Esame di maturità, si cambia: torna il tema di italiano. Tesina scelta dai prof

Dopo due anni ripristinato lo scritto: una sola prova prima del colloquio

Esame di maturità, si cambia: torna il tema di italiano. Tesina scelta dai prof
di Lorena Loiacono
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Mercoledì 29 Dicembre 2021, 21:30 - Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 11:07

Torna, protagonista assoluto, lo scritto di italiano alla maturità. Abolito da due anni, a causa del Covid, adesso ne è previsto il rientro in piena regola: sarà infatti lo scritto di italiano ad aprire il prossimo esame di Stato il 22 giugno. I candidati, circa 489mila attualmente iscritti al quinto anno delle scuole superiori, inizieranno quindi il loro esame di maturità con lo scritto di italiano: una prova nazionale, uguale per tutti con tracce che andranno dalla storia alla letteratura fino all’attualità. È quanto previsto dalla bozza su cui stanno lavorando gli esperti del Ministero dell’Istruzione. Se si torna al vecchio impianto, gli studenti avranno 6 ore a disposizione per mettere a punto l’elaborato. Non ci sarà spazio per l’altra prova scritta, quella di indirizzo, e la commissione esaminatrice sarà composta da tutti docenti interni, tranne il presidente che sarà l’unico esterno. 

IL PROGETTO

L’esame di Stato 2022 sarà composto da tre elementi fondamentali: lo scritto di italiano, una tesina che i ragazzi prepareranno in base alle indicazioni date dai docenti con un argomento che gli verrà assegnato entro la fine del mese di aprile e dovrà essere consegnata entro la fine di maggio. La tesi di diploma dovrà essere esposta durante il colloquio orale, strutturato in più fasi per toccare tutti gli argomenti e coprire, in qualche modo, l’assenza dello scritto di indirizzo. Il ritorno dello scritto di italiano è rimasto in bilico per mesi, tra chi ne voleva il reintegro e chi invece avrebbe preferito abolirlo per sempre, non solo a causa della pandemia. Il ministro all’istruzione, Patrizio Bianchi, sta valutando le possibili proposte e, nel mese di gennaio arriverà la decisione definitiva. Per ora comunque la presenza dello scritto di italiano sembra essere assicurata. In difesa della prova scritta si sono schierati intellettuali, docenti universitari, linguisti e psicologi, da Gustavo Zagrebelsky a Anna Oliverio Ferraris ed Elsa Fornero, da Paolo Crepet a Carlo Cottarelli che hanno scritto e firmato una lettera al ministro Bianchi contro l’esame “burletta”. 

IL BOOM DI PROMOSSI

Nel giugno scorso, in effetti, si è registrato un boom di voti alti e promozioni: ha superato l’esame, infatti, il 99,8% degli studenti contro il 99,5% del 2020, mentre i diplomati con lode sono arrivati a quota 3,1% rispetto al 2,6% dell’anno prima e all’1,6% del 2019. Con l’ultimo esame di maturità si è alzata non solo la soglia dei voti massimi ma anche la media: più di un diplomato su due ha preso infatti un voto superiore a 80. Agli appelli degli intellettuali, hanno replicato però anche gli studenti che, con diverse raccolte di firme online, hanno chiesto invece di mantenere la maturità con lo schema degli ultimi due anni: senza scritti e quindi in versione ridotta a causa del Covid. Si va dalle 50mila alle 25mila firme raccolte per ogni petizione.

Ma così non sarà: lo scritto di italiano tornerà ad aprire l’esame. In questo modo si mette in campo la proposta avanzata dai dirigenti scolastici che, nelle ultime settimane, hanno pensato ad una sorta di primo ritorno alla normalità prevedendo un solo scritto, non due come in passato. «Mi sembra opportuno prevedere - spiega il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma, Mario Rusconi - soltanto la prova scritta di italiano, in modo che i ragazzi possano esprimere i propri stati d’animo e le proprie sensazioni. Poi l’esame orale così come quello dello scorso anno: partendo da un elaborato preparato dai singoli studenti su argomenti indicati dai loro insegnanti». 

IL SUPPORTO DEI PROF

Resterebbero infatti quegli aspetti di vicinanza agli studenti, come i docenti della commissione tutti interni ad esclusione del presidente, per evitare di mettere in difficoltà i ragazzi che, comunque, hanno svolto gli ultimi tre anni di scuola in piena pandemia tra innegabili difficoltà: «Sperando che si riesca a fare il più possibile didattica in classe - continua Rusconi, in riferimento all’attuale crescita dei contagi che sta mettendo in allarme la scuola - Penso che sia giusto considerare la precarietà di questi ultimi tre anni di vita scolastica: dobbiamo tener conto della situazione pandemica in atto e quella pregressa». La struttura definitiva dell’esame arriverà a gennaio, intanto dagli uffici ministeriali di viale Trastevere l’orientamento è già definito: «La prova scritta di italiano sarebbe molto importante nell’ottica di un graduale ritorno alla normalità - ha sottolineato la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia - Rappresenta inoltre uno strumento importante di ragionamento ed elaborazione del pensiero da parte dei nostri studenti». Dello stesso avviso anche l’altro sottosegretario all’Istruzione Sasso: «Ripristinare la prova di italiano è una misura di buon senso e di attenzione nei confronti degli studenti: tutti avranno modo di essere valutati con maggiore completezza rispetto a quanto accaduto negli ultimi due anni». 

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