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Il senso del tatto è "scritto" nelle nostre impronte digitali, uno studio lo dimostra

Il senso del tatto è "scritto" nelle nostre impronte digitali, uno studio lo dimostra
3 Minuti di Lettura
Lunedì 15 Marzo 2021, 20:56

Il senso del tatto è un aspetto cruciale delle nostre interazioni nel mondo che ci circonda; sia che si tratti della trama di un tessuto, della pelle di un’amante, o della superficie di un mobile. Ora, gli scienziati hanno scoperto perché questo sia così sensibile e particolare, e hanno indicato nelle impronte digitali il suo segreto.

Era già noto che esistessero dei microspici sensori che raccolgono stimoli meccanici lungo le linee delle dita, e che questi interagissero con due tipi di neuroni che si trovano sotto la pelle. Si tratta del “campo recettivo” in cui la pelle attiva un particolare meccanismo sensoriale. Ciò che non si sapeva, era come una struttura così piccola potesse essere “decifrata” da ogni singolo neurone. «Vi potreste aspettare che ogni singola cresta abbia un ruolo a sé stante  - ha detto al Guardian Ewa Jarocka,co-autore di uno studio dell’Università svedese di Umeå - ma questa semplice intuizione non era mai stata dimostrata».

Jarocka e altri ricercatori hanno chiesto a dodici persone che hanno partecipato allo studio di sedere sulla poltrona di un dentista, con il braccio destro piegato ad angolo e le dita avvolte da un supporto di plastica. Come è stato poi spiegato nello studio pubblicato dal Journal of Neuroscience, i ricercatori hanno usato uno strumento percussivo per sollecitare le dita dei partecipanti allo studio con una serie di sollecitazioni per punti microscopici. Il team ha monitorato la risposta di ogni singolo neurone usando elettrodi inseriti su un nervo del braccio. 

I ricercatori sono così riusciti a risalire alla “mappa” del campo recettivo di ogni singolo neurone. E i risultati hanno confermato che ognuno di questi copriva un’area che si estendeva tra diverse creste dell’impronta digitale, e che risultavano sensibili a ciascuna microsollecitazione, corrispondente esattamente a una singola linea disegnata sulla pelle. «Questo è abbastanza per dire che ogni singola cresta provoca una risposta neurale», ha commentato Jarocka.

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Secondo Nathan Lepora, esperto di robotica tattile all’Università di Bristol, questo lavoro dimostra per la prima volta che le linee della mano sono “direttamente coinvolte nel nostro senso del tatto”. Chris Miall, professore emerito di scienza neuromotoria all’Università di  Birmingham ha detto al giornale britannico come questo fenomeno risulti particolarmente evidente in questi mesi di pandemi: basta utilizzare dei guanti. Le linee digitali aiutano ad avere una presa migliore, ma anche a distinguere dettagli minuti sulla superficie».

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