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Covid, come tornare a scuola in sicurezza? Dalle mascherine alle assenze: le risposte alle domande dei lettori

Sabato 12 Settembre 2020
Covid, come tornare a scuola in sicurezza? Dalle mascherine alle assenze: le risposte alle domande dei lettori

Il grande giorno è arrivato. Dal 14 settembre si ritorna a scuola. Tra mille polemiche e difficoltà infatti, le aule italiane torneranno finalmente ad accogliere i propri studenti. Nulla però sarà più come prima per alunni, famiglie e personale scolastico. E non solo per l’obbligo di indossare la mascherina in classe o per quello di tenere sempre e comunque la distanza di un metro dai propri compagni. Ci sarà da misurare la temperatura ogni mattina prima di uscire di casa o, ad esempio, per i docenti, trovare il modo di correggere i compiti evitando di avvicinarsi troppo ai propri alunni. 

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Domani in pratica, varcare la soglia delle scuole italiane significa per tutti ricominciare da zero. È inevitabile quindi che oggi a farla da padrone siano dubbi, incertezze e perplessità. 
Per questo, il Messaggero ha lanciato una campagna con cui ha chiesto ai suoi lettori di inviare attraverso il sito tutte le proprie domande. Quesiti, più o meno frequenti, a cui abbiamo risposto con l’aiuto di diversi esperti per provare a fornire una guida pratica. Una bussola utile a non farsi trovare impreparati quando, domani mattina, si dovrà iniziare questa “nuova avventura”. 


Da sinistra, Annamaria Staiano, Paola Senesi, Daniela Chieffo e Barbara Riccardi

I CONSIGLI
Così insieme ad Annamaria Staiano e Daniela Chieffo, rispettivamente un’autorevole pediatra ed una brillante psicologa, abbiamo provato a supportare i genitori nella definizione delle giuste pratiche da adottare per bambini ed adolescenti. Stabilire una routine corretta sin dall’inizio è infatti un elemento che semplifica a tutti la gestione di un’esperienza tanto complessa. Con Paola Senesi e Barbara Riccardi, una attenta dirigente scolastica ed una delle eccellenze tra le maestre italiane, abbiamo invece provato a chiarire cosa accadrà a livello organizzativo e a livello didattico quando le aule di mezza Penisola riprenderanno improvvisamente vita con regole nuove. 
(a cura di Lorena Loiacono e Graziella Melina)

 

Domande & risposte

1. È sicuro tornare in classe? Come spiegare ai bimbi i comportamenti corretti da adottare senza creare ansia?
Sì, purché si rispettino tutte le regole di sicurezza necessarie per evitare il contagio, sia in classe che nel tragitto da casa. I bambini si sentiranno al sicuro se ci sarà, sia da parte dei genitori che dei docenti, una comunicazione lineare e rassicurante. Anche i più piccoli hanno bisogno di esserci e di partecipare, ma soprattutto di sapere.

2. A chi spetta misurare la febbre ai ragazzi, alla scuola o va fatto a casa? E perché è importante?
Per tutelare la propria salute e quella degli altri, è fondamentale che la temperatura corporea sia misurata a casa. La misurazione domiciliare, che va fatta dunque ogni mattina, consente di prevenire la possibile diffusione del contagio nel tragitto tra la casa e la scuola, sui mezzi di trasporto utilizzati e nell’attesa di entrare a scuola.

3. Mascherine/1: da quale età vanno usate? Fanno male? E vanno tenute sempre o possono essere tolte?
Le mascherine devono essere indossate da tutti, tranne che dai bambini di età inferiore ai 6 anni e dai soggetti con disabilità incompatibili con l’uso prolungato della mascherina. Può essere tolta eventualmente quando si sta seduti al banco. Quelle chirurgiche, più traspiranti, possono essere indossate a lungo senza alcun problema.

4. Mascherine/2: per i bambini vanno bene anche quelle di stoffa fantasia o servono le chirurgiche?
I bambini possono utilizzare anche le cosiddette mascherine “di comunità”, ovvero di stoffa, quindi lavabili e riutilizzabili o, quando possibile, di “tessuto non tessuto”. Il requisito fondamentale è che la trama del tessuto sia sufficientemente fitta da consentire una azione di barriera nei confronti delle “goccioline di saliva”.

