Green pass, Bianchi: «Non c'è più il rischio di Regioni in quarantena. A scuola controllo dei presidi»

Green pass, Bianchi: «Non c'è più il rischio di Regioni in quarantena. A scuola controllo dei presidi»
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Giovedì 26 Agosto 2021, 09:43 - Ultimo aggiornamento: 15:08

«Ormai siamo sopra al 90% dei vaccinati» tra il personale scolastico. «Il commissario Figliuolo sta facendo un lavoro eccezionale. C'è stato un forte aumento nei vaccinati non solo nel personale ma soprattutto negli studenti. La norma è chiara chi ha il vaccino, chi ha il green pass va a scuola. Chi non ha il green pass, perché ritiene di non vaccinarsi, sarà sospeso». E' stato categorico il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ospite di Morning news su Canale 5. Il tampone? «Lo faremo al personale secondo le indicazioni delle autorità sanitarie, non abbandoniamo nessuno ma non deroghiamo da quello che abbiamo detto. Sicuramente quindi i fragili, che hanno problematiche sanitarie tali da non poter essere vaccinati. Il tampone non è il sostituto del vaccino, è un atto di tracciamento». Il ministro ha inoltre spiegato che il controllo sul pass lo faranno i presidi con modalità messe a punto con l'ausilio del Garante della Privacy.

Il green pass? «Lo controlleranno i presidi, stiamo facendo un grande lavoro con loro e con l'Autorità della Privacy per avere uno strumento semplice e facile che permetta loro di verificare tutte le mattine chi ha il disco verde o il disco rosso». Si tratta di una applicazione «su cui stiamo lavorando con il Garante della Privacy».

Solo «una sigla sindacale» dei dirigenti scolastici ha espresso perplessità, ha detto il ministro, mentre «gli altri hanno firmato il protocollo. Non confondiamo una sigla con i presidi». Per quanto riguarda i tempi della app, sarà disponibile da «quando i ragazzi saranno a scuola». 

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«Quando in una classe c'è un ragazzo positivo verrà allontanato, e anche gli altri alunni, e si verificherà l'ampiezza del cluster. Ora si isolano esattamente le situazioni di rischio che viene monitorato senza più generalizzare. Non c'è più il rischio di Regioni in quarantena».

«L'obbligo vaccinale non riguarda gli studenti della scuola» ma solo gli studenti universitari. «La scuola opera su classi di persone che si conoscono e c'è la possibilità di verifiche quotidiane della situazione» di eventuali contagi da Covid. 

Sulle "classi pollaio" - che destano preoccupazione per il Covid - il ministro  Bianchi fornisce le cifre del problema dell'affollamento delle aule, dando le sue esatte dimensioni. «Si tratta del 2,9% delle classi» e si trovano soprattutto negli istituti tecnici delle grandi città. «Abbiamo la conoscenza millimetrica del problema e ci stiamo lavorando con interventi mirati», ha detto il ministro ridimensionando l'allarme per le aule sovraffollate e spiegando che le norme consentono classi con un range di studenti minimo e massimo compreso tra 15 e 27.

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