Le specie aliene in Italia sono oltre 3.000 (+96% in 30 anni): effetti a volte disastrosi

Mercoledì 20 Novembre 2019
Più di 3mila specie aliene in Italia: biodiversità minacciata da piante e animali non autoctoni

In Italia sono presenti più di 3.000 specie aliene, di cui oltre il 15% invasive. Negli ultimi 30 anni il numero delle specie aliene nel nostro Paese è aumentato del 96%: si tratta di piante e animali alloctoni invasivi che possono causare l'estinzione delle specie autoctone, alterando la composizione delle specie presenti in una certa area, portando alla degradazione totale degli habitat che occupano o modificando le dinamiche di erosione del suolo. Questo fenomeno rappresenta una delle maggiori minacce globali alla biodiversità, con un impatto economico e sociale sempre più rilevante: nella sola Unione Europea si stima che gli impatti causati da queste specie determinino perdite superiori ai 12 miliardi di euro.

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Come si diffondono? La diffusione incontrollata riguarda in particolare le piante aliene, specie esotiche che si naturalizzano nel nostro territorio dopo essere arrivate con i sistemi più disparati: attraverso la compravendita nei vivai di piante ornamentali che poi disseminano ovunque, casualmente con il trasporto delle merci o nelle valige dei viaggiatori, accidentalmente come semi trasportati nei residui di terra delle scarpe da trekking, tra le granaglie usate in agricoltura e molto altro ancora. I loro effetti possono essere disastrosi quando le specie autoctone vengono sopraffatte o quando sono ostacolate nella crescita, come accade in presenza di ailanto, buddleia, paulonia, ambrosia, al punto che la Commissione Europea ha provveduto a stilare liste ufficiali delle specie aliene invasive con il divieto di utilizzo, vendita e movimentazione di queste specie.

Per limitare l'introduzione di nuove specie vegetali invasive e contrastare la diffusione di quelle presenti «è essenziale aumentare la consapevolezza di tutti i settori della società, dai più piccoli, con attività e laboratori di educazione ambientale, ai professionisti, pubbliche amministrazioni e a tutti coloro che sono coinvolti direttamente o indirettamente nell'utilizzo di specie animali e vegetali alieni potenzialmente invasivi», spiega Alessandra Caddeo, del team di lavoro per progetto europeo Life Asap (Alien Species Awareness Program) per l'Università degli studi di Cagliari. A tale scopo l'Ateneo cagliaritano, l'Orto Botanico di Bergamo e la Rete Orti Botanici della Lombardia organizzano una giornata a tema dal titolo «Specie aliene invasive: regolamento europeo e codici di condotta tra informazione, commercio e gestione», il 22 novembre 2019, presso la Sala Curò e Sala Viscontea dell'Orto Botanico di Bergamo in Piazza Cittadella.

L'Università di Cagliari, infatti, è partner del progetto europeo Life Asap, dedicato alla formazione, all'informazione e alla comunicazione sulle specie aliene invasive e ha scelto Bergamo come uno dei luoghi target in cui comunicare i risultati del progetto e incidere sul fenomeno. Il caso di Bergamo. La città di Bergamo vede grandi flussi di turisti e di merci grazie alla presenza dell'aeroporto, fenomeno che riguarda anche gli organismi vegetali che involontariamente, in violazione delle leggi o in maniera del tutto involontaria, sono trasportati da un continente all'altro. Qui è attivo un presidio integrato all'aeroporto stesso, ma sono attivi anche i Carabinieri Forestali e la Regione Lombardia che nell'incontro del 22 novembre presenteranno un secondo progetto europeo, Life Gestire 2020 che ha punti di contatto con Asap.

«Le norme non bastano a fermare l'arrivo delle specie aliene invasive: è necessario l'aiuto di tutti. È fondamentale incoraggiare l'adozione di buone pratiche e di comportamenti responsabili di tipo volontario», dichiara Gianluca Iiriti, del gruppo di lavoro Life Asap. Per tale motivo l'incontro di Bergamo è aperto alla partecipazione di chiunque sia coinvolto dal tema, dai professionisti del verde ai cittadini, dai progettisti ai committenti interessati ad approfondire un tema delicato, a conoscere le recenti modifiche normative materia e i principi fondamentali dei codici di condotta. La partecipazione è libera e gratuita.

Ultimo aggiornamento: 15:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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