Scuola, oltre 170mila studenti disabili costretti a cambiare insegnante di sostegno, ma i docenti non ci sono

Giovedì 8 Ottobre 2020

Oltre 170mila studenti disabili, il 59% del totale, costretto a cambiare insegnante di sostegno, ricorrendo anche a personale non specializzato. La crisi dei docenti si aggrava ogni giorno di più e, secondo quanto affermato dalla rivista specializzata Tuttoscuola, probabilmente nemmeno i concorsi riusciranno a risolvere un problema che sta diventando cronico. 

 

La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina aveva provato a frenare la crisi, bandendo un concorso straordinario che dovrebbe prendere il 22 ottobre con la prova scritta, nonostante l'avversione dei sindacati. La notizia riguarderebbe per il momento la scuola secondaria ed già stata pubblicata dagli uffici Scolastici regionali. 

 

I candidati, tuttavia, sarebbero meno dei posti a disposizione. Lazio ed Emilia Romagna hanno già reso noto il calendario di tutte le prove, consentendo di conoscere il numero di coloro che sosterranno la prova. In Emilia, per 322 posti messi nella scuola secondaria di I grado, si sono presentati in 74, appena il 23%. Stesso discorso per la secondaria di II grado: qui i candidati sono 68 su 205 posti (33%). Cambiando regione la sostanza resta invariata. Nel Lazio su 564 posti di sostegno nella secondaria di I grado, gli aspiranti sono 173 (30%). Proporzioni opposte per la secondaria di II grado, dove a fronte di 43 posti, i candidati risultano 346. 

 

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Ne deriva che, seppur in Emilia i candidati dovessero risultare tutti vincitori, rimarranto scoperti ben 385 posti, su 527 banditi: un vuoto corrispondente al 73% del totale. Nel Lazio, secondo lo stesso principio, i posti da riempire sarebbero 391. 

 

In tutta italia, il concorso straordinario bandisce 5.699 posti - prevalentemente al Nord - con una distribuzione di 4.069 per la secondaria di primo grado e 1.600 per la secondaria di secondo grado. La paura è che le proporzioni di Lazio ed Emilia possano essere replicate anche in altre regioni, amplificando una crisi già dirompente.

 

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