​Madalina Ghenea senza veli per Sorrentino: «Adoro come ha usato il mio corpo»

​Madalina Ghenea senza veli per Sorrentino: «Adoro come ha usato il mio corpo»
di Ilaria Ravarino
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Mercoledì 20 Maggio 2015, 19:43 - Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 12:16

«Onorata e felice» di essere a Cannes, ma soprattutto «orgogliosa» del ruolo che Paolo Sorrentino le ha voluto affidare in Youth - La Giovinezza, terzo film italiano presentato oggi in concorso al festival.

Trionfalmente e integralmente senza veli per buona parte della pellicola (e nella locandina del film), l'ex modella romena Madalina Ghenea ha compiuto con Sorrentino un fortunato e audace salto di carriera. Passata in quattro anni dalla commedia popolare de I soliti idioti al premio Oscar per La Grande Bellezza, e presto a Roma a fianco di Ben Stiller per il sequel di Zoolander, la donna capace di far perdere la testa a star come Gerard Butler e Michael Fassbender (e oggi «felicemente single») è diventata un'attrice nel radar delle più grandi produzioni intenazionali.

Tutti gli occhi sono puntati su di lei. Difficile non notarla, nella locandina di Youth.

«Se ne parla molto, di quel nudo. Ma secondo me in quell'immagine c'è qualcosa di più interessante del mio corpo. C'è una ragione per cui la locandina del film mi rappresenta di spalle: per farmi guardare in direzione dei protagonisti. La cosa più importante di quell'immagine è il mio sguardo, non il mio fondoschiena».

Però a suo padre quella locandina non è piaciuta...

«All'inizio si è un po'impressionato. Oggi sia lui che mia madre sono molto felici e orgogliosi di me».

Ha provato imbarazzo nel recitare senza veli?

«Un po'di pudore c'è sempre. Ma quando puoi contare sulla grande professionalità di attori come Harvey Keitel e Michael Caine ogni paura scompare. Quando Paolo ha girato quelle scene, alla fine, è stato un momento magico. E poi le paranoie sul mio corpo le ho superate tutte facendo la modella».

In che senso?

«Le modelle sono le donne più complessate al mondo, il confronto con lo specchio è terribile anche per loro. Io stessa avevo dei bei complessi. Le gambe, la pancia, la pelle... ancora oggi non sono soddisfatta della mia statura. Troppo alta».

Oggi tornerebbe al mondo della moda?

«Sfilare non è mai stato il sogno della mia vita, ma è la moda che mi ha portata dove sono adesso. Non ho rimpianti. Sono stata inventata dalla moda. E dall'Italia: siete voi che mi avete creata».

Lei ha molti amici a Hollywood: che idea ha di quel mondo? È proprio come ce lo racconta Sorrentino?

«C'è una scena del film che dice una cosa triste, ma molto vera, di quell'universo. E cioè che i soldi sono importanti nell'orientare le scelte e spesso contano più delle passioni. In Italia non è poi così diverso: ho ricevuto spesso pressioni per accettare proposte molto ben pagate, ma ho sempre rifiutato tutto quello che non mi permetteva di crescere, costruire, migliorare».

Perché secondo lei Sorrentino l'ha scelta?

«Perché ho portato nel mio personaggio una cosa importante: tutta la frustrazione che ho accumulato lavorando come modella. Solo per il fatto di sfilare in passerella per la gente significava che non avevo niente da dire, un pregiudizio che mi faceva soffrire. Sono carina, ma posso diventare anche cattiva. Sono in grado di difendermi bene in un mondo in cui si viene giudicati solo dall'apparenza».

Ha avuto qualche perplessità ad accettare un ruolo così audace?

«No. Sorrentino mi ha fatto un regalo. Adoro il modo in cui ha usato il mio corpo per rappresentare la giovinezza e lo scorrere del tempo: il mio personaggio non è una donna oggetto, ma una figura idealizzata di bellezza. Era un'occasione unica, da cogliere al volo. Ho 27 anni e so benissimo che fra poco il mio corpo non sarà più lo stesso».

La spaventa l'idea di invecchiare?

«Mi spaventa l'idea di perdere i miei cari. E di non riuscire a conservare quell'innocenza un po'infantile del mio carattere».