CORONAVIRUS

Scuola, caos graduatorie: scontro tra sindacati e Azzolina. Speranza: «Priorità il ritorno»

Mercoledì 2 Settembre 2020
Speranza: «Priorità assoluta è riaprire le scuole». E sul vaccino: «Le prime dosi entro il 2020»

È di nuovo alta la tensione tra i sindacati della scuola e la ministra Lucia Azzolina. Terreno di scontro dell'ennesimo braccio di ferro sono le Graduatorie dei supplenti (Gps) che quest'anno per la prima volta sono state interamente digitalizzate. Sono oltre 753 mila gli aspiranti che hanno chiesto, dal 22 luglio al 6 agosto, l'iscrizione nelle graduatorie, per un totale di quasi due milioni di domande visto che gli insegnanti potevano iscriversi per più classi di concorso. Ad accendere la miccia è stata la parziale pubblicazione delle graduatorie da parte degli Uffici territoriali da cui - secondo i sindacati - sono emersi «evidenti errori nei punteggi» ed un caos tale da essere foriero di innumerevoli ricorsi. E così le principali 5 sigle sindacali del settore (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, e Gilda Unams) hanno scritto alla ministra Azzolina un telegramma, che è un «atto di messa e mora e diffida», per chiedere di non utilizzare le graduatorie digilitalizzate e di ritornare ai vecchi elenchi.

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Immediata la replica dell'Azzolina: «Insensato parlare di caos» visto che «le segnalazioni sono pochissime» e « tutte in via di risoluzione», ha detto, garantendo che le nomine per i supplenti avverranno entro il 14 settembre, come stabilito. Anzi a giudizio della ministra la novità della digitalizzazione «consentirà nomine più rapide» ed ha «permesso, in sede di valutazione delle domande presentate, di rilevare subito eventuali anomalie e dichiarazioni nulle». «Tutte le richieste sono state valutate e hanno portato all'esclusione - ha sottolineato Azzolina - di quasi 40 mila domande che presentavano anomalie» ed ha «consentito, ad esempio di individuare più rapidamente la dichiarazione di titoli inesistenti da parte di alcuni aspiranti a garanzia di tutte e tutti coloro che, invece, hanno presentato correttamente la loro domanda». Parlare di caos per la ministra è dunque «infondato, pretestuoso e fuorviante» e significherebbe «ignorare lo sforzo fatto dal personale» e «rinviare la modernizzazione di un sistema che viveva di regole vecchie di venti anni», Proprio i precari (Comitato Nazionale Docenti Precari) oggi hanno fatto sentire la loro voce con una manifestazione in piazza Montecitorio per chiedere «insegnanti in cattedra a settembre», «apertura in sicurezza» della scuola e per riaffermare, come scritto sui cartelli che avevano appesi al collo, «non sono un docente usa e getta». Sul fronte della sicurezza una rassicurazione viene dal ministro della Salute Roberto Speranza: l'Italia è «l'unico paese in Europa e nel mondo - ha sostenuto - che metterà a disposizione 11 milioni di mascherine per studenti e personale scolastico» precisando che si tratta di mascherine chirurgiche e ricordando che sono obbligatorie «nei momenti dinamici». ma non quando si è al banco. Apertura posticipata per gli studenti della Basilicata: per loro, come la maggior parte delle regioni del Sud, il nuovo anno scolastico comincerà il 24 settembre. Decisione ufficializzata dal presidente della Regione Vito Bardi dopo un incontro con i sindacati. Scelta opposta quella del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che ha deciso di rispondere no all'appello dell'Ordine dei Medici della Liguria che chiedevano un rinvio dell'inizio delle lezioni di 10 giorni. Domani intanto ci saranno i test di accesso alla Facoltà di Medicina. E per i candidati che non potranno sostenerli perchè in isolamento fiduciario, il ministro all'Università e alla Ricerca Gaetano Manfredi ha precisato: «Questo è un tema molto delicato dal punto di vista giuridico. È all'attenzione del Governo, stiamo valutando tutte le opzioni. Facciamo domani i test per la maggioranza dei ragazzi, poi valuteremo queste situazioni particolari». Altra questione aperta quella dei seggi elettorali nelle scuole. Secondo il virologo Roberto Burioni, non si dovrebbe votare negli istituti: «Che non si sia trovata una soluzione a questo problema è davvero imbarazzante», ha detto. Sulla stessa lunghezza d'onda Forza Italia, anche se «ormai siamo fuori tempo massimo», afferma Mariastella Gelmini. Ed alcuni senatori azzurri chiedono al governo di «disporre test sierologici rapidi per scrutatori, segretari e presidenti di seggio». Non mancano però, anche se sono pochi, i casi in cui ai seggi si è trovata una sistemazione alternativa: oggi è la volta di otto comuni del Trevigiano. 

