Coronavirus, dall'Ultima cena (su Zoom) al sibilo della Azzolina: per Pasqua niente gite ma tanta ironia

Giovedì 9 Aprile 2020 di Francesco Malfetano
Coronavirus, dall'Ultima cena (su Zoom) al sibilo della Azzolina: per Pasqua niente gite ma tanta ironia

«Pasqua a casa. Niente parenti. Grazie Conte». E ancora: «Gli unici che possono uscire a Pasqua e Pasquetta sono i ruoti dal forno» di Casa Surace. Gli italiani, costretti tra le mura domestiche e in assenza della tradizionale gita fuori porta, quest’anno si preparano alle feste pasquali a colpi di meme. E così c’è pure l’immancabile Osho che, con la sospensione delle attività didattiche a distanza per le “vacanze”, fa dire alla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina «Almeno ve li godete ’n po’ sti regazzini». E giù una lunga lista di commenti di genitori non tanto soddisfatti di avere i figli sgravati dal peso dell’e-learning liberi di ciondolare tra cucina e divano per qualche giorno.

Già provati dall’ormai quasi certa fine dell’anno scolastico, i genitori italiani spesso vivono durante le lezioni a distanza gli unici momenti di pace della giornata. È l’eterna lotta per la sopravvivenza domestica, soprattutto per chi vive in spazi risicati. Ma sul tema c’è spazio anche un altro scontro di categoria, una lotta di classe volendo fare altra ironia, tra studenti e docenti, con i primi che lamentano i troppi compiti assegnati e i secondi che esultano per il meritato riposo.
 


C’è pure chi trova nell’arte l’ispirazione per qualche risata. Così Il Cenacolo di Leonardo Da Vinci diventa una chiamata su Zoom oppure oggetto di una retata della Polizia: «Organizzano cena fra amici, denunciate 13 persone. Hanno cercato di giustificarsi dicendo che era l’ultima». E anche lì, le risposte non si fanno attendere: «Sembra sia stato proprio uno dei 13 a fare la soffiata» suggeriscono nei commenti alludendo a Giuda e al suo tradimento biblico.

Tra i riferimenti religiosi però, al netto della polemica sulla riapertura delle chiese proposta da Matteo Salvini, c’è pure chi preferisce volgere il sguardo al cielo in una sorta di preghiera. L’invocazione però non è per un aiuto divino, o almeno non direttamente, ma ai Canadair della Protezione Civile che si invita a riempire di acqua santa per aspergere e benedire tutte le case del Paese. Insomma gli italiani, nell’inedita versione della Pasqua “a casa con i tuoi”, sembrano forse pronti a rinunciare a grigliate e uscite fuori porta. Ma non all’ironia.
 

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