ECOSANTAGATA: PROGETTO BIOBEE 4.0

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Lunedì 24 Febbraio 2020
Ecosantagata è una discarica di smaltimento di rifiuti non pericolosi ed ha per oggetto  la progettazione, la costruzione, la manutenzione e la gestione della stessa. Il concept progettuale del progetto Biobee 4.0 nasce dall’implementazione del progetto BioBEE iniziato nel 2015.L’idea delle api e del miele nasce in maniera casuale, come in molte storie. Nei pressi della discarica vi erano già da tempo delle arnie della famiglia Manfredini, che vanta una tradizione decennale di produzione di miele con api italiche. L’ occasione di avere del miele del territorio che certifica la salubrità del nostro è stata colta in pieno dall’Amministratore Leonello Di Giovenale e così, approfondendo le proprietà e studiando le dinamiche delle api, la dirigenza ha appreso come esse siano degli ottimi bioindicatori dello stato di salute del luogo. Biomonitorare significa determinare lo stato di salute dell’ambiente. Nel biomonotoraggio si rilevano sostanze di produzione industriale, come i microinquinanti, che possono manifestare i loro effetti deleteri già a concentrazioni molto basse.

Il bioindicatore, è un bersaglio biologico che, in presenza di uno stress naturale o antropico, subisce variazioni rilevabili del proprio stato naturale: si va da danni al patrimonio genetico, a modificazioni morfologiche e della vitalità, fino a variazioni nella struttura della comunità. I bioindicatori avvertono le alterazioni dovute all’effetto di una o più sostanze inquinanti presenti nei vari comparti della biosfera.
Pensando a uno sviluppo progettuale del biomonitoraggio, la responsabile Pamela Di Giovenale ha pensato come questa idea poteva essere oggettivata e resa una innovativa certificazione bio di qualità del luogo, decidendo così di investire in un progetto che mirava a svilupparsi in un arco di tempo triennale, mirando a divenire una buona prassi da replicare anche in altri siti. Il nuovo progetto Biobee 4.0, progetto di bio monitoraggio tramite tecnologia IoT, è stato ideato insieme al consulente di ricerca e sviluppo, Roberto Bedini, dottore di ricerca in ambito agrario. Da questa idea è nata la collaborazione del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo.

Il partner accademico DAFNE ha supportato il progetto tramite il prof. Pier Paolo Danieli nella raccolta e validazione dei dati ambientali con la sostituzione delle arnie tradizionali con delle arnie hi tech con sensoristica avanzata. Le arnie sperimentali monitorano le api senza disturbarle e raccolgono informazioni sulla loro biologia. L’arnia comprende un’unità conta api, una bilancia, dei sensori che rilevano la temperatura e la pioggia. Grazie a una batteria e a un pannello solare è autonoma a livello energetico. I dati, raccolti e spediti tramite rete, vengono analizzati al fine di evidenziare eventuali anomalie nella riproduzione, sull’accumulo di scorte, effetti sulla demografia delle colonie potenzialmente riconducibili alle attività che si svolgono nel territorio circostante.

Il concept progettuale BioBee 4.0 nasce come implementazione dei controlli cogenti per normativa, verificando l’efficacia delle procedure di smaltimento al fine di migliorarne i processi e la qualità, nel pieno rispetto dei principi della mission aziendale: dell’economia circolare nei rispetti dell’etica ambientale.
Il biomonitoraggio viene effettuato tramite Apis Mellifera Ligustica (Spinola 1806) al fine di monitorare l’impatto ambientale nell’area circostante l’impianto di smaltimento rifiuti della azienda. Le api, facili da allevare, ubiquitarie, con il loro corpo relativamente coperto di peli sono particolarmente adatte ad intercettare materiali e sostanze con cui entrano in contatto; sono altamente sensibile alla maggior parte dei prodotti antiparassitari che possono essere rilevati nell’ambiente. Tutto ciò fa di esse degli ottimi indicatori biologici poiché segnalano il danno chimico dell’ambiente in cui vivono, attraverso la loro mortalità e attraverso i residui che si possono riscontrare sui loro corpi o nei prodotti dell’alveare. Ad integrazione delle attività di monitoraggio condotte in remoto attraverso le arnie, vengono effettuati prelievi e campionamenti periodici in loco con lo scopo di individuare eventuali sostanze nocive presenti nei prodotti dell’alveare o sul corpo delle api. In un cestello posto al di sotto dell le arnie avviene la conta dei decessi e la raccolta dei campioni da sottoporre a profilazione chimica. La gestione ordinaria degli alveari consiste in interventi di profilassi per la lotta alle avversità, nutrizione di soccorso, gestione della sciamatura, rimonta. Viene affidata a apicoltori di comprovata qualifica.

Il progetto BioBee 4.0 è stato presentato a Rimini, con la 22esima edizione la fiera ECOMONDO – the green technologies expo ed è stato oggetto di una pubblicazione scientifica internazionale oltre ad il premio “Viterbo per il Lavoro” istituito dal Rotary club e rivolto alle aziende del territorio che realizzano progetti con caratteristiche innovative, quelli della cosiddetta “industria 4.0”. Ad oggi non ci sono esempi o pubblicazioni che dichiarino che in altri siti di smaltimento si utilizzino api o arnie hi-tech al fine di monitorare lo stato di salute e la salubrità del luogo. Lo stesso progetto Biobee 4.0 sta avendo un ulteriore innovazione che verrà rilasciata a metà 2020 con l’inserimento di serre sperimentali con colture fuori suolo impollinate dalle api.
 
 

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Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 10:55

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