A tu per tu con l'influencer Tegamini: «Tra libri e pupazzi, porto il mio mondo sul web»

Lunedì 27 Gennaio 2020 di Caterina Carpanè

«Scrivo delle cose, traduco libri, propago entusiasmi». Si presenta così Francesca Crescentini, per tutti Tegamini, sulla sua pagina Instagram.  Oltre 90 mila follower, storie quotidiane spesso in vestaglia e con una tazzina di caffè in mano, ma anche un blog che ha festeggiato dieci anni, Twitter e Facebook per la briosa trentaquattrenne piacentina che è diventata un vero punto di riferimento soprattutto tra il pubblico femminile. Ma non chiamatela bookinfluencer: «I libri sono solo una parte del mio mondo». 

Com’è nata Tegamini? 
Mio padre è sempre stato un early adopter sul piano tecnologico, per cui ho avuto accesso a Internet sin da ragazzina. Avevo già un piccolo blog quando andavo a scuola, poi dieci anni fa, quando mi sono trasferita a Torino per lavorare in Einaudi, ho deciso di colmare la solitudine raccontando ciò che mi appassiona in una sorta di diario di bordo nel modo che mi piace di più: scrivere. Ho scelto il termine Tegamini proprio per dare l’impressione di un contenitore multidisciplinare che ora è traslato pure sui social. Solo in un secondo tempo mi sono resa conto dell’assonanza con il mio cognome.
 

Dal marketing per una casa editrice a copywriter in un’agenzia digitale fino al grande salto…
Nel 2017, un anno dopo la nascita di mio figlio, ho deciso di buttarmi. Mi sono chiesta cosa mi rendesse felice e ho capito che da freelance avrei potuto fare a tempo pieno ciò che prima facevo nei ritagli, ovvero sia curare Tegamini che il lavoro di traduttrice.

Qual è stato il passaggio fondamentale? Il blog sicuramente era frequentato, ma è sui social che Tegamini è diventato un nome riconoscibile.
Il grande cambio di passo è arrivato con la possibilità di fare video brevi e istantanei: forse per motivi anagrafici, YouTube non fa per me, non ho nemmeno competenze per mettermi a montare! Con Snapchat ho iniziato a fare degli esperimenti che poi ho replicato su Instagram: racconto, spiego, rispondo, tra i post e le storie. È sicuramente il social che mi è più congeniale e e anche lo strumento che i clienti mi chiedono di più.

Come distingui i contenuti?
Bisogna conoscere bene le piattaforme: per il blog continuo a scrivere molto, le mie classiche lenzuolate!  - ride – Parto sempre da una domanda: «Cosa vogliono le persone, posso fare qualcosa che sia utile?». Ho capito di dovermi porre a metà tra l’informare e l’intrattenere, cosa che va a braccetto con la mia indole scanzonata e anche un po’ …zarra! Su Snapchat mi arrivavano molte domande in privato sui libri di cui parlavo e così ho pensato: perché rispondere singolarmente quando queste informazioni potrebbero essere utili ad altri? Ecco come sono nati i Libri Tegamini, chiacchiere funzionali su cosa sto leggendo o cosa ho letto, anche in passato.

Insomma anche tu sei una bookinfluencer!
Non direi perché i libri sono solo una parte del mio mondo, che non è mai monotematico o verticale. Ci sono i viaggi, il cibo, i vestiti, le mie passeggiate milanesi, Guerre Stellari, argomenti che spesso poi arrivano dalle domande in privato e che ora sono delle piccole rubriche raccolte nei famosi “cerchietti” di Instagram. Inoltre, tornando ai libri, io non sono molto reattiva alle novità, spesso arrivo in ritardo sulle ultime uscite: di solito leggo quello che mi pare, ciò che mi interessa.

Eppure i Libri Tegamini sono diventati un vero e proprio format.
Non credo davvero di aver inventato nulla di innovativo! Nel 2018 ho preso in prestito il meccanismo delle challenge con i #librimarzolini e i #libriregalini, un calendario dell’Avvento con consigli letterari, subito accolta dai follower che hanno usato l’hashtag con le loro risposte. In queste settimane sto proponendo i #libriritrattini e delle istantanee dei lettori, ad esempio mostrando il primo libro mai letto, il luogo preferito in cui mettersi a leggere, sempre con il mio tono gioioso e scanzonato.

Così scanzonato che le tue storie ti vedono spesso protagonista in vestaglia davanti alla macchinetta del caffè.
Perché dovrei truccarmi e vestirmi di tutto punto ogni mattina? Io lavoro in casa, traduco e sono davvero così! Creare un’identità alternativa sarebbe difficile da sostenere: i miei follower ormai ci sono abituati! Insomma sono io!

Come sono abituati, anzi affezionati al ciclo dei pupazzi parlanti!
Eh sì, i protagonisti di un fotoromanzo! Tutto è nato con mio figlio Cesare: sono rimasta a casa sola con lui per un anno prima che iniziasse l’asilo e così per farlo giocare ho iniziato a far parlare i pupazzi. Solo che loro adesso hanno preso vita propria, un’organizzazione aziendale ferrea, al punto che ora qualche brand ha accettato anche un progetto con loro come protagonisti.

Brand, aziende: Tegamini non è solo una passione, ma un nome che ha attirato molti clienti. 
10 anni fa non avevo idea di quello che sarebbe successo: gradualmente le aziende si sono accorte delle potenzialità dei social e tutti abbiamo imparato strada facendo come sfruttare le piattaforme.  All’inizio le collaborazioni con i brand erano saltuarie e io stessa mi sono chiesta se fosse corretto da un punto di vista etico proporre dei progetti commerciali.  Poi tutto è cresciuto: si costruiscono dei progetti che richiedono preparazione, creatività, ideazione e anche competenze di gestione amministrativa.

E i tuoi follower non si lamentano?
Sono molto fortunata, sono sempre molto carini con me. E io cerco di spiegare sempre tutto, non ho la quarta parete: voglio essere trasparente e far comprendere quei meccanismi che per gli addetti ai lavori sono ovvi.

Da tanti blog e influencer sono nati dei libri.  C’è la pubblicazione nel tuo futuro?
Temo che il mio destino sia quello. Anni fa un editor di Einaudi mi disse «Tu un giorno scriverai e andrà tutto bene». Io, però, lo vorrei fare in maniera seria: non mi interessa fare un copia-incolla dei post, cosa che tra l’altro funzionerebbe dal punto di vista strategico, dato che il pubblico esiste già.  Scrivere un libro è un lavoro che richiede grandi energie e tanto tempo che al momento non ho: ho diverse idee e voglio trovare il momento e il modo giusti. Forse molti non se ne rendono conto, ma il lavoro che c’è dietro a Tegamini è davvero intenso, bisogna prendersi cura dei contenuti, rispondere. Ecco, diciamo che non guardo le statistiche di uso delle app… altrimenti mi spaventerei!

Ultimo aggiornamento: 14:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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