Tamponi, test sierologici, test rapidi: facciamo chiarezza

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Lunedì 28 Settembre 2020

Intervista a Graziella Calugi, specialista in Genetica Molecolare, Microbiologia e Virologia e Responsabile Scientifico del Gruppo Lifebrain

L’estate è finita, il freddo è alle porte e la seconda ondata di Covid-19 è in agguato: a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico sono in molti a temere “l’effetto scuola” con un aumento significativo contagi. Se è vero che dopo 7 mesi di pandemia siamo molto migliorati nella strategia delle 3T (testare, tracciare, trattare) con una media di oltre 100.000 tamponi al giorno a livello nazionale, la necessità di avere test affidabili, sensibili e rapidi si pone con urgenza. In principio c’era il tampone, poi sono arrivati i test sierologici e più di recente sono stati annunciati i test rapidi molecolari e antigenici, che promettono una diagnosi quasi istantanea. Cerchiamo di fare chiarezza sulle differenze, i vantaggi e gli svantaggi dei diversi tipi di test.

Dott.ssa Calugi, nelle ultime settimane sentiamo spesso parlare di test rapidi che forniscono un risultato in meno di 30 minuti. Può spiegarci meglio di cosa si tratta?
Prima di tutto non dobbiamo confondere i test sierologici rapidi con i nuovi test rapidi: il test antigenico e il test salivare molecolare.
I test antigenici si basano su un metodo immunocromatografico e rilevano le proteine del virus SARS-CoV-2 a partire da un campione nasofaringeo (tampone): si stanno rivelando molto utili negli screening di massa (ad esempio negli aeroporti) per il loro costo ridotto e la velocità di risposta, 15-30 minuti massimo.
C’è grande aspettativa, infine, per i test salivari molecolari, che rilevano l’RNA del virus come il tampone ma con una tecnologia più agile, che riduce i tempi e la complessità dell’analisi con risultati disponibili in 1 ora.
La vera sfida per una diagnosi di massa rapida ed accurata del Sars-CoV-2 sarà un test salivare a basso costo e sufficientemente sensibile, ripetibile periodicamente con il minimo disagio per il paziente e che non richieda personale specializzato per il prelievo.

È cambiato qualcosa in questi mesi nella diagnosi dell’infezione Covid-19?
Il Gold Standard per la diagnosi di SARS-CoV-2 rimane sempre il test molecolare o tampone, che ricerca direttamente l’RNA del virus con tecniche di biologia molecolare (Reverse Real-Time PCR) a partire da un campione delle vie aeree del paziente. Il test identifica i soggetti positivi come infettivi, siano sintomatici o asintomatici.

Ci vuole ricordare chi deve sottoporsi al tampone?
Idealmente, per contenere l’infezione, il maggior numero possibile di pazienti dovrebbe eseguire il tampone molecolare. Ma parliamo di un’indagine molto complessa, che può essere effettuata esclusivamente presso laboratori, pubblici e privati, autorizzati dal Ministero, che garantiscono adeguate competenze tecniche e standard di biosicurezza.
Di conseguenza ad oggi il tampone deve essere sicuramente effettuato da chi ha avuto contatti con soggetti positivi al virus, inoltre il test molecolare è consigliabile per le categorie a rischio, come le professioni sanitarie, o le persone affette da patologie croniche.

In caso di risultato negativo possiamo stare tranquilli?
Il tampone negativo indica la non rilevabilità di RNA virale nel paziente, ovvero presumibilmente l’assenza di contagio. Tale risultato deve essere però sempre valutato alla luce dei sintomi del paziente, per escludere possibili falsi negativi legati alla fase di esecuzione del tampone o alla bassa quantità di virus.

E i test sierologici invece a cosa servono?
I test sierologici si eseguono con un semplice prelievo di sangue e rilevano gli anticorpi del soggetto in risposta al virus SARS-CoV-2: si tratta di un test indiretto che non ricerca il virus ma ci dice se un soggetto è entrato a contatto in tempi più o meno recenti con esso.
Rimane uno strumento molto utile per lo screening e la valutazione epidemiologica dell’immunità al Covid-19 per determinate fasce di popolazione o categorie professionali. Pensiamo ad esempio ai docenti, al personale scolastico o a molte aziende che lo utilizzano di routine per la sorveglianza sanitaria.
 

Ultimo aggiornamento: 17:37