Al via il festival di Cannes:
sul red carpet Nicole Kidman

Al via il festival di Cannes: sul red carpet Nicole Kidman
di Gloria Satta
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Mercoledì 14 Maggio 2014, 11:07 - Ultimo aggiornamento: 15 Maggio, 19:27

CANNES - Stasera, sotto il segno di Grace di Monaco-Nicole Kidman, il Festival apre col botto. Ma si prepara a sparare una bella cartuccia anche nel finale.

Sabato 24, dopo la consegna della Palma d’oro, sarà Quentin Tarantino (premiato nel 1994 per Pulp Fiction) a introdurre il film scelto per concludere questa 67ma edizione: Per un pugno di dollari, restaurato dalla Cineteca di Bologna. Omaggio alla memoria. Omaggio di Cannes a Sergio Leone e ai cinquant’anni del western-spaghetti, anche da parte del regista americano che ha sdoganato i generi cinematografici e ora progetta di realizzare proprio un western intitolato Hateful Eights. Omaggio all’Italia che, pur avendo un solo film in concorso (Le meraviglie di Alice Rohrwacher), quest’anno è una presenza forte sulla Croisette: lo sguardo complice di Mastroianni illumina il manifesto ufficiale e martedì 20 la star assoluta sarà Sofia Loren, star del film La voce umana diretto dal figlio Edoardo Ponti e di una masterclass da tutto esaurito.

Stasera toccherà dunque alla divina Nicole il compito di aprire le danze, inseguita dai paparazzi e dalle polemiche sul bio-pic di Olivier Dahan scomunicato dai Grimaldi (no, non ci hanno ripensato: diserteranno la première in segno di protesta). Dopo la proiezione la giuria guidata da Jane Campion (Sofia Coppola, Willem Dafoe, Carole Bouquet, Winding Refn...) e gli invitati vip banchetteranno nel Salon des Ambassadeurs, all’ultimo piano del Palais.

Proprio il Palais, inaugurato nel 1983 e soprannominato “il bunker”, è al centro dell’ultima polemica. Gilles Jacob, il presidente uscente del Festival, ieri ha sganciato la bomba: il Palais, ha detto “Citizen Cannes” al quotidiano Nice Matin, andrebbe raso al suolo e ricostruito molto più grande. I 35mila metri quadrati dell’edificio, progettati negli anni Sessanta ed edificati un decennio dopo, secondo il leggendario presidente non sarebbero più adeguati alle dimensioni kolossal ormai assunte dalla rassegna.

«Serve un nuovo palazzo», ha spiegato il presidente, «dotato di sale ed attrezzature tecnologiche degne del Festival, che resta la prima manifestazione culturale del mondo».Non si è però dimostrato entusiasta il sindaco di Cannes David Lisnard: «E’ solo un’idea», ha ribattuto, «proiettata verso l’avvenire, non rientra nei piani immediati della città. Ma se Jacob trova i 200 milioni di euro per rifare il Palais, sapremo come utilizzarli!».

La Croisette comincia a popolarsi e ad assumere l’assetto di guerra tipico del Festival: transenne, tutori dell’ordine, folla, olezzi di fritto. La facciata del Carlton, da sempre “termometro” del cinema hollywoodiano, è monopolizzata dalla pubblicità di The Expendables 3. Ma a tenere banco, come e più di Grace di Monaco, èWelcome to New York, il film di Abel Ferrara sullo scandalo Strauss-Khan, interpretato da Gérard Depardieu. Malgrado non sia stato invitato al Festival, il film (che in Europa si vedrà solo su internet, dal 17 maggio) rischia di essere l’evento più incandescente di questa edizione.

È proprio sulla Croisette che i produttori puntano a creare, grazie a un investimento di un milione di euro, un evento mediatico di risonanza mondiale: si parla di una proiezione «carbonara» a mezzanotte con conferenza stampa successiva e il produttore Vincet Maraval (quello che aveva accusato gli attori francesi di farsi pagare troppo) ha denunciato pressioni e l’esclusione dei finanziamenti. Il film, che ricostruisce lo scandalo di cui tre anni fa fu protagonista a New York l’ex capo del Fmi accusato di aver stuprato una cameriera, non lesina le scene di orge e di sesso. Variety e Hollywood Reporter, gli unici giornali che lo hanno visto, non risparmiano gli elogi paragonando l’attore a Walken e Keitel delle migliori opere di Ferrara.

Intanto Depardieu, sempre più grasso e sotto attacco per aver acquisito la cittadinanza russa in funzione anti-fisco, sulla rivista SoFilm ha sparato contro tutto e tutti. Godard che il Festival si prepara ad accogliere con tutti gli onori? E’ un «escroc», un truffatore. Poi: «Il lusso è la libertà». E vai così. Il divertimento è appena cominciato

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