Venerdì 17? Niente paura: per i vip superstizione passata di moda. Nazzaro e Rosolino: «Giorno fortunato»

Venerdì 17 Gennaio 2014 di Valentina Tocchi

Chi ha paura del venerdi 17? A quanto pare non molti, visto che sportivi, attori e conduttori - perdipi di origine napoletana - affermano di essere assolutamente immuni alla “eptacaidecafobia”, vale a dire la paura del diciassette. A sfatare il tradizionale potere nefasto di questo numero - una convinzione risalente addirittura all’Antica Grecia - è un campione come Massimiliano Rosolino. Sprezzante del pericolo, infatti, Rosolino non solo di venerdì diciassette continua le sue normali attività ma - contravvenendo ad un altro pilastro dei superstiziosi come il famosissimo “né di Venere né di Marte non si sposa non si parte né si da inizio all’arte” - la giornata di oggi la trascorrerà addirittura in treno. «Ho sempre realizzato risultati sportivi migliori che nelle altre date meno “jellate”» confessa l’atleta. «D’altra parte mia madre è australiana, e da loro a portare male è anche il numero tredici, tanto che il tredici e il diciassette non compaiono neppure come sedili delle compagnie aeree. Ma le superstizioni sono troppe, se dovessi star attento a tutte queste tradizioni non uscirei mai di casa».

E se per Massimiliano Rosolino il “diciassette” non è un problema lo stesso può dirsi per la sua bella compagna - nonché mamma delle due bambine - Natalia Titova che, come ironizza Rosolino «è un miracolo se ricorda che giorno sia, figuriamoci se sta a pensare al venerdì diciassette».

Il potere del “diciassette” lo ricorda eccome, invece, Manila Nazzaro, la bella ex Miss Italia che quel titolo lo vinse proprio sfoggiando la coccarda n. 17. «Ricordo che erano tutti terrorizzati all’idea che il diciassette mi avrebbe penalizzata» ricorda la ex miss, «invece andò tutto talmente bene che ormai per me è diventato un portafortuna, tanto che se posso scegliere la data di un incontro di lavoro indico quella» ammette la Nazzaro, che arriva ad affermare: «Di venerdì 17 non mi stupirei se mi arrivasse una notizia lavorativa speciale, magari una chiamata per il Festival di Sanremo, tanto per sognare un po’».

A concordare con la Nazzaro anche Marco Liorni che ammette: «Alla sfortuna non credo, l’importante è impegnarsi e credere nel destino, ma se il destino arriva di venerdì diciassette va bene lo stesso». E se a quanto pare dovremmo tutti ricrederci e considerare questo il giorno più fortunato della nostra vita, ad essere più terrena è Maria Scicolone, puteolana doc, che ammette: «Io sono di una positività senza limiti, a prova di jella, ma nè io né Sofia, al contrario di alcuni divi americani come ad esempio Michael Jackson, siamo mai state particolarmente superstiziose. Il diciassette lo rigiro e lo faccio diventare un portafortuna, o lo sommo, e penso che sia un 8. La superstizione la vinco con il buonumore, e a Michael Jackson gliela feci scordare a suon di pizze napoletane».

Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 16:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA