Giuseppe, morto a 16 anni durante lo stage. Aperto fascicolo per omicidio stradale

Giuseppe, morto a 16 anni durante lo stage. A Torino sale la protesta degli studenti: 20 scuole occupate
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Martedì 15 Febbraio 2022, 11:19 - Ultimo aggiornamento: 15:42

La Procura della Repubblica di Ancona aprirà un fascicolo per omicidio stradale in relazione alla morte di Giuseppe Lenoci, il 16enne del Fermano morto ieri in un incidente stradale mentre era in viaggio a Serra dè Conti (Ancona) nell'ambito di uno stage con una ditta di termoidraulica. La pm Serena Bizzarri è ancora in attesa della relazione dei carabinieri sul sinistro e al momento non intende chiedere l'autopsia. Il magistrato non si è pronunciato, ma dovrebbe procedere nei confronti del conducente del furgone aziendale finito fuori strada, un dipendente 37enne della ditta rimasto ferito.

Sale la protesta degli studenti dell'area metropolitana di Torino in seguito alla morte nelle Marche di Giuseppe Lenoci, uno studente di 16 anni che stava facendo uno stage. A un mese dalla morte a Udine di un altro studente in stage, il 18enne Lorenzo Parelli, salgono a venti le scuole occupate. A quelle dei giorni scorsi questa mattina si sono aggiunti infatti l'istituto Regina Margherita e l'istituto Albe Steiner, sotto la Mole, e a Pinerolo l'istituto Buniva. In programma al Regina Margherita, nel pomeriggio, l'assemblea cittadina studentesca.

«Gli studenti non ci stanno, a Torino scenderemo in piazza questo venerdì in piazza XVIII dicembre per la mobilitazione nazionale contro stage, maturità e repressione - annuncia Federico Bernardini, presidente della Consulta degli studenti di Torino -. Questa è la scuola che hanno voluto governi e padroni. Sappiamo cosa fare, nessuno ha più scuse. Attendiamo la prossima conferenza della Lamorgese in cui ci spiegherà di nuovo che queste morti simboleggiano la ripresa del Paese, o parlerà ancora di fantomatici infiltrati nelle proteste degli studenti».

 

Bianchi: formazione non surrogato lavoro

«Tutta la mia vicinanza da padre ma non era alternanza scuola lavoro: Giuseppe stava facendo un percorso di formazione professionale triennale, la rivisitazione va fatta ma vanno coinvolte le Regioni. Un conto è l'alternanza scuola lavoro e un conto è la formazione professionale: dobbiamo rivedere il sistema per una educazione fuori dalle scuole e dai centri di formazione professionale. Ci deve essere un percorso formativo ed uno educativo con esperienze fuori dalla scuola ma non può essere un surrogato del lavoro, deve prevalere il rapporto educativo». Così il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi a Mattino Cinque.

«In molte regioni abbiamo il 25-30% dei ragazzi che si disperdono durante il percorso scolastico. La formazione professionale è uno strumento potente anche per ridurre la dispersione ma bisogna mettere l'accento sulla parte educativa e formativa. Tanti iniziano un percorso e non lo finiscono, la formazione professionale è una parte del sistema educativo anche se regolato dalle Regioni; bisogna accompagnare le persone al lavoro. C'è poi un tema di formazione permanente nel nostro Paese. Bisogna coinvolgere di più le imprese come soggetti attivi sul territorio, per questo insistiamo sul patto di comunità», ha proseguito Bianchi il quale ha chiarito di non voler «ridurre le responsabilità» del ministero. «Sono eventi drammatici che non devono capitare come non possono esserci mille morti sul lavoro», ha concluso.

Il legale della famiglia: sono distrutti

«La famiglia di Giuseppe è letteralmente distrutta, sono quelle cose che non devono mai capitare, l'unica cosa che uno non vorrebbe mai ricordare è la morte del proprio figlio». Così all'ANSA l'avv. Arnaldo Salvatori legale della famiglia di Giuseppe Lenoci, il 16enne di Monte Urano (Fermo) morto ieri in un incidente stradale durante uno stage in un'azienda termoidraulica, all'uscita dall'Istituto Artigianelli di Fermo, frequentato dal ragazzo. Il legale, che si è recato all'Artigianelli per verificare la regolarità dello stage, al di là del rapporto professionale, è vicino di casa e amico della famiglia di Giuseppe (il padre Sabino, la madre Francesca, il fratellino minore). «I genitori mi hanno detto Giuseppe era al secondo stage - racconta l'avv. Salvatori - che era molto soddisfatto di ciò che faceva: tornava a casa stanco ma contento, purtroppo è successo quello che non doveva succedere. Il fine settimana, siccome era amante del calcio, Giuseppe faceva le sue partite, penso giocasse in una squadra. Era amante del calcio - ricorda il legale -, era un ragazzo semplice e perbene». «Stamattina il preside dell'Artigianelli era assente - riferisce il legale - mi dovranno fornire tutti i dati per verificare la regolarità dello stage. Il tutor dovrebbe essere lo stesso titolare dell'azienda presso cui faceva lo stage, non so se il conducente dell'auto era il suo tutor, so solo che è ricoverato».

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