Dad, tra difficoltà e disagi, un'occasione di innovazione per il mondo della scuola

Dad, tra difficoltà e disagi, un'occasione di innovazione per il mondo della scuola
di Andrea Boscaro
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Giovedì 25 Marzo 2021, 13:55

Nel 1816 il mondo visse un anno complicato almeno quanto i tempi che stiamo vivendo noi oggi. Nel 1816 infatti non arrivò l’estate e, se nella Pianura Padana si ebbero gelate a luglio, nella costa Est degli Stati Uniti i raccolti furono poveri. Senza conoscerne la causa, il pittore inglese William Turner registrò questo fenomeno e, nei tramonti dipinti quell'anno, il cielo risultava sempre offuscato, mai terso: l’eruzione del vulcano Tamboora, nel lontano Sud-Est asiatico, aveva infatti scaricato nell'atmosfera una quantità tale di pulviscolo che il sole ne risultò coperto anche quando più vicino alla Terra. Nel bel mezzo di tali difficoltà però gli Americani di quel tempo, dalla costa atlantica, intensificarono la migrazione verso l'Ovest inventando il proprio mito e, nel loro piccolo, un gruppo di scrittori inglesi, prigionieri del maltempo in Svizzera, inventarono il romanzo gotico: fra gli altri, in quei mesi, Mary Shelley scrisse Frankenstein, il romanzo più importante della sua vita.

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La lunga durata della didattica a distanza a cui sono costretti da più di un anno i bambini, i ragazzi, i loro genitori e gli insegnanti non vi è alcun dubbio che crei difficoltà di apprendimento e disagi dettati dalla limitata socializzazione a cui sono esposti soprattutto coloro che, nel passaggio da un ciclo scolastico all'altro, non hanno potuto creare relazioni con i nuovi compagni: probabilmente pagheremo per anni gli effetti sui più giovani di questo delicato periodo di pandemia.

Ciò che però è ingiusto affermare è che la scuola sia stata chiusa e, se non è corretto di parlare di "opportunità" per un passaggio così difficile, è però onesto ammettere che, in un momento di difficoltà, la maggior parte dei docenti e di coloro che lavorano nel mondo della scuola abbiano avvertito una "chiamata alle armi" e colto il Kairòs, il momento propizio per rompere il ghiaccio con tecnologie ed ancor più con metodologie che da anni avevano fatto capolino solo a macchia di leopardo nel sistema educativo del nostro Paese.

In questo cambiamento hanno giocato un ruolo centrale gli editori scolastici che hanno rivisto, fin dal primo lockdown, la propria offerta formativa, aperto a tutti gli insegnanti il materiale online realizzato ed organizzato centinaia di eventi gratuiti per illustrare i contenuti a disposizione e supportare i docenti all'uso delle piattaforme per condurre le lezioni online e integrare al meglio il libro (dispositivo che si rivelato ancor più insostituibile secondo una ricerca realizzata da Pearson) con i contenuti digitali e gli strumenti di verifica e collaborazione online.

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«Fra le tante attività lanciate», raccontano i responsabili di De Agostini Scuola «abbiamo in particolare organizzato delle dirette su YouTube - per esempio in occasione della Giornata internazionale della Luce e dell'Earth Day - a cui gli insegnanti potevano invitare i propri studenti per intervistare i ricercatori del Cnr al Polo Nord e al Polo Sud». «Fra marzo e aprile di quest’anno» proseguono «abbiamo poi allestito un importante progetto di formazione, il Festival della Scuola, con tavole rotonde, percorsi certificati, relatori autorevoli e internazionali e autori di punta per i 40 mila insegnanti ad oggi iscritti ispirandoci ai principi dell’inclusione, dell’innovazione e della responsabilità».

Pearson ha realizzato il progetto “Kilometro Zero”, pensato per supportare docenti e studenti con un’amplissima offerta di risorse digitali, percorsi didattici disciplinari e un programma di formazione dedicato. Benchè lanciata prima della pandemia, la app di social reading realizzata dalla casa editrice e dalla start-up Betwyll ha avuto un forte impulso durante il lockdown e, come indicano i responsabili, «lo strumento ha favorito la possibilità di condividere, in aula virtuale, le opinioni maturate dagli studenti durante la lettura e, anche grazie al Gruppo Facebook creato, ha permesso ai docenti di confrontarsi su questa metodologia di didattica che integra gli strumenti e ne valorizza le possibilità. La gestione di un Gruppo online che ciascun docente potrà lanciare non è infatti solo l’attivazione di un ambiente di apprendimento di una materia, ma un banco di prova per formare il rispetto degli altri e la responsabilità necessaria a proteggere e arricchire un bene comune quale è la partecipazione ad un progetto condiviso». Ad oggi oltre 2.500 insegnanti fanno parte del Gruppo e 6.600 studenti usano la app che, nei prossimi mesi, su estenderà a trenta manuali della casa editrice oltre ai Dialoghi con Dante oggetto dell’offerta lanciata in questi giorni.

Supportati dagli editori, gli insegnanti hanno dunque giocare un ruolo ancor più importante sul piano dell’animazione delle classi e di consolidamento dello spirito di comunità in un periodo così delicato ed il fatto che, nonostante le tante ore di lezione online, abbiano poi partecipato alle iniziative formative a loro dedicate, ne sottolinea l'impegno profuso ed il valore, soprattutto da parte di chi, fra di loro, si è dimostrato una guida per i colleghi.

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La fine della didattica a distanza - che tutti possiamo auspicare abbia luogo presto - non riporterà probabilmente allo stato precedente: il fatto che alcune dinamiche si siano rivelate possibili e di qualità influenzerà l'equilibrio fra la lezione frontale e i momenti di collaborazione online e, nel rispetto di una metodologia  che richiede formazione ed esperienza, tale combinazione sarà mantenuta anche per il futuro così come confermato, del resto, dal fatto che non è stata abbandonata lo scorso autunno quando le lezioni sono state in presenza.

«Organizzare una lezione a distanza senza una formazione specifica è però molto complesso» ricorda Alessandra Porcelli di Rizzoli Education «e per supportare le insegnanti e gli insegnanti nella progettazione delle lezioni digitali abbiamo realizzato delle vere guide operative, i lesson plan, che offrono spunti concreti per fare lezione su ogni materia e ogni argomento. Inoltre sulla nostra piattaforma HUB Scuola sono disponibili test autocorrettivi, applicazioni specifiche per arte e musica e tantissimi video ad accesso libero per svolgere attività di "flipped classroom" e così coinvolgere studentesse e studenti di tutte le età».

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Il successo di tutte queste iniziative (oltre 300 mila sono stati gli insegnanti raggiunti dagli eventi degli editori citati) e di manifestazioni come il Festival della Scuola, organizzato in questi giorni da parte di DeA Scuola,  porta a credere che non si tratterà dunque di una parentesi che prima o poi si chiuderà, ma la base per una nuova ripartenza una volta che le scuole torneranno ad accogliere le studentesse e gli studenti italiani. Del resto, è ciò che sostiene Andreas Schleicher, Responsabile Education dell'Ocse, quando sottolinea che, accanto alla trasmissione del sapere, la didattica ai tempi del digitale, deve favorire l'attivazione di saperi, fra i quali il saper cercare, valutare e servirsi delle informazioni disponibili online è centrale per lo sviluppo della persona e per la partecipazione alla vita del nostro Paese.

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