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Maker Faire 2018: pasti più sicuri con Griffa, analisi del Dna per certificare il cibo made in Italy

Maker Faire 2018: pasti più sicuri con Griffa, analisi del Dna per certificare il cibo made in Italy
di Paolo Travisi
2 Minuti di Lettura
Domenica 14 Ottobre 2018, 12:02 - Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 10:27

Siamo sicuri di quello che mangiamo? La grande attenzione al settore del food ha spinto Griffa, una startup nata all’interno dell’Università di Bologna, a specializzarsi nelle analisi del DNA in ambito alimentare, per avere l’assoluta certezza che se sulla nostra tavola finisce una bistecca di maiale, quella sia carne di maiale al 100%. A Maker Faire 2018, il progetto di Griffa, destinato ad imprese operanti nella grande distribuzione, che hanno necessità di conoscere la validità di un prodotto immesso sul mercato.
 

 


«L’idea nasce dall’aumento di frodi alimentari, pane quotidiano soprattutto per noi italiani, così abbiamo messo a punto un metodo per analizzare il DNA ed autenticare un alimento» spiega Samuele Boni uno dei fondatori di Griffa. «Le nostre analisi sono rivolte alle aziende, alle associazioni dei consumatori ed ai piccoli produttori, che intendono dare un marchio di garanzia ad un nuovo prodotto». Vederlo autenticato in modo genetico infatti, è un elemento importante che fornisce sicurezza ad un potenziale consumatore. «I nostri metodi sono innovativi, perché abbiamo un database privato dove abbiamo collezionato tante sequenze di DNA che ci permettono di approfondire il prodotto. I metodi attuali che usano l’analisi genetica sono poco discriminativi nei confronti degli alimenti, noi invece, non ci limitiamo a distinguere tra carne di vacca e carne di maiale, ma siamo in grado di definire la razza con un’affidabilità del 100%, fino all’animale stesso».
 

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