La plastica uccide anche gli squali: ecco come è morto il cucciolo di questo predatore

Giovedì 27 Settembre 2018 di Remo Sabatini
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lo squalo azzurro, comunemente chiamato verdesca, con il muso gravemente deformato dalla plastica (foto gentile concessione di Domenico Ottaviano)
La plastica ha invaso mari e oceani. La questione è talmente grave che oltre la metà dei pesci, si nutre di plastica scambiata per cibo.
Dal minuscolo plancton, fino alle balene, plastiche e microplastiche, sembrano non risparmiare nessuno degli abitanti dei mari. Nemmeno gli squali.

Così, accade di imbattersi in qualcosa di drammaticaticamente eccezionale. Qualcosa di mai visto prima.
Come dimostrano le fotografie scattate da Domenico Ottaviano nel suo ristorante in località Punta San Nicola, a Peschici, che si è trovato di fronte uno spettacolo tragico e, certamente, fuori dal comune. 
In mezzo al pescato del giorno, infatti, tra le solite qualità di pesce offerto dalla piccola pesca locale, Domenico aveva notato qualcosa di diverso.

Un piccolo squalo azzurro, meglio noto come verdesca, lungo circa 70 centimetri, con il lungo muso appuntito in bella vista. E proprio il muso di quel blu intenso, tipico della specie, lo aveva immediatamente colpito.
Sembrava vi fosse ancora attaccata un pezzo di rete o di corda, forse quella che era servita per catturarlo, aveva pensato. Immediatamente dopo, però, aveva capito che era ben altro.

Come le immagini raccontano, quella che sembrava un brandello di rete era, invece un anello di plastica!
Simile a quelli che si usano per mettere in sicurezza i tappi delle taniche di detersivo. Quell'anello mortale, aveva visto crescere l'animale, segnandolo così profondamente da arrivare ad incidere la cartilagine e provocando, immaginiamo, sofferenze atroci al povero squalo per chissà quanti mesi.

La verdesca, infatti, doveva essersi imbattuta in quella trappola mortale quando era ben più piccola. Impossibilitata a liberarsene, aveva dovuto imparare a conviverci. Quasi fosse stato il tronco vivo di un albero cui viene legato del filo di ferro, lo squalo aveva continuato a sopravvivere. Destinato a non raggiungere l'età adulta, aveva continuato a nuotare. Fino a quando non è finito sul tavolo della cucina di un ristorante.
Quello di Domenico. Che però, non lo ha cucinato.

Lo squalo azzurro, così come moltre altre specie di squali, è in pericolo a causa della pesca industriale e non più sostenibile. Particamente scomparsi da molte aree di mari e oceani dove, soltanto pochi decenni fa prosperavano, non è ancora oggetto di protezione da parte delle autorità competenti.
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