Alain Delon, lo "schiaffo" di Hollywood: non avrà la stella sulla Walk of Fame

Alain Delon, niente stella sulla Walk of Fame dopo l'annuncio: lo "schiaffo" di Hollywood
di Leonardo Jattarelli
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Venerdì 13 Agosto 2021, 16:03 - Ultimo aggiornamento: 20:27

Da un tributo in qualche modo dovuto ad un intricato giallo che sembra essersi risolto, finito come una bolla di sapone. Accade nel cinema, da sempre, e stavolta in particolare a farne le spese è il divo di Francia, Alain Delon, 85 anni, una stella nel firmamento non solo del cinema francese ma star incontrasta della settima arte mondiale. Qualche giorno fa "Paris Match" aveva dato per certa la notizia che Delon avrebbe avuto la sua Stella sulla Walk of Fame di Hollywood, ma oggi quella stella si rivela cadente. È questa la battuta amara con cui “Le Figaro” ha reso noto che, pochi giorni dopo l’annuncio di Paris Match, il produttore incaricato di assegnare le onorificenze sulla Walk of Fame ha smentito categoricamente. «È falso. Alain Delon non è mai stato selezionato. Possiamo esaminare solo le domande che ci vengono sottoposte. Ma quella per Alain Delon non ci è mai arrivata», ha scritto sui social Ana Martinez. «Sono costernata nell’apprendere che Paris Match ha pubblicato questa informazione senza nemmeno chiamarci per ottenere conferma», ha aggiunto.

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Il rapporto controverso tra Alain Delon e Hollywood

Paris Match, però, aveva scritto che il progetto era in lavorazione da diversi mesi, ritardato dalle condizioni fisiche di Alain Delon e dalla pandemia. Il settimanale aveva spiegato che l’attore sarebbe andato in California con la sua famiglia, con sua figlia Anouchka e i suoi figli Anthony e Alain-Fabien. L’articolo precisava anche che ancora non si conosceva la data, ma che la cerimonia si sarebbe svolta in concomitanza con la prossima edizione degli Oscar prevista per la fine di marzo 2022. 

Per Alain Delon, che da giovane aveva cercato di conquistare Hollywood senza riuscirci davvero, il tributo sarebbe stato particolarmente gradito. Ogni anno, circa duecento candidature vengono ricevute dal comitato di selezione, che ne conferisce poi solo una ventina. I fortunati, che devono pagare 50.000 dollari di tasse, si uniscono ai circa 2.700 personaggi che hanno già una stella di rame incastonata in una lastra di marmo nero. Tra i francesi che hanno ricevuto questo tributo ci sono Jean Renoir, Sarah Bernhardt, Maurice Chevalier, Maurice Jarre e, tra i più recenti, Charles Aznavour, che è stato insignito della sua "stella" nel 2017, un anno prima di morire. L’attore aveva già organizzato la sua partenza, accompagnato dalla famiglia, da sua figlia Anouchka e dai suoi figli Anthony e Alain-Fabien. Sebbene i rapporti non siano sempre stati facili nella famiglia Delon, con il susseguirsi di eventi tragici, in particolare la morte di Mireille Darc nel 2017 e quella di Nathalie Delon (madre di Anthony) lo scorso gennaio, l'evento avrebbe potuto riavvicinare la star al resto della famiglia.

Nathalie Delon con Alain

«Se ho ancora un desiderio? Tornare sul set. Voglio fare il mio ultimo film. Dovrà essere un film eccezionale. Dopo potrò anche andarmene, non avrò nient’altro da fare» aveva affermato l'attore poco tempo fa in una intervista nella quale aveva affrontato anche il tema della morte. Propria («Attorno a me ci sono 35 cani, sepolti dappertutto. Sogno di riposare in mezzo a loro… Se andrò in Paradiso o all’Inferno? Penso che finirò nel mezzo. Con possibilità di promozione, mica sono idioti, lassù») e quella dell’ex moglie: «Nathalie è stata l’unica Madame Delon, l’unica donna che ho sposato in vita mia.

La nostra è stata una grande passione e mi ha dato un figlio fantastico, Anthony… Sono assolutamente favorevole all’eutanasia, trovo che sia la cosa più logica e naturale, da una certa età in poi abbiamo il diritto di scegliere per noi stessi. Sapevo che Nathalie aveva preso una decisione. Le ho detto che aveva ragione, non ha senso restare quando non c’è più nulla da fare. Ma anche che ero triste di saperla andare via». Infine pronunciava giudizi sferzanti su alcuni attori considerati suoi eredi come Jean Dujardin e Omar Sy e su politici come Trump («Non mi interessa Trump. È un idiota. Ma io resto un uomo di destra») e Macron («Non è certo de Gaulle! Avrebbe fatto meglio a continuare quello che faceva prima. Da quando eleggiamo presidenti di 40 anni? Serve esperienza per fare il presidente».

 

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