Iron Maiden e Ozzy Osbourne, doppio show per la chiusura di Firenze Rocks

Mercoledì 20 Giugno 2018 di Francesco Nappi
Iron Maiden da sogno a Firenze, concerto da maestri del metal
Dopo i primi due giorni all'insegna del rock più energico di Foo Fighters e Guns N' Roses, il Firenze Rocks ha visto esibirsi, nelle ultime due date del festival, rispettivamente 16 e 17 giugno, prima gli Iron Maiden, le leggende del metal e poi, Ozzy Osbourne, impegnato nel suo tour d'addio. La caldissima giornata del 16, vede ancora una volta un'incredibile affluenza di pubblico, pronto a gustarsi un nuovo concerto degli inossidabili Iron Maiden, i quali portano sul palco fiorentino, il loro, ennesimo, tour, "The Legacy of the Beast". La nuova tournée, vedrà la band suonare tantissimi successi degli anni 80 insieme a qualche canzone più recente.

Prima dell'entrata in scena della band britannica, però, c'è una serie di gruppi spalla molto interessante. I primi a suonare sono gli americani Shinedown, i quali si rivelano degli ottimi intrattenitori. Successivamente tocca a Jonathan Davis, frontman dei Korn, qui per proporre dal vivo il suo album solista "Black Labyrith". Sinceramente, la performance del cantante, non sembra fare molta presa sul pubblico, anche perché, forse, la musica proposta, risulta essere un po'estranea al contesto del giorno. L'ultima band spalla a fare il suo ingresso sul palco è quella dei tedeschi Helloween, i quali avevano già tenuto un show italiano nel novembre scorso, al mediolanum forum di Assago. Il gruppo teutonico, carica come si deve il pubblico, il quale si lascia andare a svariati poghi. Gli Helloween appaiono in ottima forma e, per circa un'ora, si prendono la scena del Firenze Rocks.

A questo punto, bisogna solo attendere l'arrivo degli Iron Maiden. Puntuali come un orologio, la band britannica entra in scena alle 21.15 sulle note di "Aces High" ed è subito delirio. Sopra al palco si staglia un enorme aereo da caccia della seconda guerra mondiale e il singer Bruce Dickinson appare vestito proprio come un pilota. Successivamente, la band tira fuori altri pezzi storici tra cui "Where Eagles Dare" e "Revelations" che fa la felicità di tutti i 50.000 spettatori. Spazio anche alle classiche "2 Minutes to Midnight", "Fear of the Dark" e "The Number of the Beast". Da notare come, ad ogni canzone, la scenografia cambi aspetto in continuazione, elemento che si rivela assolutamente vincente. Non mancano neanche fiamme e fuochi d'artificio. La band è in una forma smagliante, nonostante i 60 anni di età. Bruce Dickinson sfodera una voce ancora di altissimo livello, oltre che confermarsi, come se ce ne fosse ancora il bisogno, uno dei migliori frontman attuali, capace di intrattenere il pubblico in maniera esemplare. Steve Harris, bassista del gruppo, ha una resistenza invidiabile e, come di consueto, punta il suo strumento sul pubblico come se fosse un mitra. Dopo due ore, il concerto finisce, la band ringrazia e il pubblico è decisamente entusiasta. Gli Iron Maiden, ancora una volta, si confermano la miglior band metal del pianeta.

Il giorno seguente, a chiudere i battenti di questa seconda edizione, ci pensa, appunto, Ozzy Osbourne. In una giornata che si rivela ancora più calda della precedente, l'affluenza di pubblico è ancora una volta di grosse proporzioni, anche se leggermente inferiore rispetto ai giorni scorsi. Anche in questo caso, ci sono delle grandi band spalla, le quali scalderanno a dovere il pubblico in attesa del "madman". I primi ad entrare sul palco sono gli italiani Amphitrium, i quali non si risparmiano nel breve tempo a disposizione. Successivamente, entrano in scena i Tremonti, che, grazie al loro metal molto energico, cominciano a caricare il pubblico come si deve. Il primo, vero, piatto forte della giornata, sono i Judas Priest, quelli che il metal, l'hanno inventato. Lo show della leggendaria band britannica è di buon impatto, vengono suonati diversi pezzi storici, mentre, del nuovo album "Firepower", vengono proposti soltanto due brani. Dopo 50 minuti, il concerto dei Judas Priest termina un po' fra lo stupore del pubblico, in quanto non sono state eseguite delle hit come "Breaking the Law" o "Living After Midnight".

L'ultima band prima di Ozzy Osbourne, sono gli Avenged Sevenfold. La band americana, attiva da vent'anni, è tra le più amate della scena metal moderna e la loro performance fa la goia, soprattutto, di molti giovanissimi. Il gruppo, pur non essendo particolarmente originale nelle sonorità, offre un concerto di livello, e per 75 minuti, conquista tutto il Firenze Rocks. A questo punto, manca soltanto l'headliner, e, alle 21.15, Ozzy Osbourne fa la sua apparizione sul palco. Si parte subito con un grande classico del "madman", "Bark at the Moon", alla quale segue un'altra canzone storica, "Mr. Crowley", cantata da tutto il pubblico. Ozzy, nonostante sia prossimo a compire 70 anni, è in grandissima forma, incita il pubblico, si muove da una parte all'altra e offre una prova vocale davvero buona. C'è da dire anche che il cantante, si è portato dietro una formazione di autentici fuoriclasse, tra cui ha spiccato il chitarrista Zakk Wylde. Assoli stratosferici, una presenza scenica notevole e altro ancora, hanno permesso al biondo chitarrista di conquistare in men che non si dica il pubblico della Visarno Arena. Anzi, a tratti, è sembrato che l'attenzione degli spettatori fosse focalizzata più su Zakk che su Ozzy. Nella setlist, c'è stato spazio anche per tre canzoni incise quando Osbourne militava nei Black Sabbath. Tra queste ha spiccato la classicissima "Paranoid", cantata da tutti. Dopo 95, intensissimi, minuti, il concerto termina. Lo show offerto da Ozzy Osbourne è stato di altissimo livello e il pubblico ha apprezzato moltissimo. Con questo concerto, si è chiusa anche la seconda edizione del Firenze Rocks. Un plauso va fatto anche agli organizzatori, perché se già l'anno scorso c'era stata una line-up fantastica, quest'anno, è stata davvero pazzesca. Ed il pubblico ha risposto presente a tutte e quattro le giornate. Alla prossima edizione! Ultimo aggiornamento: 19:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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