5. Screening a scuola: è opportuno che anche i piccoli facciano il test? E come funzionerà?
Non sono ancora disponibili indicazioni definite sullo screening che potrà essere effettuato ai bambini a scuola. Si ipotizza che i bambini potrebbero essere sottoposti a test salivari, meno invasivi rispetto al tampone nasale, a campione e da ripetersi più volte nel corso dell’anno scolastico. Sarà sempre necessaria l’autorizzazione dei genitori.

6. In caso di tosse o di raffreddore senza febbre, bisogna tenere i ragazzi a casa?
I bambini che vanno a scuola non devono avere sintomi quali: raffreddore, tosse, diarrea, febbre. In ogni caso, è meglio tenerli a casa e contattare il pediatra. E’ importante che queste norme di sicurezza nei confronti dei più piccoli non vengano vissute con timore: i genitori devono adottare le stesse norme di buon senso già raccomandate prima dell’emergenza Covid.

7. Quando è raccomandata la vaccinazione anti influenzale? Ha controindicazioni?
E’ importante che tutti i bambini di età superiore ai 6 mesi che siano ad alto rischio di complicanze o ricoveri a seguito di influenza vengano vaccinati. I bambini di età inferiore ai 6 mesi, invece, possono essere protetti indirettamente vaccinando la mamma e i familiari. Nel caso di malattie acute, è bene rimandare la vaccinazione a guarigione avvenuta.

8. È sicuro mandare i bambini a giocare a casa di un amichetto dopo la scuola?
E’ opportuno far prevalere sempre il “buon senso”, evitare incontri con più di 2-3 bambini e rispettare le norme di sicurezza: far lavare frequentemente le mani, rispettare il distanziamento o indossare la mascherina. Bisogna garantire un adeguato ricambio di aria negli ambienti ed è raccomandata la disinfezione dei giochi e degli oggetti utilizzati.

9. Materiale didattico e giochi, soprattutto alla materna, sono sicuri? Si possono condividere?
Per ridurre al minimo il rischio di trasmissione del virus, è bene che il materiale didattico e i giochi vengano sempre sottoposti a disinfezione dopo l’utilizzo. Per i bambini delle scuole materne, è meglio prediligere la formazione di piccoli gruppi fissi, ed è importante che per ciascun gruppo si utilizzino sempre gli stessi giocattoli.

10. I banchi singoli e le raccomandazioni sulla distanza peseranno sullo sviluppo emotivo?
In questo periodo è bene che la distanza venga rappresentata come un nuovo laboratorio sociale: le relazioni possono essere vissute anche in prossimità con esperienze legate allo sguardo, al gesto, alla parola e all’empatia. La mancanza del contatto fisico potrebbe incidere sul bisogno affettivo, ma può essere vissuta come un senso di responsabilità e di rispetto nei confronti dell’altro.

11. Ci sarà l’ora di educazione fisica? E per il pomeriggio quali sono gli sport da preferire?
Le attività sportive saranno possibili purché si rispettino le misure di sicurezza. Sia a scuola che nelle attività pomeridiane bisogna prediligere lo svolgimento di sport all’aperto. Al chiuso sarà necessario garantire l’areazione dei locali e il distanziamento. Sono sconsigliati i giochi di squadra e di gruppo. Meglio optare per gli sport individuali.

12. Durante le lezioni on line le assenze come saranno calcolate? E la webcam può essere lasciata spenta?
La didattica digitale integrata è didattica a tutti gli effetti quindi le assenze devono essere considerate. A meno che non si tratti di un problema legato alla possibilità di collegarsi online, in quel caso l’alunno dovrà avvisare del problema. Sarà il consiglio di istituto a stabilire un regolamento in questo senso, anche per valutare la possibilità di lasciare l’audio e il video accesi durante la lezione.

13. Se uno studente non ha il computer a casa può rifiutarsi di fare lezione on line?
Se uno studente non dispone di un computer o di un tablet o della connessione necessaria per fare lezione, dovrà avvisare la scuola. L’istituto, una volta venuto a conoscenza del disagio, dovrà farsi carico delle necessità manifestata dall’alunno. Gli istituti hanno ricevuto di fondi ad hoc per intervenire in queste situazioni. La didattica digitale integrata può andare a regime solo se tutta la classe può seguire le lezioni.

