CORONAVIRUS

Boom di videochiamate, è Zoom l'app più scaricata. Ma spunta il problema privacy

Venerdì 27 Marzo 2020 di Paolo Travisi

E' l'app del momento. Zoom, che consente di effettuare videochiamate di grupp, ovviamente a distanza. La voglia di comunicare a causa dell'isolamento sociale da una parte e la necessità di lavorare anche da casa, ha spinto verso l'alto i download di questa applicazione. A parlare sono i dati. In un giorno qualsiasi di metà febbraio, prima dell'emergenza planetaria Coronavirus, il numero di download si attestava intorno ai 171 mila, contro i 2,41 milioni di scaricamenti digitali del 25 marzo: una percentuale di crescita pari 1.300% stando ai dati di Apptopia e riportati da VentureBeat.

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Ma la popolarità globale di Zoom, ora sembra scontrarsi con un problema, per così dire, antico e ben noto: la privacy. Infatti secondo un'indagine condotta dal magazine hi-tech Motherboard, gli utenti di Zoom che la usano attraverso iPhone, a loro insaputa, sarebbero profilati da Facebook. Invierebbero cioè i loro dati alla piattaforma di Mark Zuckerberg, pur non avendo un account. Ed è questo il nocciolo del problema perché Motherboard sostiene che l’informativa sulla privacy non sarebbe illustrata a dovere. La condivisione inconsapevole dei propri dati, avverrebbe perché Zoom in realtà usa il kit di sviluppo software del gigante dei social, al fine di implementare alcune delle sue funzionalità nell'app, cioè in Zoom. Dati che sarebbero usati per fini pubblicitari, fornendo dettagli su orari e tempi di connessione, il device in uso, l'operatore mobile.

Ma non c'è solo Zoom a beneficiare di questo momento emergenziale, perché tutte le piattaforme che permettono chiamate video a distanza stanno crescendo nei numeri. Tra queste la celebre WhatsApp che sta conoscendo un aumento medio nel suo utilizzo di circa il 40%, Facebook +37%, così come è in crescita il traffico in rete, che ha portato ad un +70% nell'uso dei browser di navigazione, secondo la società d'analisi Kantar. 

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