Usa, gemelli siamesi separati dopo 13 mesi si guardano per la prima volta

Mercoledì 23 Novembre 2016 di Federica Macagnone
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Per 13 mesi Jadon e Anias hanno condiviso ogni istante della loro esistenza senza mai riuscire a guardarsi negli occhi. Ci sono volute 27 ore di operazione perché i gemellini siamesi uniti per la testa riuscissero a fissarsi e a sorprendersi: sono stati avvicinati e, a bocca aperta, si sono guardarti con stupore senza riuscire a credere che il miracolo fosse stato compiuto.
 

 

Mamma Nicole e papà Christian McDonald hanno atteso quel momento per oltre un anno: per loro i i bimbi erano già perfetti, ma per consentire loro una vita normale sono partiti da Chicago per arrivare nel Bronx, a New York, al Montefiore Hospital dove, ad attenderli, c'era Philip Goodrich, un luminare della chirurgia che ha studiato per mesi prima di riuscire a valutare la migliore strategia per la separazione dei gemelli. I piccoli erano affetti da una condizione molto rara, il cosiddetto “craniopagus”: erano, cioè, uniti per la testa, un fenomeno che si verifica una volta ogni 2,5 milioni di casi. Le statistiche, d'altra parte, non erano molto rassicuranti: circa il 40 per cento dei gemelli craniopagus nascono morti, mentre un terzo sopravvive meno di 24 ore. Se riescono a superare questo primo ostacolo, c'è un 80 per cento di rischio che moriranno prima dei due anni se non vengono separati. Inoltre, dopo l'intervento, per uno dei piccoli, o per entrambi, potrebbero sopraggiungere complicazioni nello sviluppo.

A ottobre, grazie a un'operazione durata 27 ore e costata 2.5 milioni di dollari, Jadon e Anias sono stati separati e ora stanno recuperando: dopo 6 settimane in terapia intensiva, a breve saranno trasferiti in un centro di riabilitazione visto che non hanno mai gattonato né mai alzato la testa. Jadon sta recuperando più velocemente, gli sono state tolte le bende ed è reattivo ed energico. Gioca con chiunque entri nel reparto e sta facendo dei progressi sorprendenti. Continua a toccarsi la testa, quasi a chiedersi che fine abbia fatto il fratello. Anias è più debole: aveva già problemi prima dell'operazione, soffriva di convulsioni e aveva problemi cardiaci e di respirazione. Adesso è ancora attaccato al respiratore, ma il dottor Goodrich è certo che, con il sostegno di Jadon, riuscirà a superare il momento difficile. «Separarli adesso sarebbe una pessima idea - ha detto il chirurgo - C’è sempre, in questi casi, un siamese dominante che fa il doppio lavoro, anche per l’altro, con cuore e polmoni. Anias è il bambino non dominante, ecco perché deve lottare di più per diventare di giorno in giorno più forte. Il piccolo, inoltre, dovrà sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico per rimodellare la calotta cranica.

Per adesso la famiglia sta vivendo questo momento magico e mamma Nicole ha voluto condividere con il mondo l'emozione di poter stringere e cullare il piccolo Jadon. «Per oltre 13 mesi ho sognato questo momento - ha scritto in un post - Ho guardato il volto angelico di Jadon e l'ho visto come mai prima. Quando l'ho preso piagnucolava perché era stato appena staccato dal respiratore, ma stringere le mie braccia intorno a lui è stato uno dei momenti più profondi di tutta la mia vita».

Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 08:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA