Jason, 41 anni, morto nell'attentato in Kenya: era sopravvissuto alle Torri Gemelle

Mercoledì 16 Gennaio 2019 di Simone Pierini
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Sopravvissuto all'attacco alle Torri Gemelle, muore a 41 anni nell'attentato terroristico a Nairobi

Era sopravvissuto all'11 settembre 2001, l'attentato alle Torri Gemelle. Jason Spindler, americano del Texas di 41 anni è tra le vittime del bagno di sangue che ha portato alla morte di 14 persone e 5 terroristi, uccisi l'assalto rivendicato dagli estremisti somali Al-Shabaab e durato diverse ore ad un hotel di lusso di Nairobi, in Kenya. «Era un combattente. Sono sicuro che gli ha fatto vedere l'inferno», ha scritto il fratello su Facebook. Spindler lavorava nel complesso ed era seduto in un caffè. «Stava cercando di apportare cambiamenti positivi nel terzo mondo nei mercati emergenti».

E nel caos dell'attacco si sono mescolati scherzi del destino, polemiche sulla spettacolarizzazione dell'orrore, racconti di eroismi, di paure, di esecuzioni a freddo e di grazie insperate. L'annientamento del commando è stato annunciato in tv dal presidente Uhuru Kenyatta che ha indicato in 14 il numero delle «vite innocenti» stroncate nel complesso che ospita l'hotel Dusit, ristoranti, uffici e banche. I feriti ricoverati sono almeno 30, ma c'é un cono d'ombra creato da 50 persone ancora date per «disperse». Kenyatta, nell'annunciare che «tutti i terroristi sono stati eliminati», non ha precisato quanti siano i jihadisti che fino all'alba si erano asserragliati all'ultimo dei sette piani dell'hotel in una nuova azione contro il Kenya che ha una missione militare in Somalia proprio per stanare gli Al-Shabaab dalle loro roccaforti rurali. Il capo della polizia ieri però aveva parlato di cinque terroristi in azione. Le persone evacuate dal complesso sono state più di 700, ha reso noto il presidente. 

E proprio l'immagine di un uomo riverso sul tavolo di un bar, rilanciata da grandi media come New York Time e la tedesca Bild, ha suscitato critiche di sciacallaggio sui social keniani. Scherzi del destino sono stati anche quelli di un istruttore di tecniche di autodifesa che, dopo essersi distinto per aver salvato persone in un simile attacco che gli al-Shabaab portarono contro un centro commerciale situato meno di due chilometri più a nord sei anni fa, si è prodigato anche ieri guadagnandosi l'appellativo di «supereroe».

Sopravvissuta al Westgate Mall nel 2013 quando era incinta si è salvata anche stavolta una parrucchiera di 28 anni, mentre è morto un noto tifoso che proprio martedì compiva gli anni ed è stato onorato dalla Federcalcio keniana e da un minuto di silenzio in campo. C'è poi la storia di un cameriere che, subito prima dell'attacco, é stato apostrofato da un terrorista con la domanda «Perché uccidete i nostri fratelli in Somalia?» ma é stato risparmiato dalla strage in cui una testimone ha visto uccidere a terra una donna al pian terreno del Dusit. Poi, rintanata in un bagno, ha passato una notte da incubo udendo con spari e implorando un'amica al telefono: «Dimmi che ne uscirò viva». Almeno un terrorista aveva in testa una fascia rossa con la scritta «Rispondiamo al tuo appello, Gerusalemme», a conferma di analisi secondo le quali l'attacco sia stato anche un messaggio di sostegno ai palestinesi.

Ultimo aggiornamento: 21:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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