins», ha anticipato, «sarà più eccentrica dell’originale, incredibilmente rude, vanitosa, imprevedibile. E farà molto ridere». L’attrice inglese ha poi rivelato di non temere tanto l’opinione di Andrews quanto quella della figlia Hazel, tre anni: «E’ talmente innamorata del vecchio film da rifiutarsi di vedere la sua mamma nei panni della tata».

CAST RINNOVATO. Il sequel, ispirato a sette libri scritti tra il 1935 e il 1988 da P. L. Travers dopo il ”capostitpite” Mary Popppins, è diretto da Rob Marshall, collaudato regista di musical fortunati come Chicago e Nine. Ed è tutto nuovo il resto del cast: Lin-Manuel Miranda ha il ruolo inedito del lampionaio Jack, Meryl Streep interpreta Topsy, l’eccentrica cugina della protagonista (e ritrova Blunt, la sua segretaria vessata nella commedia Il Diavolo veste Prada), Angela Lansbury, la leggendaria Signora in Giallo, fa la signora dei palloncini, Colin Firth è uno spietato direttore di banca e Dick Van Dyke, lo spazzacamino Bert nel film del 1964, compare in un cameo.

LA STORIA. La storia inizia quando la tata volante torna al numero 17 di Viale dei Ciliegi dove, cresciuti i piccoli Michael e Jane Banks, dormono i tre figli di Michael (Ben Whishaw) e il posto di governante è occupato dall’anziana Ellen (Julie Walters), mentre il signor Banks è stato colpito da un lutto improvviso. Riuscirà la Mary Poppins del nuovo millennio a riportare la felicità, insegnerà ancora a pronunciare lunghe parole incomprensibili? E il pubblico gradirà l’ennesima minestra riscaldata? «Me lo auguro», risponde Marshall, «di sicuro il film invita a trovare il senso della meraviglia anche nelle situazioni più difficili. Ed è un messaggio non da poco, specie per le giovani generazioni». 

Ultimo aggiornamento: 14:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA