Blake Lively sul red carpet dopo il terzo figlio, haters scatenati: «Troppo tonda, non è in forma»

Giovedì 30 Gennaio 2020

Il corpo femminile ancora in primo piano: vittima stavolta di body shaming è stata nientemeno che Blake Lively, tornata sul red carpet dopo 4 mesi dal parto del terzo figlio. Se in tanti sono stati rapiti dall’apparizione dell’attrice nello splendido abito nero di velluto griffato Dolce&Gabbana, uno sparuto numero di haters si è abbattuto con il consueto veleno criticando le rotondità del suo décolleté e la morbidezza delle sue forme.

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E i media, ça va sans dire, si sono gettati con la consueta voracità ad amplificare una scaramuccia sui social volta di nuovo a mortificare una donna per il suo peso. Presunta grassezza (ma anche nei confronti dell’eccesso di magrezza e sospetti di anoressia le critiche non mancano mai) sempre sotto i riflettori e non solo se si tratta di una celebrity. Non a caso, a poche ore di distanza dalla première a New York di “The Rhythm Section” di cui Lively è protagonista, in Italia, il deputato Filippo Sensi, interveniva alla Camera durante la discussione sulle misure per contrastare il bullismo per porre l’attenzione sulla piaga del fat shaming, invitando ad “aiutare e sostenere chi è vittima di body shaming e fat shaming, di evitare che la vergogna sia un destino ineluttabile, che la vergogna del nostro corpo sia una condanna sancita dalla nostra finitezza, dallo sguardo degli altri che può essere il gesto più violento e aggressivo di cui siamo capaci”.

Da parte sua, l’attrice- abituata come è a piegare il suo corpo a esigenze di copione - tornerà alla silhouette pre-gravidanza come già ha fatto in passato, grazie a una dieta rigorosa e a esercizi programmati insieme al suo personal trainer. E già in passato aveva tenuto a sottolineare che nessuna madre dovrebbe sentirsi costretta a perdere peso. 
 


Non è umano che a una donna si richieda di essere perfetta a poche ore dal parto, aveva tuonato Kiera Knightley dopo l’apparizione di Kate Middleton impeccabile col terzo figlio in braccio sulla soglia dell’ospedale. È spaventoso, viene da aggiungere, che una donna sia ancora costretta a giustificare i propri chili e il proprio corpo davanti al resto del mondo.

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