14. Cosa cambierà per il tempo pieno? Quali garanzie di igiene se si mangia al banco?
Il tempo pieno deve essere garantito. In questa prima fase dell’anno scolastico, senza i docenti e i banchi necessari, è probabile che l’orario di 40 ore settimanale non venga garantito. Ma una volta arrivate le risorse, l'orario sarà rispettato così come il servizio mensa: senza lo spazio necessario, gli studenti mangeranno in classe. Prima di pranzo vanno al bagno mentre gli addetti alle pulizie igienizzano i banchi prima che dell’arrivo del lunch box.

15 - Le maestre potranno avvicinarsi ai bambini? Come li correggeranno ad esempio nella scrittura?
Le maestre non possono avvicinarsi agli alunni, se non hanno la mascherina. Se i docenti ne hanno la disponibilità, possono indossare per una maggiore sicurezza sia la mascherina sia la visiera sul volto. La correzione degli esercizi in classe può avvenire ad esempio in una modalità “di gioco”: vale a dire con correzioni di gruppo dove non si renda necessario il contatto con i bambini. 

16. Se un ragazzo arriva tardi ad esempio per la carenza di bus, che accade? Quanti ritardi saranno tollerati?
Se uno studente arriva tardi a scuola, perché ha incontrato problemi con il trasporto pubblico, la scuola potrà tollerare con elasticità i ritardi registrati. Le famiglie possono segnalare per tempo il percorso che lo studente deve svolgere da casa a scuola. Gli istituti spesso conoscono le criticità del traffico locale e quest’anno potranno prendere i disagi, giustificando gli studenti

17. Come funzionerà con la correzione dei compiti? I docenti potranno toccare i quaderni?
Di norma i docenti non possono toccare il materiale didattico degli studenti. Nel caso in cui ci sia bisogno di correggere gli esercizi, ad esempio sui quaderni, gli insegnanti possono toccarli solo utilizzando i guanti e igienizzando puntualmente le mani. Altrimenti i docenti possono portare via i quaderni, in una busta chiusa, e aspettare 24 ore per aprire la busta e correggere i compiti svolti sui quaderni

18. Libri e materiale scolastico potranno essere lasciati in classe o andranno riportati sempre a casa?
Gli studenti non possono assolutamente lasciare libri e quaderni in classe. Sia perché i banchi singoli spesso non lo permettono e gli armadietti non ci sono più per fare spazio in aula, sia perché andrebbe comunque igienizzato tutto. Gli alunni quindi portano la mattina in classe solo lo stretto necessario per la giornata scolastica. Senza sovraccaricare lo zaino per evitare problemi alla schiena.

19. Le ore di lezione tagliate in queste prime settimane saranno mai recuperate?
Le ore di lezione che in questa fase iniziale vengono tagliate, probabilmente non verranno recuperate. La scelta di ridurre l’orario scolastico è imposta dall’impossibilità di fare lezione perché mancano gli spazi e perché i docenti ancora non ci sono. Come ogni anno, con l’orario provvisorio e ridotto, queste ore non verranno recuperate neanche durante l’anno. Le lezioni brevi serviranno comunque a creare il gruppo classe

20. Viaggi d’istruzione o anche solo gite nella propria città, quest’anno si potranno fare?
Se la curva dei contagi lo permetterà, quest’anno le gite si potranno svolgere in primavera. La linea prevista, per ora, è di individuare mete vicine alle scuole, come nelle città d’arte italiane, preferendo di non andare all’estero. Le incognite sulla condizione internazionale sono ancora tante perciò le decisioni in merito ai viaggi di istruzione verranno comunque prese a gennaio quando la situazione dei contagi sarà chiara

21. Casi sospetti o positivi a scuola: chi avviserà le famiglie e cosa accadrà al resto della classe?
Se nella scuola si dovesse presentare un caso sospetto durante la mattinata di lezione, lo studente verrà isolato nell’aula Covid e il referente Covid avviserà la famiglia che lo andrà a prendere direttamente a scuola per portarlo a casa e allertare i medici. In caso di positività, la Asl avvia allora le indagini previste decidendo di avvisare i contatti dello studente valutando di metterli in quarantena.

22. Ogni scuola deve indicare un “responsabile Covid”: sarà un insegnante, un non docente o un medico?
Ogni scuola deve individuare un referente Covid: una persona interna all’istituto. Può essere un docente, un addetto alla segreteria, ai laboratori o alle pulizie, oppure il dirigente scolastico. Deve essere adeguatamente formato per fare da tramite tra la scuola e il personale medico della Asl di riferimento. Monitora le assenze della scuola, verificando e ci sono percentuali troppo alte, superiori al 30%.

23. Come si svolgerà la ricreazione? Davvero i ragazzi dovranno restare seduti per tutto il giorno?
La ricreazione si farà nella maggior parte dei casi in classe, perché se tutti gli alunni dovessero uscire in corridoio si creerebbero situazioni di rischio. Per fare merenda è invece necessario stare seduti al banco perché la mascherina non può essere indossata. Per evitare di lasciare i ragazzi seduti per 8 ore al giorno, le scuole che hanno un cortile o un giardino possono organizzare la ricreazione su più turni all’aria aperta.

24. Le scuole che hanno un giardino esterno potranno usarlo anche per l’educazione fisica?
E’ consigliabile fare le lezioni di educazione fisica e le attività motorie all’aria aperta, per garantire la sicurezza anti Covid. Quindi le scuole che dispongono di un giardino o di un cortile, soprattutto nel caso in cui la palestra fosse occupata dall’allestimento di nuove aule, devono allestire delle aree, anche con una pavimentazione di sicurezza e adeguata alle attività sportive, per portare le classi.

25. Questa generazione di studenti quanto risentirà dal punto di vista didattico della pandemia?
Inevitabilmente durante il lockdown la didattica è andata a rilento e gli studenti hanno perso molto di quanto avrebbero dovuto fare. L’anno scolastico 2020-2021 ha il compito di recuperare le lezioni perse, i docenti potranno riprendere le lezioni dell’anno passato e riprendere il filo. Senza le risorse necessarie non sarà possibile: è per questo indispensabile avviare la didattica in maniera adeguata quanto prima. Le somme si tireranno nell’anno 2021-2022. 

26. C’è da aspettarsi che i professori (soprattutto alle superiori) siano più “buoni” vista la situazione?
I docenti hanno sempre il compito di comprendere le condizioni in cui si svolge l’apprendimento degli studenti, per capirne le difficoltà e le reali criticità e trovare la strada più efficace. Anche in questa situazione, quindi, i docenti devono necessariamente tenere conto delle difficoltà aiutando la classe a riprendere la didattica nella maniera più funzionale possibile per gli alunni.

27. Come si può creare il “gruppo classe” tra mascherine e lezioni a distanza?
Per riuscire a creare il “gruppo classe” le prime verranno accolte in presenza evitando il più possibile la didattica online in questa prima fase dell’anno scolastico. Inevitabilmente però mancherà il contatto così come la presenza della figura del “compagno di banco”. Per limitare le distanze tra gli studenti, anche nelle classi intermedie, sarà importante creare situazioni di gruppo, magari anche all’aperto, per evitare che questo aspetto venga tralasciato

28. Le ferie di Natale e Pasqua quest’anno dovrebbero svolgersi come sempre o potrebbero accorciarsi?
Le feste di Natale e di Pasqua sono state già decise e individuate dal calendario scolastico. Rispecchiano gli stessi giorni e la stessa durata degli anni scorsi, senza implicazioni legate all’emergenza Covid. Non ci saranno riduzioni quindi, nei giorni di pausa, è importante garantire i 200 giorni di lezione: qualora ci fossero difficoltà legate ai contagi, le lezioni si sposterebbero online

29. Didattica a distanza: può incidere negativamente sull’apprendimento?
La didattica a distanza rischia di perdere momenti importanti delle lezioni , legati anche alla presenza in classe. Per far sì che le lezioni possano funzionare online, è necessario assicurare a tutti gli strumenti necessari. Una base solida di partenza, fatta di computer, tablet e connessione adeguati al traffico necessario di una didattica a distanza, è l’aspetto principale e imprescindibile. Su questo le scuole dovranno provvedere a verificare le disponibilità delle famiglie.

Ultimo aggiornamento: 13 Settembre, 23:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA