CORONAVIRUS

Coronavirus, scuole chiuse. I presidi: «Difficile ripartire». Maturità online solo se blindata

Sabato 4 Aprile 2020 di Lorena Loiacono

Con la mascherina tra i banchi di scuola, seduti separati l'uno dall'altro e, ovviamente, a distanza di sicurezza. La scuola deve fare i conti con l'emergenza e, nell'eventualità che possa riaprire per gli esami di Stato, pensa a come organizzare le prove con i ragazzi in aula oppure online.
Il decreto scuola, che verrà varato probabilmente domani, contiene le indicazioni su possibili scenari futuri legati all'emergenza da Covid-19: qualora la curva dei contagi lo permettesse, si tornerebbe in classe entro il 18 maggio e la maturità potrebbe svolgersi in presenza oppure, se non fosse possibile rientrare tra i banchi per quella data, l'anno scolastico terminerebbe con la didattica a distanza e in quel caso gli esami si svolgerebbero con una sola prova orale che potrebbe essere anche online. Ma le modalità operative sono tutte da vedere.

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GRADUALITÀ
A cominciare dal possibile rientro in classe: secondo le indicazioni degli esperti, infatti, nei Paesi coinvolti nella pandemia la fase di riapertura deve essere graduale. E il rientro a scuola, per fine maggio, sembra oggi decisamente difficile da realizzare: si tratterebbe di mettere in moto quasi 8 milioni di studenti, 800mila docenti e circa 200mila ata, vale a dire ausiliari, tecnici e amministrativi. Nove milioni di persone che, tra poco più di un mese, andrebbero a riempire bus, metro e, appunto, le aule scolastiche. «La scuola spiega Mario Rusconi, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi di Roma e del Lazio è composta da classi formate da 25 alunni di media, nella maggior parte dei casi seduti su banchi da due. Anche nel caso in cui ci fossero aule libere negli edifici scolastici, non potremmo certo dividere le classi perché, in quel caso, avremmo bisogno di un maggior numero di docenti. Anche per la maturità andrebbe rivista l'organizzazione, partendo proprio dal problema degli spazi».

BANCHI SINGOLI
I maturandi svolgono le prove scritte seduti sui banchi singolarmente, da sempre, ma in questo caso i banchi andrebbero distanziati l'uno dall'altro di almeno un metro sotto la vigilanza dei docenti. E così la possibilità di svolgere una sola prova in modalità di colloquio, sembra la più appropriata: il candidato entra da solo, con la mascherina sul volto e a distanza di sicurezza dai sei commissari e dal presidente di commissione. In aula potrebbero essere presenti così anche due compagni, ad assistere all'orale.

COMPUTER
Tutt'altro discorso, invece, riguarda la possibilità di svolgere il colloquio da remoto: vale a dire con lo studente collegato da casa, al computer. Si tratterebbe di una modalità assolutamente nuova, da mettere in sicurezza. Servono infatti piattaforme specifiche che possano garantire la regolarità della prova e lo svolgimento delle procedure per un esame blindato, senza alcun tipo di intromissione dall'esterno. Si tratta di un tema attualissimo, emerso anche in questi giorni di didattica a distanza in cui si sente la necessità della protezione dei dati rispetto a eventuali accessi esterni, su cui il ministero dell'istruzione sta ampiamente ragionando. E sulla maturità non si scherza: il titolo di studio ha, infatti, valore legale e il voto resta sul curriculum per tutta la vita. Il rischio allora è che, se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto, la maturità potrebbe finire sotto una valanga di proteste e di ricorsi.
«Appaiono, in termini di legittimità, assolutamente improponibili esami in modalità da remoto spiega Pino Turi, segretario nazionale della Uil scuola serve quindi definire un percorso di esami che accerti la maturità del candidato, riducendo il numero delle prove scritte e le materie oggetto di accertamento anche per la prova orale. In considerazione della situazione la commissione interna con presidente esterno sarebbe più opportuna«.

Ultimo aggiornamento: 11:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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