Cleopatra non morì per il morso di un serpente: ecco l'ultima ipotesi di un'egittologa inglese

Cleopatra non morì per il morso di un serpente: ecco l'ultima ipotesi di un'egittologa inglese
2 Minuti di Lettura
Lunedì 26 Ottobre 2015, 17:59 - Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 16:03

Cleopatra non morì per il morso di serpente. L'ultima ipotesi di un'egittologa inglese rivede in qualche modo la storia.

E' proprio la morte della mitica regina ad aver reso ancora più suggestiva e affascinante la sua vita: è stato tramandato finora che, rifiutandosi di veder trasformato l’Egitto in una provincia del nascente Impero di Roma, Cleopatra VII (69-30 a.C.), ultima sovrana della dinastia tolemaica, si fece mordere da un serpente (un aspide, per la precisione).

Ma ora una ricercatrice inglese, Joyce Tyldesley – egittologa del museo di Manchester – prospetta un’altra ipotesi: che la regina abbia sì optato per il suicidio, ma facendosi iniettare il veleno del serpente (e non, quindi, offrendogli direttamente il braccio); o, addirittura, che si sia data la morte con un coltello.

Se questa prospettiva venisse confermata, la storia dell’aspide verrebbe relegata al campo della leggenda o delle semplici dicerie, di cui la storia è così ricca.

«Si tratta di un fatto che ha confuso egittologi e storici per molto tempo. Sarebbe stato molto difficile per Cleopatra uccidersi con il morso di un serpente» spiega la dottoressa Tyldesley. «Ho anche chiesto a un esperto di serpenti, Andrew Grey. Mi ha confermato che le aspidi sono troppo grandi per essere ben nascoste in un cesto di fichi [dove, secondo la letteratura, era nascosto il rettile che la punse, ndr]. Se si fosse lasciata mordere, Cleopatra sarebbe morta dopo una lunga e dolorosa agonia. Tutto questo mi induce a pensare che le cose non siano andate esattamente così» spiega l’egittologa inglese, che propende più per una morte immediata, quasi indolore.

Scartato quindi il morso del serpente, l’esperta – autrice del saggio “Cleopatra, l’ultima regina d’Egitto” – prospetta due possibili scenari: «Potrebbe aver usato un coltello, il metodo più semplice ed efficace; o, al massimo, il veleno estratto da un serpente, ma non un’aspide viva, nella maniera più assoluta». Tutta la vita della sovrana egizia è avvolta dal mistero e presenta molte zone d’ombra: il suo fascino incantò molti uomini, e non solo Giulio Cesare e Marco Antonio.

Sfuggente e ingannevole, “irresistibile per il suo infinito piacere di parlare e per la dolcezza e l’armonia della sua voce”, come scrisse Plutarco. E Shakespeare, nella tragedia citata più sopra: “L’età non può farla appassire, provoca più fame quanto più appaga”.