La missione impossibile del galateo: gustare (bene) un cono gelato

La missione impossibile del galateo: gustare (bene) un cono gelato
di Laura Pranzetti Lombardini
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Sabato 25 Maggio 2024, 07:30

Cono o coppetta? Questo è il dilemma. “Tirare fuori la lingua” non è mai elegante, anche se nelle antiche tribù era una manifestazione apotropaica, cioè beneaugurante. Se l’occasione è formale, non è il caso di scegliere il cono gelato. L’Italia è la nazione che ha dato i natali a tutti quei pasticceri che hanno reso famoso in tutto il mondo questo dessert freddo. Pensate che alcuni documenti del 500 a. C. testimoniano che ad Atene i greci erano soliti preparare bevande con poco limone, miele e succo di melograno, che raffreddavano aggiungendo neve o ghiaccio. E in Sicilia, dopo la dominazione araba, si diffuse l’usanza di mescolare la neve dell’Etna con succhi di frutta, dando vita alla granita siciliana.


La coppetta è la soluzione che permette di prendere il gelato con più garbo; grazie all’uso della paletta è più facile gestire un cibo che, nel giro di pochi minuti, passa dallo stato solido a quello liquido. E se tira il vento di scirocco, essere gettati nell’imbarazzo colante è questione di un lampo.
Per quanto riguarda i gelati preconfezionati, evitate di spalancare troppo la bocca e gestite nel modo più decoroso possibile eventuali pezzi di cioccolato o copertura che sfuggono al vostro controllo. Evitate leccate plateali come mucche al pascolo e tenete a portata di mano un fazzoletto di carta per riparare con discrezione eventuali disastri.
Quando andate ospiti da qualcuno, portare il gelato è una garanzia di successo.

Ma non optate per un carnevale di gusti che poi, in breve tempo, si mischiano tra loro. Ne bastano due, una crema e una frutta. Se non avete confidenza, non lanciatevi in gusti troppo originali ed esotici. Crema, cioccolato, limone e fragola sono una certezza.

Il gelato viene servito dopo la portata principale e prima della frutta. Come ogni dessert - la parola dessert deriva dal verbo desservir, sparecchiare - è proposto quando sulla tavola rimarranno solo tovaglia, bicchieri, bevande e posate per frutta o dolce.

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