Giubileo, Papa Francesco: «Amnistia per i carcerati e stop alla pena di morte»

Martedì 15 Dicembre 2015 di Franca Giansoldati
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CITTA' DEL VATICANO Primo: Amnistia per i carcerati. Secondo: Abolire la pena di morte. Terzo: “Accogliere gli immigrati”. Papa Bergoglio, nell'anno del Giubileo della Misericordia, chiede ai governi di tutto il mondo segni concreti per neutralizzare la “globalizzazione dell'indifferenza” che abitua progressivamente coloro che vivono in condizioni di benessere a sopire i sussulti della propria coscienza.

L'appello è rivolto a tutti gli Stati, dal Nord al Sud. Francesco, in particolare, implora ad accogliere i migranti: “vorrei rivolgere un invito a ripensare le legislazioni sulle migrazioni, affinché siano animate dalla volontà di accoglienza, nel rispetto dei reciproci doveri e responsabilità, e possano facilitare l’integrazione dei migranti. In questa prospettiva, un’attenzione speciale dovrebbe essere prestata alle condizioni di soggiorno dei migranti, ricordando che la clandestinità rischia di trascinarli verso la criminalità”. E' stato diffuso stamattina dal Vaticano il testo del Messaggio per la Giornata mondiale della pace che si celebrerà il prossimo primo gennaio in tutti le chiese del pianeta.

Gli argomenti che affiorano fanno riferimento ai principali argomenti che hanno sconvolto il pianeta: il terrorismo; le ondate migratorie causate dai conflitti; le guerre alimentate da interessi materiali di pochi, anche se poi a rimetterci sono sempre i civili; la paura e la chiusura delle società; la strumentalizzazione della religione per alimentare la violenza; la povertà endemica; la disoccupazione; la discriminazione femminile sul lavoro.

“Desidero, inoltre, in quest’Anno giubilare, formulare un pressante appello ai responsabili degli Stati a compiere gesti concreti in favore dei nostri fratelli e sorelle che soffrono per la mancanza di lavoro, terra e tetto. Penso alla creazione di posti di lavoro dignitoso per contrastare la piaga sociale della disoccupazione, che investe un gran numero di famiglie e di giovani ed ha conseguenze gravissime sulla tenuta dell’intera società. La mancanza di lavoro intacca pesantemente il senso di dignità e di speranza, e può essere compensata solo parzialmente dai sussidi, pur necessari, destinati ai disoccupati e alle loro famiglie”. L'invito è di non abbandonarsi alla rassegnazione e alla indifferenza. La ricetta suggerita è di operare in solidarietà, cooperazione, fraternità “al di là degli interessi individualistici, dell’apatia e dell’indifferenza rispetto alle situazioni critiche”.

Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre, 18:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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