ROMA

Roma, scuola senza prof ,caos ore di lezione: ne salta una su tre

Venerdì 20 Settembre 2019 di Lorena Loiacono e Camilla Mozzetti

«Maestra che facciamo oggi?». «Leggiamo un libro se vi va». Che il tempo per spiegare i confini geografici dell'Italia, le grandi Capitali d'Europa e del Mondo deve ancora arrivare. Così come incerta è la partenza per le lezioni di Storia, ad esempio, o per quelle di Tecnica e ancora di Storia dell'arte. A pochi giorni dalla riapertura ufficiale delle scuole di ogni ordine e grado, avvenuta lo scorso 16 settembre, nella Capitale permane ancora un problema che, nella migliore delle ipotesi, si risolverà solo ad ottobre inoltrato. Mancano i docenti, gli educatori, il personale di segreteria e quello necessario per il sostegno di bambini disabili. Quale l'effetto? Che in una scuola su tre, poiché non si può chiudere la struttura e rimandare gli alunni a casa, vengono arruolati supplenti giornalieri per coprire una o più ore di lezione. Insegnanti, tuttavia, che non manterranno l'incarico fino al prossimo giugno e che vengono impiegati per tamponare l'emorragia di personale - causata tanto dai pensionamenti di Quota 100 quanto dalle malattie, dai congedi, dai trasferimenti - che ha indebolito fortemente l'organico delle scuole.
E allora ecco che da una parte le lezioni vere e proprie di quelle materie disciplinari obbligatorie non sono ancora partite e sempre in un caso su tre le dirigenze sono state costrette ad anticipare l'uscita e sospendere, almeno in queste settimane, il tempo pieno.

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A SINGHIOZZO
A scuola ci si va, ma per fare poco o nulla e si esce anche prima (alle 14.30 rispetto all'orario prolungato delle 16.30) perché non bastano neanche i supplenti giornalieri. «La situazione generale - commenta il numero uno dei presidi Mario Rusconi - è completamente inaccettabile». Entrando nel dettaglio, da un'analisi condotta dall'Anief Roma, l'Associazione nazionale insegnanti e formatori, soprattutto alle medie in questi giorni si è perso il 30% delle ore di lezione settimanali. «Dal punto di vista formativo - spiega Chiara Cozzetto dell'Anief Roma - il problema vero è dato dalle supplenze balletto, dal personale cioè che viene impiegato giornalmente per non lasciare una classe scoperta, ma che non manterrà l'incarico fino alla fine del prossimo giugno perché l'Ufficio scolastico regionale sta ancora procedendo con le assegnazioni e la procedura non è conclusa». Alle medie dell'Istituto comprensivo Villaggio Prenestino, ad esempio, si esce alle 14.30 anziché alle 16.30, e i docenti in servizio ammontano al solo 40% del totale necessario per circa 1.200 alunni. Al Lucio Fontana di Labaro mancano 8 docenti alla primaria, altrettanti per il sostegno e 2 alle medie. «In questa situazione - spiega la dirigente, Lucia Presilla - si mette a rischio la programmazione generale che punta a portare avanti la didattica in modo univoco nelle diverse sezioni. Viviamo nell'incertezza». Stessa condizione, infine, all'Istituto comprensivo Manin di via dell'Olmata dove mancano 10 docenti, all'Istituto Pio La Torre (XIV Municipio) in cui mancano 38 insegnanti e 8 di sostegno e all'Istituto Uruguay (III Municipio) dove il personale per bimbi portatori di handicap si ferma a 20 unità rispetto alle 40 necessarie.

Ultimo aggiornamento: 08:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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