La Generazione Z e i danni della Dad: «I ragazzi non sanno più scrivere o parlare: c'è chi non distingue destra e sinistra»

La Generazione Z e i danni della Dad: «I ragazzi non sanno più scrivere o parlare: c'è chi non distingue destra e sinistra»
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Venerdì 11 Febbraio 2022, 15:32 - Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 14:04

Studenti di 12 o 13 anni che non sono più in grado di scrivere un tema o affrontare un'interrogazione orale. Bambini che a 10 anni non conoscono la differenza tra destra e sinistra, non sanno disegnare, suddividere un foglio, tenere la matita. Cosa sta succedendo alla generazione Z? E' un grido d'allarme quello che proviene da Annalisa Laudando, preside dell'Istituto comprensivo via Poseidone a Roma, a cui sono iscritti più di 1100 studenti. «Alle primarie e alle medie è emersa da questi ultimi scrutini una incapacità espositiva nella produzione orale e scritta. C'è stato un abbassamento molto forte dei livelli. Quest'anno in terza media sarà reintrodotta la prova scritta di italiano. Non so come i ragazzi che non sono più abituati si cimenteranno con un testo argomentativo.  Anche in inglese ci sono grosse difficoltà, sia le primarie che le secondarie sono scese di un livello rispetto a prima della pandemia. Certamente oltre alla dad, ha inciso anche la sospensione del Trinity e del Delf per il francese. Così si posizionano sulla sufficienza».

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Eccellenze? «Pochi 9 e nessun 10. Ha eccelso l'8-9% della popolazione scolastica, contro il 20-25% del pre-pandemia. Tante insufficienze in matematica, infatti attiveremo corsi di recupero mirati. E soprattutto grossissimi disagi per gli stranieri, che sono il 45,6% della popolazione scolastica - risponde la Dirigente - Abbiamo dovuto attivare tantissimi piani didattici personalizzati, ovvero semplificazioni delle programmazioni con obiettivi minimi. Anche qui le valutazioni sono comunque più basse rispetto a prima: gli stranieri si sono assestati sul livello base, pochi a quello intermedio. Anni fa il livello era invece medio alto. La dad e la scuola ad intermittenza hanno danneggiato tutti, ma soprattutto le situazioni più disagiate. La scuola in presenza è fondamentale».

 

I danni psico-fisici

Cosa è emerso dagli scrutini sul fronte psico fisico? «Ho notato che alla primaria le maestre hanno dato valutazioni basse in educazione fisica, livello base o al massimo intermedio. Ho chiesto spiegazioni. Mi hanno risposto che i bambini delle elementari spessissimo, anche in quinta, non conoscono la differenza tra destra e sinistra, sono goffi, scoordinati sul dove andare. Terribile - intercala la preside - questo mi ha lasciato perplessa. Cosa sta succedendo? Possibile che siano tutti in questa situazione? Inoltre, sulla valutazione artistica alla primaria abbiamo riscontrato che non sanno disegnare, non sanno suddividere un foglio, tenere la matita, organizzare il lavoro all'interno di un foglio». Come mai? «Vivono molto la realtà virtuale. Li chiamo generazione pollice opponibile, bravissima con la play station ma che poi non sa riversare su un foglio di carta la percezione di una immagine e la realizzazione della stessa. Vivono attraverso il cellulare anche fra loro, in presenza, facendosi selfie e postando su instagram e tik tok. C'è una sovraesposizione al digitale che andrebbe rivista. Dai docenti e dalla società in generale che ci circonda».

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