Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Cannes "perdona" Von Trier
e lo invita fuori concorso

Matt Dillon nel film "The House That Jack Built"
di Gloria Satta
2 Minuti di Lettura
Venerdì 20 Aprile 2018, 09:29

Previsioni azzeccae, i cinefili duri e puri tirano un sospiro di sollievo: il Festival di Cannes (8-19 maggio) perdona Lars Von Trier e aggiunge alla Selezione Ufficiale il suo nuovo film The House that Jack Built, storia di un serial killer, protagonisti Matt Dillon e Uma Thurman. Ma parteciperà fuori concorso. Il regista danese, Palma d'oro 2000 per  Dancer in the Dark, nel 2011 venne dichiarato persona non grata e cacciato dalla Croisette per le sue dichiarazioni filo-naziste («Posso capire Hitler») espresse durante la conferenza stampa del suo film Melancholia: gelo sul Festival e decisione immediata del direttore Thierry Frémaux e dell'allora presidente Gilles Jacob di espellere Von Trier che era stato lanciato nel 1984 proprio a Cannes, con il film L'elemento del crimine, ed era tornato poi più volte.
IL CASO. Il caso ebbe una risonanza enorme in tutto il mondo e non solo perché era la prima volta che il Festival cacciasse qualcuno: Melancholia, accolto sulla Croisette entusiasticamente, rischiava di far vincere a Von Trier la seconda Palma d'oro. Ma, in seguito allo scandalo, fu premiata soltanto la protagonista Kirsten Dunst. In ricordo di quella disavventura, il regista 62enne, fondatore di Dogma 65 e affetto da numerose fobie (insofferente agli alberghi, a Cannes dormiva in un camper parcheggiato nel giardino dell'esclusivo Hotel du Cap) indossò a beneficio dei fotografi una t-shirt con la scritta persona non grata. Un'ulteriore provocazione che si aggiungeva al fuck (ca...) tatuato a lettere cubitali sulle dita della sua mano destra.
STORIA BRUTALE. The House that Jack Built, nato come soggetto di una miniserie danese e ispirato alla storia di Jack lo Squartatore, si annuncia come il film più brutale della carriera di Von Trier: vittime dell'assassino sono cinque donne interpretate da Thurman, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Grabol, Riley Keough, Marijana Jankovic. «Non trovo nulla di interessante nei serial killer», ha spiegato il regista, «sono più interessato alle donne. Ma per qualche strano motivo tutte le donne con cui sono stato erano ossessionate dagli assassini seriali. Forse c'entro io».
LAST MINUTE. Altro film last minute di Cannes è The Man Who Killed Don Quixote di Terry Gilliam con Adam Driver, Jonathan Pryce e Olga Kurylenko: farà la chiusura il 19 maggio. Le Selezione Ufficiale si arricchisce inoltre del francese Un couteau dans le cuir di Yann Gonzalez con Vanessa Paradis, Ayka del kazako Sergey Dvortsevoy, The Wild Pear Tree del turco Nuri Bilge Ceylan (Palma d'oro 2014 con Winter Sleep). Al Certain Regard entrano l'argentino Muere, Monstruo, Muere di Alejandro Fadel, Chuva e Cantoroia na Aldeia Ds Mortos del protoghese Joo Salaviza e Renée Nader Messora, Donbass dell'ucraino Sergey Loznitsa.
WHITNEY. Grande attesa, alle Séances de Minuit, per il documentario Whitney di Kevin Macdonald sulla cantante Whitney Houston e per Fahrenheit 451 di Ramin Bahrani, nuovo adattamento, dopo quello di Truffaut, del celebre romanzo di Ray Bradbury. 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA