CORONAVIRUS

Scuola, «almeno un compagno di classe ha abbandonato a causa del Covid». Lo dichiara il 28% degli alunni

Martedì 5 Gennaio 2021
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Scuola, «almeno un compagno di classe ha abbandonato a causa del Covid». Lo dichiara il 28% degli alunni

Il 28% degli adolescenti dichiara che dall'inizio della pandemia almeno un compagno nella propria classe ha smesso di frequentare la scuola. Tra le cause principali delle assenze durante la Dad la difficoltà di connessione e la mancanza di concentrazione. È quanto emerge da un'indagine, «I giovani ai tempi del Coronavirus», condotta da Ipsos per Save The Children che analizza opinioni, stati d'animo e aspettative di studenti tra i 14 e i 18 anni.

 

L'indagine

 

Sulla base dei dati dell'indagine, la stima è che almeno 34mila studenti delle superiori, a causa delle assenze prolungate, potrebbero trovarsi a rischio di abbandono scolastico.

 

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Impreparati

 

Più di uno studente su 3 si sente impreparato e il 35% quest'anno deve recuperare più materie dell'anno scorso. Stanchezza (31%), incertezza (17%) e preoccupazione (17%) sono i principali stati d'animo che gli adolescenti dichiarano di vivere in questo periodo sulla base di un'indagine svolta da Ipsos per Save The Children dal titolo «I giovani ai tempi del Coronavirus», realizzata su un campione di studenti dai 14 ai 18 anni.

Più di 1 ragazzo su 3 (35%) ritiene che la propria preparazione scolastica sia peggiorata. Uno su 4 deve recuperare materie e, fra coloro che devono recuperare, il 23% ha 3 o più di tre materie insufficienti. Confrontando la propria performance di questo anno in termini di materie da recuperare, il 35% afferma di averne di più rispetto allo scorso anno, con ampie oscillazioni regionali: 44% al Nord Ovest e 26% al Sud. Oscillazioni che si ripetono anche sulle diverse fasce d'età: ben 1 su 4 fra i ragazzi di 16-18 anni afferma di aver meno materie da recuperare a fronte di solo il 14% degli studenti di 14-15 anni.

Quasi 4 ragazzi su 10 ritengono che il periodo a casa da scuola stia avendo ripercussioni negative sulla propria capacità di studiare (37%) e (più di uno su 4) sul proprio rendimento scolastico (27%). Esiste, in ogni caso, un 16% di adolescenti che valuta invece positivamente le ripercussioni di questo periodo sulla propria capacità di studio (il dato sale al 18% tra i ragazzi tra i 16 e i 18 anni) e un 47% che non rileva un particolare impatto. Gli adolescenti dicono di sentirsi stanchi (31%), incerti (17%), preoccupati (17%), irritabili (16%), ansiosi (15%), disorientati (14%), nervosi (14%), apatici (13%), scoraggiati (13%), in un caleidoscopio di sensazioni negative di cui parlano prevalentemente con la famiglia (59%) e gli amici (38%), ma che per più di 1 su 5 rimangono un pesante fardello da tenersi dentro, senza condividerlo con nessuno (22%).

 

L'accusa agli adulti

 

I ragazzi si sentono esclusi dalle scelte per il contrasto alla diffusione del Covid, che li hanno visti penalizzati nell'interruzione delle attività scolastiche in presenza: il 65% è convinto di star pagando in prima persona per l'incapacità degli adulti di gestire la pandemia, il 43% si sente accusato dagli adulti di essere tra i principali diffusori del contagio, mentre il 42% ritiene ingiusto che agli adulti sia permesso di andare al lavoro, mentre ai giovani non è permesso di andare a scuola. Sono alcuni dei dati contenuti dall'indagine fatta da Ipsos per Save The Children, dal titolo «I giovani al tempo del Coronavirus» su un campione di ragazzi dai 14 ai 18 anni.

 

 

Ultimo aggiornamento: 07:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA