No mascherine in classe col Green pass, la norma entra nel decreto legge. Presidi: «Rischio emarginazione per i non vaccinati»

No mascherine in classe con Green pass, la norma entra nel Dl
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Venerdì 3 Settembre 2021, 18:38 - Ultimo aggiornamento: 19:09

​Niente mascherine in classe con Green pass, la norma entra nel decreto legge. Fonti del ministero dell'Istruzione hanno rivelato infatti che gli studenti che abbiano completato il ciclo vaccinale hanno la facoltà di «togliere la mascherina nelle classi composte da alunni provvisti di Green pass». La norma è «prevista dal decreto legge varato dal governo lo scorso 6 agosto con le misure urgenti per l'avvio del nuovo anno scolastico». Le stesse fonti chiariscono che, «insieme al Ministero della Salute, tenuto conto anche degli aspetti legati alla privacy, si sta ora lavorando per l'attuazione di questa novità che non vuole assolutamente creare discriminazioni, quanto piuttosto consentire un progressivo ritorno alla normalità». 

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Mascherine in classe, i presidi: «Rischio emarginazione»

Le parole di Bianchi e Speranza ieri al termine del consiglio dei ministri sulla possibilità di abbassare le mascherine nelle classi dove tutti gli studenti sono vaccinati hanno scatenato una ridda di polemiche. Il rischio, è la posizione dei presidi ma anche degli studenti, è che possa esserci emarginazione nei confronti di quegli studenti che non saranno, o non potranno essere, vaccinati. Una possibilità non proprio remota, contro la quale si è schierata anche la sottosegretaria all'Istruzione, Barbara Floridia. «Il percorso - dice - si inizia ma non è immediato: va per bene definito il procedimento». Le nuove regole, infatti, saranno frutto di un intervento formale e normativo e appare difficile che possano entrare in vigore con l'avvio del nuovo anno scolastico, a cui mancano appena dieci giorni. Anche perché al 13 settembre sarà complicato avere intere classi di vaccinati, nonostante oggi sia stato raggiunto l'obbiettivo del 60% degli under 19 con almeno una dose di vaccino.

Mentre le 8.500 scuole italiane mettono a punto il piano in vista del rientro (le prime in cui suonerà la campanella, già lunedì, saranno quelle di Bolzano), numerosi sono i dubbi che vengono sollevati dagli addetti ai lavori. E se il test sul Green pass sembra essere stato superato a pieni voti - seppur con qualche docente irriducibile rimandato a casa - ora a impensierire i dirigenti scolastici sono gli annunci del governo che ieri, per bocca anche del ministro all'Istruzione, ha annunciato la possibilità di levare le mascherine nelle classi dove sono tutti vaccinati. «Nelle aule ci sarà sempre qualcuno di non vaccinato - ribatte il presidente dell'Anp (l'Associazione Nazionale Presidi) - E questo creerà una situazione di disagio, con il rischio di emarginazione da parte dei ragazzi che vorrebbero levare la mascherina. Si pensi, per esempio, se in una classe di 25 studenti c'è solo uno senza vaccino, come si sentirà questo ragazzo?».

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E poi ci sarebbe da superare anche l'ostacolo dell'impossibilità da parte della scuola di chiedere informazioni sullo stato di salute degli alunni. «Si potrebbe ovviare - conclude Giannelli - con una super app, come quella che dovrà essere varata per i docenti, con cui si può sapere quali sono le classi completamente vaccinate senza dover chiedere ad ognuno certificati o documentazioni».

Perplessità sullo stop alle mascherine sono state sollevate anche dal movimento dei genitori, dall'associazione Pro Vita & Famiglia onlus. La testata specializzata «Tuttoscuola» ha invece inviato al ministro Bianchi una serie di domande proprio sulla questione mascherine. Chi e con quali strumenti controllerà i ragazzi? Quali saranno i risvolti nelle relazioni all'interno delle classi? Il rischio, paventato dalla testata, è proprio quello che possano nascere «fazioni» di «buoni» e «cattivi». «Il ministro - è la risposta che arriva da viale Trastevere attraverso la sottosegretaria Floridia - non ha detto che si farà, ma è un auspicio affinché si possa togliere.

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Chiaramente questo, ma la norma parla chiaro, si può fare solo dopo l'emanazione di linee guida che devono ancora scriversi, e io auspico, proprio per evitare discriminazioni o criticità all'interno della scuola, che si emanino solo dopo interlocuzioni importanti e attente col Garante della privacy, con le autorità sanitarie. Quindi il percorso si inizia ma non è immediato: va per bene definito il procedimento». Intanto il governo è al lavoro anche per risolvere altre criticità sulle mense scolastiche.

Coop e sindacati hanno chiesto un incontro urgente al ministero per fare chiarezza sull'esenzione di Green pass per i lavoratori che operano all'interno degli istituti scolastici. «Alcune amministrazioni locali (Roma e Milano, per citare le più rilevanti) - si legge in una nota - hanno inteso estendere tale indicazione anche al personale delle mense scolastiche e universitarie, generando confusione nelle scuole ed esponendo imprese e lavoratori al rischio di non poter operare con la dovuta serenità»

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