Dalla Medusa luminosa alla Cassiopea Mediterranea, le specie pericolose nei mari italiani

Dalla Medusa luminosa alla Cassiopea Mediterranea, le specie pericolose nei mari italiani
di Remo Sabatini
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Venerdì 3 Agosto 2018, 12:14


La tragica scomparsa della piccola Gaia, la bimba deceduta a seguito delle punture di una medusa nelle acque delle Filippine, ha sconvolto l'opinione pubblica e torna a proporre inquietanti  interrogativi. Quanto sono pericolose le meduse? E poi, siamo al sicuro nei nostri mari? Sì, perché se è vero che, soprattutto alcune località tropicali sono note per la presenza di meduse "killer", lo è altrettanto il fatto che, alcune di loro, negli ultimi anni, sono divenute presenze comuni anche nel Mediterraneo.

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Complice il riscaldamento globale, infatti, le nostre acque, un tempo rassicuranti, sono divenute habitat gradito per molte "specie aliene" di pesci e invertebrati che attentano, spesso sovrastandola pesantemente, la fauna autoctona del Mare Nostrum. Dall'Adriatico al Tirreno, passando per lo Jonio, la presenza di temibili meduse è dimostrata da avvistamenti che si fanno sempre più frequenti. Difficile, per un occhio inesperto, riconoscere le specie "nostrane", meno pericolose, da quelle che arrivano dall'Atlantico o dal Mar Rosso, ben più temibili. Spesso, infatti, alcune presentano forme, colori e caratteristiche simili. In ogni caso e nel dubbio, meglio cercare di stare alla larga da quei tentacoli.

Come quelli della Velella Velella, più nota con il nome di Barchetta di San Pietro, che popola le acque del Tirreno. Ha un diametro di circa 8 cm e vive in grandi colonie. Tipico, il celeste che colora il bagnasciuga dopo spiaggiamenti di massa. Urticante.  Come la Cassiopea mediterranea (cotylorhiza tubercolata) che però, nonostante il nome altisonante e le dimensioni che raggiungono i 35 cm di diametro, non comporta grossi pericoli per l'uomo, in caso di contatto.

Dai corti tentacoli e con il disco bianco, sta risalendo le acque del Tirreno. Ben più pericolosa la leggendaria Caravella Portoghese (physalia physalis). Entrata nel Mediterraneo, grazie al Canale di Suez, è velenosissima. Con tentacoli lunghi fino a 20 metri, è in grado di provocare dolori lancinanti e, in casi rari, l'arresto cardiaco. È stata avvistata nelle acque siciliane, al largo di Reggio Calabria e in Sardegna.

C'è poi, tra le decine e decine di meduse diverse, la Medusa Luminosa (pelagia noctiluca). Mediterranea, la si trova in Adriatico e nel Tirreno. Con un diametro che arriva a toccare i 15 cm è dotata di lunghissimi tentacoli altamente urticanti. Non è mortale. Chiudiamo questa breve carrellata, con la pericolosissima Rhopilema Nomadica. È una medusa grande. In grado di raggiungere il mezzo metro di diametro.  Molto simile al nostro, ben più rassicurante, Polmone di Mare è stata avvistata più volte nel Canale di Sicilia e in Sardegna. Anche da lei, meglio sarebbe stare alla larga.

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