Maturità 2022, tornano gli scritti e il tema d’italiano

Esame al via il 22 giugno: sarà in presenza. La seconda prova scelta dalla singola classe

Maturità 2022, tornano gli scritti e il tema d italiano
di Lorena Loiacono
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Lunedì 31 Gennaio 2022, 15:54 - Ultimo aggiornamento: 22:31

Due scritti e un orale. La maturità torna quasi come quella di una volta, quando la pandemia non aveva ancora stravolto tutto l’impianto dell’esame di Stato: tornano quindi le prove scritte, quella di italiano uguale per tutti e quella di indirizzo scelta dalla commissione, bandite dal 2020. Il ministro all’istruzione Patrizio Bianchi, dopo mesi di riflessioni, ha sciolto le riserve rendendo note le modalità per lo svolgimento dell’esame conclusivo delle scuole secondarie: le ordinanze sono pronte e passano ora al vaglio del Cspi, il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione. Gli studenti che stanno frequentando l’ultimo anno delle superiori, circa 490mila ragazzi, ora sanno con cosa dovranno confrontarsi a giugno: l’incognita relativa al ritorno dello scritto di italiano, per il quale si sono spesi intellettuali e studiosi, è stata sciolta e non solo. 

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La doccia fredda

A rientrare in classe non è solo la prova di italiano ma anche quella di indirizzo: per gli studenti è stata una doccia fredda, visto che fino all’ultimo hanno chiesto a viale Trastevere, con tanto di petizioni online, di non prevedere scritti neanche quest’anno. La commissione resta composta da sei docenti interni, con il presidente esterno, e la valutazione resta in centesimi: il credito avrà un massimo di 40 punti, vale a dire 12 per il terzo anno, 13 per il quarto, 15 per il quinto, le due prove scritte peseranno fino a 40 punti e il colloquio fino a 20. La partecipazione ai test Invalsi e ai percorsi Pcto, l’ex alternanza scuola lavoro, non saranno requisito di accesso. Si parte il 22 giugno, alle 8,30, con lo scritto di italiano: la prova, a carattere nazionale, proporrà sette tracce con tre diverse tipologie. Tornano quindi l’analisi e interpretazione del testo letterario, l’analisi e produzione di un testo argomentativo e la riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. Una prova scritta di questa portata, che porta gli studenti a rimanere seduti al banco per 4-6 ore di fila, non si è potuta svolgere negli ultimi due anni proprio nel rispetto delle norme anti-covid. Il 22 giugno sarà diverso. «Le scelte - sottolinea il ministro Bianchi - rientrano nel percorso di progressivo ritorno alla normalità che stiamo realizzando. Non siamo ancora fuori dalla pandemia, ma già quest’anno, abbiamo garantito una maggiore continuità della scuola in presenza, fin dal primo giorno». 

E così il 23 giugno si replica con la seconda prova scritta: sarà diversa per ciascun indirizzo, riguarderà una sola disciplina tra quelle caratterizzanti il percorso di studi e sarà predisposta dalle singole commissioni d’esame. Le prove non saranno quindi nazionali, uguali per tutti, ma saranno i docenti interni a scegliere le domande per evitare che in una classe escano argomenti mai trattati per colpa delle assenze e delle difficoltà legate al Covid. «Va ricordato che gli studenti che affronteranno le prove di giugno – spiega infatti Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi - sono quelli che maggiormente hanno sofferto l’emergenza e di ciò non si può non tenere conto. Sulla seconda prova registriamo un passo indietro rispetto alla spinta innovativa fornita dalla prova su due discipline: si perde l’interdisciplinarietà». Per il secondo scritto non è prevista infatti la prova multidisciplinare, avviata nel 2019, che conteneva due materie come ad esempio greco e latino al classico oppure fisica e matematica allo scientifico. 

Come terzo step arriva il colloquio che si apre con l’analisi di un materiale scelto dalla commissione come un testo, un documento o un problema e prosegue con una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze dei “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento” (i già menzionati Pcto). Gli studenti protestano e lanciano una mobilitazione per venerdì prossimo: «gli immaturi siete voi - dice Tommaso Biancuzzi della Rete degli Studenti Medi - vogliamo un esame senza scritti e con una tesina. Così invece è una condanna».

 

La terza media

Tornano le prove scritte anche negli esami di terza media: una di italiano e una relativa alle competenze logico-matematiche, seguirà poi il colloquio con cui i docenti verificheranno le competenze relative alla lingua inglese, alla seconda lingua comunitaria e all’insegnamento dell’educazione civica.

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