La ricostruzione del seno dopo l’asportazione del tumore è parte integrante del percorso di cura

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Martedì 28 Luglio 2020

Lo scopo della chirurgia plastica ricostruttiva è restituire alla donna l’immagine di sè che l’intervento ha compromesso

I progressi medici e scientifici nella cura del tumore al seno rendono sempre più forte l’esigenza di limitare l’impatto estetico e psicologico che l’asportazione chirurgica ha sulla vita della donna.
Ne parliamo con il Dr. Alessio Caggiati, Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva e membro dello staff multidisciplinare di SenoClinic, l'Unità di Senologia della Casa di Cura Villa Benedetta a Roma.

Perché è così importante la ricostruzione mammaria dopo l’asportazione del tumore al seno?
Quando parliamo di chirurgia plastica e ricostruttiva del seno, non ci riferiamo a un “vezzo” estetico, anche se chirurgia estetica e plastica sono spesso “confuse” tra di loro. Nonostante le tecniche e i materiali adoperati siano gli stessi, lo scopo dell’intervento ricostruttivo è di restituire alla donna l’immagine di sè che l’asportazione del tumore ha compromesso, conservando il più possibile l’aspetto del seno, la simmetria, la forma e il volume originari.
Oggi la ricostruzione mammaria è diventata uno strumento di cura a tutti gli effetti.
Di fronte al cancro, la forza di volontà e il coraggio di ognuna sono messi a dura prova: il seno è, infatti, un potente simbolo di femminilità, nutrimento e sessualità e il recupero psicologico nel percorso di guarigione è un aspetto fondamentale.

Da cosa dipende la scelta dell’intervento più idoneo?
Le ricostruzioni non sono tutte uguali e questo è un vantaggio che permette al chirurgo di adattarsi alle caratteristiche uniche di ogni donna. La scelta di una tecnica chirurgica rispetto a un’altra dipende dal tipo di tumore, da quale intervento è stato fatto prima, dalle caratteristiche della paziente e dalla necessità di successivi trattamenti come ad esempio la radioterapia.
Negli interventi conservativi come la nodulectomia e la quadrantectomia, non si asporta completamente la mammella, ma può capitare che il seno operato presenti una fossetta o risulti leggermente più in alto rispetto all’altro. In questi casi è possibile intervenire con la chirurgia plastica ricostruttiva per ripristinare la forma naturale.
In caso di mastectomia ovviamente il discorso cambia: il seno è stato asportato completamente per consentire la massima efficacia terapeutica e di conseguenza anche le tecniche adoperate si adatteranno alla situazione.

Quali sono le principali tecniche ricostruttive del seno dopo l’asportazione del tumore?
Le metodiche di ricostruzione mammaria sono essenzialmente due: quelle che prevedono l’impiego delle protesi e quelle che invece innestano materiale autologo. Talvolta possono essere adoperate insieme.
In entrambi i casi l’obiettivo sarà quello di ottenere il risultato più naturale possibile, ricreando in modo fedele l’anatomia della mammella e cercando la piena simmetria tra i due seni.
Quando si utilizzano i tessuti autologhi, ossia quelli della paziente stessa, il volume della mammella può essere integrato trasferendo lembi muscolo cutanei da altre sedi del corpo come l’addome o il dorso oppure utilizzando iniezioni di adipe proveniente da cuscinetti di grasso (lipofilling).
L’impiego dei tessuti autologhi determina solitamente una resa estetica migliore: fa assomigliare di più il seno ricostruito a quello sano e rispetta i volumi naturali quando ingrassiamo o dimagriamo, cosa che ovviamente una protesi non fa. Ma questa metodica ha una complessità maggiore per durata, tempi di degenza e rischi di complicanze.

È possibile intervenire con la chirurgia plastica in contemporanea all’asportazione del tumore?
Quando è possibile, si preferisce ricostruire il seno già al momento dell’asportazione del tumore: questo consente alla paziente di evitare un ulteriore intervento in anestesia generale e di vivere l’operazione con un migliore impatto psicologico, facilitando il processo di adattamento alla malattia.
Qualora la ricostruzione immediata non fosse possibile bisognerà attendere alcuni mesi: nel caso in cui siano necessarie le terapie oncologiche, l’intervento sarà rimandato al termine del trattamento.

La ricostruzione mammaria può realmente migliorare il processo di guarigione?
Non è facile affrontare una malattia oncologica. Lo stress è notevole e la mammella è un organo dal forte valore simbolico. Ecco perché, risvegliarsi dall'intervento con un seno nuovo, simile all'altro per forma e volume, può avere un effetto positivo ed essere d'aiuto per la guarigione.

Perchè è importante affidarsi a un Centro di Senologia Multidisciplinare?
La chirurgia senologica costituisce il centro di un’intensa attività multidisciplinare che si estende dalla chirurgia conservativa a quella demolitiva, in costante collaborazione con la chirurgia plastica e ricostruttiva. Per il trattamento delle patologie mammarie, noi di SenoClinic facciamo ripetuti incontri di discussione e di confronto nei quali le decisioni diagnostiche e terapeutiche sono condivise da uno staff medico costituito da oltre 30 specialisti tra cui chirurghi senologi, oncologi, radiologi, chirurghi plastici, ginecologi, nutrizionisti e psicologi.

SenoClinic - Casa di Cura Villa Benedetta
Circonc. Cornelia, 65 – Roma
Dir. Responsabile Dr.ssa Simonetta Rossi
Tel. 06 36 30 34 91
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Ultimo aggiornamento: 13 Agosto, 09:19