Torino, al liceo Cavour abolito "studente" o "ragazzo": arriva l'asterisco per il genere fluido

Torino, al liceo Cavour abolito "studente" o "ragazzo": arriva l'asterisco per il genere fluido
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Lunedì 22 Novembre 2021, 10:53

"Studente" o "studentessa" diventano "student*". "Ragazzo" o "ragazza": "ragazz*". Il liceo classico Cavour di Torino prende una posizione chiara sulla questione di genere, schierandosi dalla parte del concetto "fluido" e scegliendo l'asterisco al posto di sostantivi e aggettivi connotativi dal punto di vista sessuale. La decisione era stata presa a maggio dal Consiglio d'Istituto, su proposta di un docente nella cui una persona era in transizione di genere. La scuola - famosa per avere avuto tra i suoi allievi numerosi personaggi illustri, da Luigi Einaudi a Guido Gozzano, da Cesare Pavese a Giulio Carlo Argan - ha deciso di utilizzare per tutte le comunicazioni (collettive o individuali, esterne o interne, dalle circolari agli eventi) l'asterisco alla fine delle parole al posto del maschile o femminile. Una decisione presa dal Consiglio d'Istituto, riunito per una persona che nel precedente anno scolastico stava cambiando sesso, che ha deciso di aderire a 'Noi siamo parì, progetto del Miur per la lotta alle discriminazioni. «Le generazioni che frequentano adesso le superiori sono molto avanti. C'è una grande sensibilità verso questi temi e la risposta è stata estremamente positiva. Abbiamo formalizzato all'interno di un regolamento quello che loro vivono nella quotidianità - racconta il preside Vincenzo Salcone - La nostra Costituzione vieta le discriminazioni, incluse quelle sul sesso. Non abbiamo fatto niente di rivoluzionario, se non dare attuazione al trattato costituzionale nelle nostre normative interne». 

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Le polemiche

Una decisione che ha suscitato non poche polemiche.«Un conto è il rispetto, altro conto è una folle corsa verso il niente. Basta». Lo scrive su twitter il leader della Lega Matteo Salvini commentando la decisione del liceo classico Cavour di Torino di utilizzare l'asterisco per tutte le comunicazioni (collettive o individuali, esterne o interne, dalle circolari agli eventi) l'asterisco alla fine delle parole al posto del maschile o femminile.

Esiste un modo per non discriminare che non storpia l'italiano. In questo la scuola dovrebbe dare l'esempio, non cedere a provvedimenti ideologici che peraltro anziché difendere l'identità di ognuno, l'annientano». Augusta Montaruli, parlamentare torinese di Fratelli d'Italia, annuncia così l'intenzione di scrivere al ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi,

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