«I soldi non fanno la felicità», parola dei bambini: il risultato in una ricerca

I bambini In Italia oggi vivono in uno contesto sociale caratterizzato da un lato da incertezza economica e crisi occupazionale, e dall’altro da una forte pressione al consumo e richiami mediatici che spesso associano la felicità alla ricchezza e all’acquisto di beni e servizi. E’ quanto emerge dalla ricerca: “I soldi fanno la felicità? I bambini e il denaro in Italia”, a cura della prof.ssa Emanuela Rinaldi promossa da Orizzonti Tv diretta da Paolo Grignaschi, la prima web tv dedicata all’educazione finanziaria con il sostegno di Federlus (Federazione BCC Lazio Umbria, Sardegna) e della cooperazione grazie al contributo di Fondosviluppo, i cui risultati sono stati presentati questo pomeriggio presso la Sala del Tempio di Adriano. Lo studio, realizzato grazie alla collaborazione di un team interdisciplinare di esperti dell’associazione FARECONOMIA, dell’Università degli Studi di Udine e della Cooperativa Sociale PANDORA Onlus, ha evidenziato come valori come l’amicizia, l’affetto, la fiducia, stiano crescendo di importanza nelle nuove generazioni e, parallelamente, si stiano diffondendo nuove forme di economia che fanno leva proprio sugli asset della fiducia e della buona reputazione delle persone.

I bambini mostrano opinioni abbastanza precise sul valore del denaro, ritenuto importante da più della maggioranza del campione (59%) . Tuttavia, l’associazione tra i soldi e la felicità è decisamente più bassa, così come con l’amicizia (“I soldi danno la felicità”, vero solo per il 27% del campione ). Secondo l’indagine, che ha coinvolto 60 classi di alunni (divisi equamente tra classi 3^, 4^ e 5^ delle scuole primarie – per un totale di circa 1.300 alunni ), un altro dato molto importante è quello legato al rispetto. L’affermazione: “per diventare una persona rispettata da molta gente bisogna guadagnare molti soldi” è ritenuta abbastanza o completamente falsa da circa l’80% del campione. Di fatto, dalle interviste emerge come i bambini associno al rispetto alla serietà, alla lealtà e alla correttezza della persona, contrariamente a quanto rilevano gli studi sugli adulti.

Le occasioni di scambio di denaro in famiglia sono piuttosto numerose, conformemente a quanto rilevato da studi passati, e cadono specialmente nel “compleanno o a Natale” per quasi 4 studenti su 10 (38%), è consolidata la pratica del denaro “on demand” (su richiesta, “ne chiedo quando ne ho bisogno”), mentre decisamente meno frequente è l’utilizzo della paghetta settimanale. Un altro dato che emerge è come l’attenzione verso l’Altro nell’utilizzo dei soldi per fare i regali sia mediamente diffusa: lo fa qualche volta il 45%, a fronte di un 35% che non lo fa mai o raramente.. Rispetto al mettere da parte i soldi, avviene per le persone a cui voglio bene (22% “spesso” + ”sempre”) meno frequentemente rispetto al fare beneficienza (15% “spesso” + “sempre”).

Ma come si diventa ricchi? La risposta data dall'85% dei bambini coinvolti nella ricerca è “lavorando molto". Al secondo posto l’affermazione “risparmiando sempre” (68%), terza “sposando una persona ricca” (vero per il 55% dei bambini, falso per il 35%, mentre il 10% non sa cosa rispondere). Di fatto, “studiare a lungo” è un fattore che consente di diventare ricchi solo secondo il 51% dei bambini, valore di poco superiore al vincere alla lotteria (46%). Un'altra statistica su cui riflettere riguarda il concetto di povertà, che appare cun concetto di comprensione più difficile per i bambini. Dall’indagine, si nota come i fattori più legati a questa condizione siano “il lavoro”, come attività che il singolo individuo fa poco (causa interna – il “lavorare poco”- specialmente per i maschi ), il risparmiare poco e sprecare i soldi (73%), ma anche per cause esterne come il licenziamento o se i ladri rubano in casa (51%).
Martedì 27 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:40

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