Dizionario Zingarelli, un trifoglio per salvare le parole a rischio estinzione

Domenica 22 Settembre 2019
Dizionario Zingarelli, un trifoglio per salvare le parole a rischio estinzione

È da qualche tempo che sul dizionario si possono trovare sono parole contrassegnate da una croce, simbolo che le identifica come arcaiche e desuete, ma «salvate» in qualche modo già dai versi immortali di Dante. Come sostiene  il lessicografo Mario Cannella a Il Giorno, molte altre parole sono a rischio estinzione. Per questo, la nuova edizione del dizionario Zingarelli, riporterà accanto a esse un trifoglio, un invito grafico a utilizzarle più spesso.  Il nuovo metodo del permette di non dimenticare un gruppo di termini «più fragili che rischiano di essere abbandonati». Secondo il lessicografo, questa perdita sarebbe un vero peccato, perché «dietro ogni parola c’è una storia».

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«Con laconico, ad esempio, si sfoglia la storia antica. La Laconia era una regione di Sparta e per tradizione gli spartani, a differenza degli ateniesi, parlano poco». L’iniziativa non si ferma al vocabolario, l’invito infatti è rivolto anche ai principali capoluoghi italiani. A Milano ad esempio, nella settimana della moda, il marchio MSGM ha dedicato una collezione a questo tema, scrivendo sui capi lemmi a rischio come impavido, impetuoso, vivido, illogico e radioso. In altre città invece sarà proposta un’installazione-vocabolario con un monitor touchscreen che presenterà a rotazione 5 delle 3.126 parole da salvare. Se da un lato rischia di impoverirsi, dall’altro la nostra lingua si arricchisce.
 


«Si possono prendere in considerazione diverse categorie, - continua Cannella - per esempio nascono nuove parole nel campo dei diritti. Avremo così il biodiritto, di cui si sta discutendo molto, e il cisgender, per il quale il sesso biologico coincide con l’identità di genere». Non mancano poi gli anglicismi, che però non devono essere temuti: «La nostra lingua è saldissima, ha radici profonde ed è ricchissima di sfumature nel bene e nel male. L’italiano ha saputo mantenere negli anni la ricchezza della parola, che adesso è tutta da rilanciare».

 

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