Il ministro della salute Roberto Speranza ha parlato in Senato per gli ultimi aggiornamenti sull'attuazione delle norme anti-Covid: «Rispetto al mio ultimo passaggio in quest'Aula, avvenuto il 10 agosto, il quadro epidemiologico europeo si è fatto ogni giorno significativamente deteriorato. E anche nel nostro Paese purtroppo, pur se in un quadro lontano dai Paesi europei che hanno riscontrato maggiori difficoltà, abbiamo rilevato una graduale salita del numero dei contagi», ha spiegato il ministro. Secondo Speranza il dato più preoccupante è il «fortissimo abbassamento dell'età media scesa a quota 29 anni.

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Speranza: «Riaprire le scuole è la priorità assoluta»


«La priorità assoluta è la riapertura delle scuole». Per questo obiettivo «abbiamo impegnato tutte le nostre energie». Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza durante l'informativa al Senato. «Tutte le scuole riapriranno nel mese di settembre e riapriranno in sicurezza».

«La priorità assoluta è la riapertura delle scuole» e per farlo «abbiamo impegnato tutte le nostre energie». Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza, nell'informativa al Senato sull'attuazione delle misure anti-Covid. «Tutte le scuole riapriranno nel mese di settembre e riapriranno in sicurezza», ha aggiunto il ministro. «Tutti i sacrifici che stiamo tenendo in piedi - ha ricordato Speranza - hanno come obiettivo fondamentale la riapertura. Chiudere le scuole è stata la nostra scelta più difficile e riaprirle ora è davvero la nostra priorità assoluta», per la quale «stiamo impiegando per questo tutte le nostre energie. Stiamo parlando di un grande tema mondiale. Sono stati 190 i Paesi nel mondo che hanno sospeso le attività, 1 miliardo e 700mila milioni di studenti».
 

L'Italia è «l'unico paese in Europa e nel Mondo che metterà a disposizione 11 milioni di mascherine per studenti e personale scolastico», spiega il ministro che ha sottolineato che si tratta di mascherine chirurgiche e ha rivolto ringraziamenti al commissario Arcuri. Inoltre ha precisato che «le masherine a scuola sono obbligatorie: si deve tenere nei momenti dinamici» quando ci sono contatti e rischi concreti, mentre «nei momenti statici, si intede il momento in cui lo studente è fermo e ascolta il docente, in quel momento la mascherina può essere abbassata». La misura sulle mascherine «può essere rivista in casi epidemiologici particolari».

Quello ottenuto nel contenimento del coronavirus Sars-CoV-2 «non è un risultato del Governo o delle Regioni, ma di tutte le nostre istituzioni repubblicane e della nostra comunità nazionale, dentro una prova durissima chiaramente non ancora vinta, in una situazione ancora in costante evoluzione. Mi sia permesso di riconoscere questo» risultato «in primis alla forza, alla qualità e alla resilienza del nostro Servizio sanitario nazionale e in modo particolare agli uomini e alle donne che vi operano ai quali va e andrà sempre la nostra più sentita gratitudine». Parole di ringraziamento verso gli operatori sanitari che hanno suscitato l'applauso dell'Aula.
 

Speranza: «Il governo non ha mai autorizzato riapertura delle discoteche»


«Voglio utilizzare questo passaggio in Parlamento per chiarire che il Governo nazionale, nei suoi provvedimenti formali, non aveva mai autorizzato la riapertura delle discoteche. Ma com'è noto, dal 16 di maggio le Regioni hanno la facoltà non solo di misure più restrittive - facoltà che era già presente nella fase più drammatica dell'emergenza - ma anche di mettere in campo misure meno restrittive, e dentro quest'ambito alcune Regioni hanno utilizzato queste facoltà».

Lo ha precisato il ministro della Salute Roberto Speranza, nell'informativa al Senato sull'attuazione delle misure anti-Covid. «La seconda ordinanza che ho firmato durante queste settimane, il 16 di agosto - ha ricordato - riguarda la sospensione delle attività di ballo non sono nelle discoteche, ma anche in luoghi affini, e l'utilizzo obbligatorio delle mascherine all'aperto dopo le 18 nei luoghi dove c'è il rischio di assembramento». Il ministro ha sottolineato che «ogni ordinanza comporta evidentemente un sacrificio, un costo per il nostro Paese. Ma io ritengo che queste ordinanze siano state giuste e opportune - ha rivendicato - e ci consentono di conservare il vantaggio» guadagnato «rispetto ad Paesi».
 

Ultimo aggiornamento: 3 Settembre, 00:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA