Marco Reato. Una Vitha come un film

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Martedì 24 Novembre 2020
La delegazione del board di Vitha Group invitata al 33^ simposium della NASA, ospiti al tavolo del Direttore Generale delle Missioni spaziali NASA, Dott. Douglas Terrier

Incontriamo Marco Reato in un tiepido pomeriggio di inizio ottobre a Lampedusa nella splendida hall del Resort La Calandra. Marco è cosi spontaneo che inizia a raccontarci di quando era bambino, un racconto che riusciamo non solo ad immaginare, ma anche ad assaporare…

L’odore della pellicola appena tagliata, le immagini abbagliate delle retine colpite dalle proiezioni quotidiane. Il vento tra i capelli insieme ai sorrisi sardonici di un’estate infinita. Un’infanzia che possiamo dire in stile “Nuovo Cinema Paradiso”?

“Diciamo di si. Papá era un grande tecnico cinematografico. Nel 1950, quando non c’erano ancora le televisioni, s’inventò il cinema all’aperto 35 mm. Un vero e proprio cinema itinerante che girava per i paesini dell’Aquilano. Era un vero miracolo, a quell’epoca un’idea rivoluzionaria. In quei paesini dove non accadeva mai nulla, dove tutto sembrava immobile e tutto uguale lui portò le luci, le immagini in movimento le storie del mondo reale e del surreale.”

“Io già alla tenera età di 5 anni avevo una propensione a “fare le cose”. Cosí, con il benestare di mia mamma, come attività prettamente estiva, andavo a seguire mio padre nel suo meraviglioso tour che portava una speranza, una gioia alle persone. Paesini diroccati, ricchi di storia e di facce da film. Nelle case, a quel tempo, pecore, cani e galline vivevano insieme alla gente e talvolta uscivano tutti insieme litigiosi nella piazza del paese, animando ancora di più la proiezione”. Fu una vera “escalation” e non ci siamo mai fermati. Io non mi sono mai fermato; ed estate dopo estate, tramonto dopo tramonto, iniziai a lavorare con mio padre montando film, facendo la maschera, cambiando le locandine nelle piazze, nei negozi, fino a diventare proiezionista e conseguire anche il patentino ufficiale. Noi nel tempo, fatica dopo fatica, diventammo sempre più grandi, calcando piazze prestigiose a Madrid, Parigi e Berlino.

Riuscimmo a progettare e realizzare il più grande schermo montabile d’Europa. Una struttura che esiste tutt’ora, un lavoro immenso, che è divenuto idea grazie all’amore e la passione per il cinema e ad un lavoro concettuale e strutturale di alto valore architettonico, ingegneristico e visuale. Ringrazierò per sempre mio padre perché é lui che mi ha formato alla cultura del lavoro.”

Ma di lei si dice e si scrive che si sia formato nell’ambito sportivo. È vero?

“Certamente (sorride). Lo sport è il mio secondo amore dopo il cinema ed è stata una professione che mi ha arricchito e dato tante soddisfazioni. Mi sono diplomato all’ISEF di L’Aquila, specializzandomi nell’area pallavolo. Sono stato assistente ai giochi sportivi per 11 anni e sono stato anche supplente. Grazie a questa esperienza ho imparato molto. È stato un lavoro faticoso su me stesso e sugli altri. Ho imparato a insegnare e “donare” tutto me stesso. È stato lì che ho iniziato ad appassionarmi a lavorare insieme ai giovani, in squadra.

Mi scusi, ma quando ha iniziato ad appassionarsi al business? Agli affari? Qual è stata la SCENA MADRE, visto che la sua vita mi pare di capire è come un film?”

“Eh, (ride) credo che la mia vita sia un minestrone di scene madri. Però c’é stato un momento topico. Un mio carissimo amico e collega del corso ISEF dell’Aquila un giorno, in una pausa tra una lezione e un’altra, su un foglio A4 stropicciato e sporco di caffè mi illustró un metodo per poter guadagnare 10 / 20 milioni di lire al mese. Mi disse “se segui questi consigli non sarà complicato. Lo so, queste cifre che ti ho detto ti sembrano ora irraggiungibili, ma sappi che è tutto realizzabile e il 100% del risultato dipenderà solo da te. Loro sono Americani”. Ed io risposi “Ma loro chi” e lui mi rispose, “Vieni con me”.

“Era il 1991 e “nacque” la vendita diretta. Un momento storico italiano”

Era affascinato dai soldi? O dalla sfida?”

“Ambedue. A me piace lavorare duramente, perché so che i risultati arrivano. Il percorso di carriera mi affascinava. Tanti iniziavano e tanti buttavano la spugna, Io volevo essere diverso. 

Quando mi metto di fronte a un bivio, scelgo sempre la strada che sceglierebbero in pochi.” Infatti vincemmo la sfida.

Diventammo la migliore realtà in Italia e un modello nel Mondo nel campo della vendita diretta per distacco.”

Sfida vinta. E’ passato subito al passo successivo? 

“Dopo aver primeggiato nel mondo per tantissimi anni con questa compagnia, ci fu un divorzio e fui seguito da una grande parte del gruppo che io stesso avevo creato. Ecco la decisione di creare Vitha Group, dove tutti i componenti del business sono azionisti, ai quali non è stato chiesto un solo euro per diventare partner. Questo è il vero miracolo. Questo è quello che ci differenzia dalle altre società in Italia, ma posso dire anche nel mondo.

Che cos’è Vitha per lei?

Vitha Group, oltre a essere la mia famiglia, secondo me è il miglior business al mondo. Perché in breve tempo può permettere a chiunque di diventare imprenditore a rischio zero.

In Vitha le persone possono avere successo senza esporsi economicamente, se tu vuoi fare carriera, hai una sola possibilità: coinvolgere persone e portarle al successo. In Vitha Group l’egoismo non premia, anzi è fortemente dannoso al business stesso.

Il profitto per Vitha non è l’obiettivo principale. Vitha Group principalmente fa gli interessi dei suoi franchisee e delle sue Concessionarie, oltre che naturalmente l’interesse dei clienti. Perché l’obiettivo primo aziendale è quello di migliorare la vita e la salute delle persone.

Come vorreste migliorare la Vitha delle persone? 

Sicuramente Anima Genomics è una missione. E’ il nostro ultimo progetto, creato in collaborazione con l’azienda DANTE LABS, che permetterà a tutti, a costi contenuti, l’analisi e la decodificazione del 100% del proprio DNA. Questo test permetterà alle persone di ricevere comodamente a casa il libretto d’istruzioni del proprio corpo, per vivere meglio la propria vita. Questa è una vera rivoluzione. Sono felice e orgoglioso. Ma anche il Beyond Guardian Air ed il Pure and Clean sono sistemi di sanificazione e purificazione di ambienti all’avanguardia, per risultati verificabili e componentistica unici al mondo. Pensate che producono l’Active Pure, che è una tecnologia NASA con certificazione originale “Certified Space Technology”.

Molto interessante, ma ho sentito e letto che si è adoperato negli ultimi 20 anni anche con donazioni dirette a vari enti anche dei vostri prodotti. Che cosa c’è di vero?

“Certamente. Donare e fare del bene per me è imprescindibile. Lo faccio quasi sempre a fari spenti. L’atto di donare in sé mi fa sentire bene. Quest’anno come Vitha Group abbiamo donato dei filtri di ultima generazione per sanificare l’aria dell’ospedale San Salvatore di L’Aquila; inoltre nel corso del Festival Pugliese di livello internazionale MAGNA GRECIA, abbiamo donato un sanificatore al reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale SS.Annunziata di Taranto. Siamo vicini anche allo sport, infatti attraverso una delle nostre concessionarie più attive abbiamo donato dei sistemi di sanificazione d’aria alla squadra della Salernitana, all’Avellino Calcio e al Benevento, che li hanno sistemati nei luoghi comuni come gli spogliatoi. L’ultima donazione in ordine di tempo è quella a Celano. Alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale di Celano la Dott.ssa Lisa Carusi, come rappresentanza del Sindaco Settimio Santilli e del Dirigente Scolastico Prof.Massimo Pizzardi, sono stati consegnati e installati nelle scuole 11 sanificatori ambientali Beyond Guardian Air, progetto voluto e profondamente sentito dal primo cittadino e condiviso con il Preside.

Una bellissima storia. Per concludere, può riassumere il suo futuro e quello della sua azienda in una frase?

“Il nostro futuro è con le persone che ancora non conosciamo.”

 

Ultimo aggiornamento: 16:56