Marie Kondo e il potere del riordino: «Vietato gettare le cose che danno la felicità»

Domenica 11 Dicembre 2016 di Stefania Viti

È stato il caso letterario dell'ultimo anno. Marie Kondo, scrittrice giapponese di libri che è piuttosto difficile definire solo di economia domestica, ha raggiunto la popolarità mondiale col best-seller Il magico potere del riordino, a cui è seguito 96 lezioni di felicità, entrambi pubblicati in Italia da Vallardi. Due libri che in realtà ne fanno uno solo, una strada per raggiungere il benessere. I libri della Kondo, infatti, oltre a dare consigli pratici su come organizzare al meglio la casa, la borsa o l'armadio, sono dei veri e propri manuali zen che ci aiutano a capire come fare ordine dentro noi stessi. Secondo il metodo KonMari, infatti, il riordino fisico è un rito che produce incommensurabili vantaggi spirituali: aumenta la fiducia in noi stessi, libera la mente, solleva dall'attaccamento al passato, valorizza le cose preziose, spinge a fare meno acquisti inutili. Rimanere nel caos significa invece voler allontanare il momento dell'introspezione e della conoscenza. Il metodo KonMari si basa su 65 regole da seguire nella corretta sequenza. I segreti di base sono: eliminare tutto in un'unica sessione pulire a fondo e poi riorganizzare quello che rimane. La regola d'oro? Non partire mai dagli oggetti che hanno un particolare valore affettivo, altrimenti il fallimento è garantito.

Ci può riassumere il Metodo KonMari in tre punti?
«Credo che si possa sintetizzare così: scegliere gli oggetti a seconda che trasmettano gioia o no. Sistemare tutto per categorie. Riordinando, la vita cambierà in modo radicale».

Può spiegare la connessione tra il mettere in ordine e la felicità?
«La caratteristica principale di questo metodo risiede nel criterio di scelta degli oggetti da buttare o da tenere, a seconda che questi trasmettono gioia o no. Scegliendo gli oggetti che ci trasmettono gioia, saremo portati a scegliere le cose che vogliamo far continuare a vivere. Troveremo così la strada per capire quali siano le cose che desideriamo mantenere in una stanza ordinata e la nostra vita stessa cambierà in meglio. Riordinando si acquisisce capacità di giudizio, che è poi la chiave fondamentale per essere veramente felici».

Oltre all'attività di scrittrice, lei si occupa anche del riordino delle case. Che tipo di persona è il suo cliente medio?
«La maggior parte dei miei clienti sono donne. La fascia d'età è piuttosto ampia, va dai 20 ai 50 anni, e le professioni sono le più disparate: casalinghe, impiegate, manager e professionisti. Quello che però tutti i miei clienti hanno in comune è la difficoltà nel trovare un metodo per riordinare la casa. Allo stesso tempo tutti desiderano dare una svolta radicale alla propria vita».

Che tipo di consigli le richiedono?
«Spaziano dalla procedura di base per creare un ambiente ordinato, a come affrontare il problema degli oggetti che non si riescono a buttare via. C'è poi chi cerca una tecnica efficace per sfruttare lo spazio dei mobili. Io fornisco consigli su tutto ciò che ha a che fare con l'ordine. Durante il processo di riordino, spesso torna alla luce il passato dei miei clienti e dunque la mia diventa anche un'operazione di consulenza che comprende veri e propri consigli di vita».

Nel suo libro lei parla di spirito delle cose e magia: che cosa sono?
«Per spirito delle cose intendo dire che gli oggetti vanno approcciati come se avessero uno spirito. Ad esempio, nel momento in cui ci si sbarazza di una cosa, bisogna mostrare gratitudine nei suoi confronti. In questo modo, non solo si lenisce il senso di colpa, ma si sviluppa un cuore che riesce ad apprezzare ogni cosa che si possiede. L'attitudine ad amare la casa e prendersene cura è connessa al mantenimento di uno stato di ordine all'interno di essa. Col termine magia intendo dire che attraverso il riordino la nostra vita cambia in meglio. Vivendo in una casa ordinata, l'immagine che si ha di sé migliora e si ha più fiducia in se stessi. Inoltre si impara a fare scelte migliori anche nel lavoro e nell'ambito delle relazioni umane. Come risultato, la vita stessa diventa più gioiosa».

Per presentare il suo metodo, ha viaggiato in tutto il mondo e si è trovata di fronte a diverse situazioni di disordine. Si può supporre che cambiando il Paese, cambi anche il tipo di disordine. In cosa è diverso ad esempio il disordine di un italiano?
«Ci sono Paesi in cui il disordine è formato principalmente dai giocattoli per bambini, altri in cui c'è invece una forte resistenza nel buttare via i libri. Non ho ancora fatto esperienze in una casa italiana, tuttavia, durante le mie conferenze in Italia, sono state molte domande su come fare ordine nelle borse, caratteristica che non ho trovato negli altri Paesi».

Come si sente riguardo all'essere stata scelta da Time Magazine come una delle 100 persone più influenti al mondo nel 2015?
«Ne sono rimasta molto sorpresa. Sin da piccola ho iniziato ad interessarmi e fare ricerche riguardo al riordino e pur essendo considerata l'otaku (parola giapponese che indica qualcuno fortemente appassionato a qualcosa, a volte anche in modo negativo, ndr.) dell'ordine, non mi sarei mai aspettata di ricevere un tale riconoscimento. Tuttavia, sono stata molto onorata di ricevere questo riconoscimento».

Può dirci qualcosa delle sue speranze e dei suoi progetti futuri?
«Attualmente sto portando avanti un lavoro basato sull'idea di organizzare il mondo. Prima avevo fatto attività di consulenza sull'ordine solo in Giappone e dallo scorso agosto ho iniziato anche in America. D'ora in avanti vorrei costruire un meccanismo che si possa espandere anche in altri Paesi. Inoltre, sto lavorando a un'applicazione che sia d'aiuto al mettere ordine. Poiché per sviluppare questa idea è necessario un impiego di notevoli risorse e di energie, in futuro sto pensando di stabilire delle partnership con individui o aziende a cui possa piacere l'idea di organizzare il mondo».

  Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre, 18:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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